Nel weekend semifinali e finale

Quelli che hanno portato il tennis dritto dritto al cuore di Bergamo

Quelli che hanno portato il tennis dritto dritto al cuore di Bergamo
Viva Bèrghem 13 Febbraio 2016 ore 11:50

[Photocredit Antonio Milesi]

 

È stata una settimana intensa per la Bergamo del tennis quella che sta volgendo al termine. Tra il PalaNorda e il Palazzetto dello Sport di Alzano Lombardo, infatti, si è svolto l’11esimo Trofeo Perrel-FAIP, torneo di categoria Challenger, ovvero appena più bassa degli ATP World Tour (Masters 1000, 500 Series e 250 Series), tra i più importanti al mondo. L’atto finale andrà in scena proprio questo weekend: sabato 13 febbraio, a partire dalle ore 16.30, andranno in scena la finale di doppio (Nikola Metic e Antonio Sancic vs Ken Skupski e Neal Skupski) e le due semifinali del singolare (dalle 18.30 in poi: Egor Gerasimov vs Hiroki Moriya e Pierre-Hugues Herbert vs Gregoire Barrere); il pomeriggio di domenica 14 febbraio, invece, l’attesissima finale singolare. Le sfide si potranno seguire, per l’occasione, in diretta tv su BG24, sintonizzabile al numero 198 del digitale terrestre in tutta la Lombardia, oppure attraverso la diretta streaming garantita dall’ATP sul sito new.livestream.com/atp.

 

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[Le due grandi delusioni del torneo: Radek Stepanek (sinistra) e Dustin Brown (destra)]

 

Sorprese e delusioni. Sul campo hanno dominato l’equilibrio e l’incertezza, con tutte le prime quattro teste di serie del torneo eliminate sin dai primi turni (in ordine di classifica: Bhambri, Bemelmans, Basilashvili e Basic) e Michael Berrer, tedesco testa di serie numero 5, uscito ai quarti contro il giovane francese Barrere. Il 35enne teutonico, inoltre, ha eliminato dal torneo Radek Stepanek, 37enne ceco ex top 10 della classifica mondiale, una delle voleè migliori di tutto il circuito (parola di Novak Djokovic) ed entrato nel tabellone di Bergamo grazie a una wild card. La sera del 9 febbraio, sugli spalti del PalaNorda, erano 1.500 a tifare per lui, ma Berrer ha sfoderato una prestazione meravigliosa, conquistandosi gli applausi dei presenti.

Altra delusione per il pubblico orobico è arrivata il 10 febbraio, quando ad essere eliminato dal torneo è stato Dustin Brown, il funambolico e incostante talento tedesco-giamaicano, già semifinalista di questo torneo nel 2010 e nel 2014. Contro il bosniaco Aldin Setkic, Brown ha mostrato tutto il meglio e il peggio del suo tennis: un primo set giocato con classe pura (compresa una voleè dietro la schiena che ha fatto venir giù il PalaNorda e sta facendo il giro del mondo) e ipotecato in mezz’ora, poi un secondo set da dimenticare e un terzo set buttato via al tie-break. Erano venuti in 2mila a tifare per lui, un pubblico che, già al primo turno, non si vede neanche in tanti tornei ATP. Alla fine i bergamaschi sono tornati a casa delusi dall’eliminazione di Brown, ma certamente soddisfatti per lo spettacolo visto sul campo. E così, tra un’eliminazione eccellente e l’altra, Bergamo offre oggi una due giorni di semifinali-finale quanto mai incerta e, proprio per questo, decisamente affascinante. Sul campo si sfideranno i francesi Herbert-Barrere e la strana coppia bielorussa-nipponica Gerasimov-Moriya: tra questi il favorito (seppur non nettamente) è il francese Herbert, che alle spalle vanta già una buona esperienza anche negli Slam grazie al doppio, ma visto l’andamento del torneo sbilanciarsi è veramente difficile.

 

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La vera vincitrice è Bergamo. Si può dunque dire che questa 11esima edizione del torneo ha dato soltanto una certezza: la nostra città, che per l’ennesimo anno si è dimostrata palcoscenico di spicco per uno dei 115 tornei Challenger che compongono il circuito. Non stupisce che il Trofeo Perrel-FAIP si sia oramai imposto come uno dei più amati dai tennisti, dato l’elevato livello della competizione e la caldissima accoglienza che i bergamaschi riservano loro. Nato nel 2006 grazie all’entusiasmo e alla passione della Olme Sport, ha saputo resistere in anni difficili e oggi è seguitissimo: ogni anno si superano facilmente le 20mila presenze. A rendere il torneo così appassionante è sicuramente l’ottimo livello dei giocatori protagonisti sul campo. Da questo punto di vista, l’edizione che si sta avviando alla conclusione è stata una delle migliori, con una rosa di partecipanti decisamente inedita per un torneo Challenger. Nel tabellone principale, infatti, hanno potuto accedere direttamente soltanto giocatori con una posizione nella classifica mondiale ATP superiore alla 181esima, molto alta rispetto alla media, e anche nelle qualificazioni erano presenti giocatori di assoluto livello.

I volti dei protagonisti. Purtroppo, data la poca visibilità del tennis al di fuori dei massimi livelli (ovvero top 10 e tornei dello Slam), i nomi e i volti di questi atleti di caratura mondiale sono spesso poco noti ai non addetti. Eppure sono stati proprio coloro che, anche quest’anno, hanno portato il grande tennis a Bergamo, ponendo la nostra città sotto i riflettori in tante parti del mondo. Per questo abbiamo pensato di presentarveli attraverso dei bellissimi ritratti fotografici firmati da Antonio Milesi. Partiamo dai quattro semifinalisti per poi proporvi una bella gallery di altri protagonisti di questa settimana di sport bergamasca.

 

Gregoire Barrere (270 ATP)

Gregoire BARRERE

È, senza ombra di dubbio, il tennista più amato dal pubblico femminile tra quelli rimasti in gara. Chi era presente al PalaNorda il pomeriggio di giovedì 11 febbraio, quando Barrere ha eliminato in tre combattuti set l’esperto Farrukh Dustov, racconta di un giovane pubblico femminile più coinvolto che mai. Meglio per lui… Del resto Bergamo ha la fama di torneo portafortuna per le racchette transalpine (basti ricordare l’anno passato la vittoria di Paire e prima ancora il rapporto del pubblico con Fabrice Santoro). Il francesino non ha avuto problemi contro il ben più esperto tedesco Michael Berrer, che era uno dei favoriti ma si è presentato al match con Barrere ancora sfibrato dopo la faticaccia della sera prima contro Langer (2 ore e 40 minuti di partita). Chissà se il binomio Bergamo-Francia sarà valido anche quest’anno…

 

Pierre-Hugues Herbert (141 ATP)

Pierre-Hugues HERBERT

Era e resta uno dei nomi di punta di questa undicesima edizione del trofeo orobico. Il 24enne francese, infatti, è l’unico vincitore di uno Slam a partecipare alla competizione: l’anno scorso, in doppio con il connazionale Nicolas Mahut, ha vinto lo US Open. Ora, però, si sta costruendo anche una solida classifica in singolare: agli Australian Open giocatisi a gennaio è riuscito a superare la qualificazione e ad entrare nel tabellone principale. Molti lo danno come il grande favorito, ma contro il tedesco Peter Gojowczyk (che arrivava dalle qualificazioni) ha dovuto faticare per conquistarsi le semifinali, passando per 3-6, 7-6, 7-6. Una partita combattuta, giocata davanti a 1.800 persone che hanno riempito quasi totalmente il PalaNorda, che ancora una volta vedrà in finale un francese, dato che Herbert sfiderà il connazionale Barrere.

 

Egor Gerasimov (184 ATP)

Egor GERASIMOV

23 anni, bielorusso. Al debutto, pronti via, ha eliminato la terza testa di serie del torneo, il georgiano Basilashvili, aprendosi così la strada verso la parte alta del tabellone. Dopo aver battuto a mani basse (6-1, 6-2) l’olandese Sijsling, è approdato ai quarti contro Setkic, il bosniaco che ha ammutolito Bergamo eliminando Dustin Brown. Sarà per questo che il PalaNorda ha salutato la sua vittoria con un caloroso applauso. Il bielorusso fonda il suo tennis su un servizio molto potente, rischiando parecchio anche con la seconda palla: contro il “piccolo” giapponese Moriya sarà una semifinale interessante, dove si sfideranno due stili di gioco completamente opposti tra loro. Sguardo cordiale, nonostante la stazza imponente, Egor è un ragazzo tranquillo e modesto che punta ad acciuffare un posto tra i top 100 quest’anno. Bergamo potrebbe essere il suo trampolino di lancio.

 

Hiroki Moriya (208 ATP)

Hiroki MORIYA

Sebbene nel pieno della sua maturazione, in Europa sono pochi a conoscere questo giapponesino (è alto 170 centimetri appena). Nel 2015 si è trovato al classico bivio di metà carriera: vivacchiare (e in Asia è ancora più facile che in Europa) oppure tentare il salto di qualità. Il 25enne ha scelto la seconda opzione. Tanti tennisti giapponesi, infatti, si costruiscono un buon ranking giocando in Asia, ma la loro crescita termina lì. Difficilmente tentano fortuna in Europa, dove il tennis è ancora più complicato, dove c’è il vero professionismo. Hiroki lo ha capito e ha scelto di rischiare. Si è scelto una base in Spagna e si è tuffato nel circuito europeo. Bergamo, in tal senso, è la prima fase della sua nuova carriera e lui sta stupendo tutti. Il piccolo Hiroki non è il favorito, ma lo si è detto prima di ogni partita e intanto è arrivato in semifinale, battendo anche Marco Chiudinelli, lo svizzero compagno di un certo Roger Federer in Coppa Davis. Un match in cui Hiroki ha dimostrato le sue qualità mentali, mantenendo la calma anche nei momenti più difficili e portando a casa il match con un buon doppio 6-4. Che Bergamo abbia “scoperto” un nuovo protagonista inatteso del tennis mondiale?

 

[Altri volti di quelli che hanno portato il grande tennis a Bergamo]
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