Come funziona e i negozi specializzati

I bergamaschi del softair che giocano a far la guerra

I bergamaschi del softair che giocano a far la guerra
26 Novembre 2014 ore 12:17

Chi da bambino non si è divertito almeno una volta a giocare ai “soldati”? Con fucili giocattolo o improbabili pezzi di legno a simulare innocue armi da fuoco, i bambini – forse quelli  non ancora assuefatti alle moderne tecnologie – fin dagli albori hanno sempre dato sfogo alla loro fantasia immaginandosi su un campo di battaglia a guerreggiare con altri bellicosi compagni. Per chi volesse volesse rivivere i fasti delle fanciullesche battaglie, oggi c’è un gioco per grandi che vale la pena: il softair.

Il Softair a Bergamo. Il softair nasce in Giappone sul finire degli anni Settanta e viene importato in Italia alla fine degli anni Ottanta. In provincia di Bergamo, alcuni appassionati locali fondarono, nel 1991, il primo club organizzato con uno statuto proprio: la Splash Contact Bergamo. All’epoca non era un gioco riconosciuto pertanto – racconta Cosimo Tulino fondatore del club – ci fu parecchia curiosità da parte, anche e soprattutto, delle forze dell’ordine, che inizialmente monitoravano i movimenti dei giocatori, persino in elicottero.

Dal club della Splash Contact negli anni si staccarono gradualmente diversi soci che a loro volta diedero vita ad altri club sparsi per la provincia. Il softair non è uno sport riconosciuto direttamente dal CONI, ma è legittimato indirettamente da vari enti di promozione sportiva a loro volta riconosciuti dal CONI. Ai vari enti in provincia di Bergamo sono affiliati una trentina di club effettivi, più o meno numerosi, sotto forma di associazioni sportive dilettantistiche (club organizzati con statuto e tesseramento soci; sono dunque esclusi dal novero dei club ufficiali i gruppi di amici che giocano, per intendersi, nel bosco dietro casa).

Per quanto riguarda invece i negozi in cui reperire l’attrezzatura necessaria, ecco un elenco dei negozi in provincia di Bergamo specializzati in articoli da softair:

  • Agrizoo, Via Tonale 46/E, Albano Sant’alessandro.
  • Softair Bergamo, Via XI Febbraio 80, Vertova.
  • Raffus, Via Enrico Fermi, 56, Curno.
  • Task Force softair, via Locatelli 23, Alzano Lombardo.
  • Maverick softair, Via Vittorio Emanuele II, 50 Ponte San Pietro.
  • RS Evolution, Via Nazionale 200, Costa Volpino.
  • Maxi Shopping, Via Martiri della Libertà 22, Petosino.

Cos’è il Softair. Il softair è un gioco di guerra basato su tattiche militari in cui viene simulato uno scontro “a fuoco” tra squadre rivali. Premessa importante è porre una sostanziale differenziazione dal paintball: nel softair vengono impiegate armi che utilizzano pallini di plastica biodegradabile da 6mm, nel paintball invece si utilizzano pallettoni pieni di vernice.

Posto che, ovviamente, l’obiettivo primario è l’eliminazione virtuale del nemico, esistono infinite modalità di gioco: dalle classiche cattura bandiera, attacco contro difesa, libera il prigioniero, deathmatch a squadre (vince chi elimina tutta la squadra nemica senza “rinascita dei giocatori”), si passa poi a modalità più articolate con obiettivi sempre più fantasiosi, frutto della creatività degli organizzatori (si possono, ad esempio, preparare scenari storici delle guerre mondiali, con costumi ed armi d’epoca, o realizzare missioni particolari di forze d’elite).

I campi di gioco possono essere di qualsiasi natura. Da terreni boschivi, anche invernali, (di solito i preferiti per i numerosi ripari naturali che offrono) a scenari urbani, con conflitti a fuoco ravvicinati (ad esempio in capannoni abbandonati). Le partite possono essere organizzate dai club di appartenenza in forma amichevole oppure con veri e propri tornei disciplinati dalle federazioni (senza dimenticare poi le conviviali “sparacchiate” nel giardino di qualche amico).

Regolamento. L’unica vera regola base del softair è la correttezza. Peculiarità del gioco è l’onestà dei contendenti nel dichiararsi una volta colpiti. Non potendo dimostrare, tranne che nell’evidenza,  se l’avversario sia stato colpito o meno (i pallini non rilasciano colore come nel paintball) è necessario affidarsi alla correttezza del “morto”, che ci si auspica non imiti Lazzaro. Il giocatore colpito deve abbandonare il campo di battaglia, magari evitando di comunicare ai compagni posizioni e movimenti del nemico. La correttezza si manifesta anche nel cercare di non sparare alla testa o quando si è troppo vicini.

Oltre alle regole morali vi sono anche alcune norme tecniche da tenere in considerazione. Innanzitutto la potenza dell’arma: per legge non può essere superato il joule. Poi, per motivi di sicurezza è assolutamente d’obbligo indossare degli occhiali protettivi, o meglio ancora delle maschere integrali (per evitare anche che saltino gli incisivi)

Per la scelta del campo di gioco sono poi necessari alcuni permessi. Nel caso di terreno privato, basta una semplice richiesta scritta da parte del club al proprietario e un’informativa alla più vicina stazione dei Carabinierio della Polizia (per evitare situazioni di procurato allarme); qualora invece il terreno appartenesse ad un ente pubblico, va fatta richiesta scritta all’ente stesso e va sempre informata la più vicina caserma delle forze dell’ordine. È necessario anche marcare la zona in cui si svolge il gioco con opportuna segnaletica, per non allarmare inutilmente eventuali passanti.

Armi (giocattolo) ed equipaggiamento. Per giocare a softair bisogna naturalmente armarsi. La scelta delle ASG (Air Soft Gun) è vastissima: si possono scegliere le repliche, più o meno fedeli, di moltissimi fucili tra i più conosciuti, comprese alcune armi storiche, ad esempio della Seconda Guerra Mondiale. I fucili possono essere manuali con azionamento a molla (a colpo singolo), elettrici (che permettono raffiche prolungate) e a CO2; sempre e comunque rigorosamente sotto il Joule di potenza ( la gittata dei pallini è di media circa 40 metri).

Per completare l’equipaggiamento da gioco, oltre a fucile e protezioni obbligatorie per il viso, si rende indispensabile una mimetica per meglio nascondersi e magari un gilet tattico con tasche per caricatori supplementari e materiale vario. Risulta utile anche avere una ricetrasmittente per comunicare a distanza con i propri compagni di squadra. Per i più invasati – nel senso positivo del termine – c’è poi una serie di attrezzature secondarie utili ad arricchire il corredo: granate, visori notturni, ottiche di precisione e abbigliamento vario.

Voglio provare. Iniziare a giocare a softair è molto semplice: basta contattare uno dei molti club dislocati sulla provincia di Bergamo o reperire informazioni dai negozi sopraindicati e chiedere di effettuare una prova. Se si rimane folgorati, allora si può iniziare a frequentare in maniera più assidua un club e chiederne l’affiliazione (l’iscrizione ad un club costa in media 50-60 euro annui, comprensivi di quota associativa e assicurazione).

Oltre alle spese di affiliazione naturalmente è necessario un piccolo investimento per l’attrezzatura base: fucile, protezioni e mimetica. Comprare un’arma non richiede nessun permesso in quanto trattasi di giocattoli (pur sempre pericolosi, se usati impropriamente, ma giocattoli). Il prezzo medio di un buon fucile per iniziare si aggira intorno ai 100-150 euro, a salire per armi di maggior qualità; protezioni per il viso (da semplici occhiali di plastica a maschere integrali) a partire da 10 euro;  mimetiche e gilet tattici da 30 euro come prezzo base. Senza dimenticare ovviamente le indispensabili munizioni (10 euro per ogni pacco di pallini).

Turismo 2020
Top news
Glocal News
Video più visti
Foto più viste
Il mondo che vorrei
Gite in treno
Curiosità
ANCI Lombardia