Per famiglie e con i bambini

Regalatevi una gita fuori casa nella bella Valle del Brunone

Regalatevi una gita fuori casa nella bella Valle del Brunone
26 Dicembre 2019 ore 04:00

Quando pensiamo alla Valle Imagna ci torna alla mente l’imponente Resegone, montagna simbolo di questa zona e posto a spartiacque tra le province di Bergamo e Lecco. Tuttavia, questo territorio nasconde altri tesori, accessibili in tutte le stagioni e raggiungibili anche da famiglie e bambini. La Valle del Brunone è uno di questi. Incastonata in una riserva naturale unica nel suo genere, si differenzia per storia, habitat e sentieri. Vari percorsi ad anello si snodano tra antichi borghi e peculiarità uniche, guidandoci alla scoperta di un angolo della Valle Imagna. A due passi da casa.

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La storia della valle. Questo luogo stupendo (e spesso dimenticato) è stato dichiarato Monumento Naturale da Regione Lombardia ed è interessato dalla presenza di antiche fonti sulfuree e da giacimenti paleontologici. Si sviluppa lungo il corso del torrente Brunone, da cui prende il nome, ed è attraversato da numerose strade che conducono a cascinali rustici e isolati. Nel bosco di latifoglie prevalgono il faggio, il frassino maggiore, la betulla, il carpino bianco, l’ontano nero, l’acero montano, la roverella e il castagno. Ciò che rende unica questa zona sono gli “strati fossiliferi” risalenti a più di duecento milioni di anni fa. Si tratta di una ricca fauna fossile che comprende rettili, pesci, crostacei, molluschi e insetti. A dimostrarlo c’è lo spettacolare esemplare di libellula fossile Italophlebia Gervasuttii, simbolo della Valle del Brunone ed esposta nelle sale del Museo di scienze naturali Caffi di Bergamo. Altri reperti rappresentativi sono visibili invece nella sala d’esposizione “Bergamo 220 milioni di anni fa”.

Le fonti sulfuree. Una rete di sentieri collegano la Valle del Brunone con facili percorsi ad anello. La nostra escursione vede il suo via dall’ampio parcheggio posto nella frazione di Ponte Giurino, a Berbenno. Tre itinerari, ideali per tutte le gambe, attendono escursionisti e famiglie che desiderano riscoprire questa valle. Il primo di questi percorsi, il più corto, è indicato dalla lettera “A” e permette, con una facile passeggiata, di raggiungere le antiche fonti sulfuree. La carrareccia costeggia il torrente Brunone attraversandolo con l’ausilio di suggestivi ponticelli di legno. Dopo pochi minuti di cammino si raggiunge la cascata e, poco distante, è ancora visibile quanto resta dell’antica sorgente. Queste acque sono considerate, fin dai tempi più remoti, un mezzo di cura per diverse malattie croniche della pelle, reumatismi e gotta. La fonte di Ponte Giurino venne scoperta nel 1850 da Luigi Pellegrini, medico di Capizzone, e aperta al pubblico nel 1853. La sua temperatura variava, tra l’estate e l’inverno, tra i 6 e i 12 gradi, per una quantità d’acqua che raggiungeva, a seguito di lavori di captazione delle acque, una portata di circa 60 litri l’ora. L’acqua che sgorgava dalla fonte sulfurea veniva raccolta e trasportata presso l’Albergo Villa, dove veniva stipata in apposite vasche e utilizzata per fare bagni e abluzioni. Ora purtroppo la fonte è ridotta a un esile zampillo. Restano ancora però le tracce di quel che fu, come il colore biancastro lasciato sul terreno e l’odore acre. Poco prima di raggiungere la cascata, si trova un’area picnic attrezzata con tavoli e panche.

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I sentieri. Altri tracciati permettono di riscoprire le Valle delle Brunone. Troviamo il percorso “B”, che copre una lunghezza media, e il percorso “C”, che permette in circa due ore di cammino di compiere un giro ad anello della vallata e dei borghi presenti. Un facile saliscendi ci porterà a toccare in successione gli antichi nuclei di Carpen, Cà Passero, Cà Berardi e Pradegoldi, punto più alto dell’escursione, per poi piegare a sinistra e costeggiare la Valle del Brunone lungo il versante opposto. Una serie di sentieri ci riporteranno, tra cascatelle e gradoni di roccia, al punto di partenza del giro ad anello. Risalendo la valle sono ben visibili i segni di erosione creati dalla tante sorgenti presenti e la stratificazione delle rocce, tipica della zona. Pannelli e bacheche illustrative riportano informazioni sul territorio, rendendo l’escursione perfetta per famiglie e bambini.

Conclusioni. L’intera area è accessibile ma protetta: non è consentita la ricerca e l’estrazione di fossili o minerali. La valle è conosciuta dalla popolazione locale con il nome di “Scanarola”, probabilmente per la sua morfologia e il suo profilo a “V” che ricorda la classica forma del canale. Per accedere al Monumento Naturale si può usufruire dell’entrata principale dal campo sportivo di Ponte Giurino, dei sentieri che passano dal centro abitato di Cà Berardi, da Villa Baracchi e Bel Coster dal centro abitato di Carpeno, situato sulla strada provinciale che porta a Berbenno, e infine dalla cascina Pradegoldi e da Prato del Sole, all’estremità Nord della Valle.

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