Due premi internazionali

La nuova era della Carrara

La nuova era della Carrara
14 Ottobre 2016 ore 06:30

Qualche settimana fa era tempo di bilanci e previsioni per il futuro, in Accademia Carrara. In attesa della mostra dedicata a Lotto, dal 2 dicembre al 26 febbraio, la direttrice Emanuela Daffra ha delineato il quadro delle esposizioni che la pinacoteca accoglierà il prossimo anno e di tutti gli interventi artistici che la vedranno protagonista: il restauro della barchessa di destra, due tempere su tavola di Botticelli per il ciclo Mai visti insieme, la ricomposizione dei preziosi tarocchi degli Sforza e una rassegna ad hoc sul San Sebastiano di Raffaello.

Nella stessa occasione, il sindaco Giorgio Gori, presidente della Fondazione Accademia Carrara, ha sciorinato tutti i numeri di un successo che, dalla riapertura nel 2015, trova conferma ogni giorno: si parla di 54mila visitatori da gennaio, con la speranza di portarli a 65mila entro l’anno, di un incasso di 280mila euro da febbraio a settembre e di un avanzo di bilancio di 160mila euro.

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Nuovo concept e design innovativo. Del resto, la Carrara rinnovata piace tantissimo. Anche su Tripadvisor, i giudizi positivi si sprecano: «Meravigliosa», «Imperdibile», «Una scoperta inaspettata», «Emozionante», «Stupefacente». C’è naturalmente la sorpresa di trovarsi davanti a tali e tanti capolavori e una certa insistenza positiva nell’invitare i propri concittadini bergamaschi a riscoprirla e i turisti a non perdersela per nessun motivo. «Una visita all’Accademia Carrara dovrebbero farla tutti. Fa bene agli occhi tanta bellezza», scrive ad esempio Francimos.

L’entusiasmo di chi passa dalle sale della pinacoteca si trova naturalmente anche nel libro visitatori, ed è proprio da qui che lo studio Lupo & Burtscher, scelto un anno e mezzo fa tra una cinquina di altri pretendenti, e la Carrara sono partiti per delineare la nuova campagna di comunicazione. Si sarà notato che, a partire dal ripensamento del logo, dal rifacimento del sito e da quel Vediamoci che ha lanciato la riapertura, dietro al museo bergamasco c’è tutto un nuovo concept. Che parte da un dialogo diretto con il pubblico, molto più emotivo, molto più social. In Vediamoci, nove quadri della pinacoteca, con un primo piano ristretto sugli occhi, interpellavano direttamente il potenziale visitatore, instaurando un legame di sguardi che era già di per sé irresistibile invito. Era in corso del resto una bella sterzata, nel segno della freschezza e della contemporaneità, per quanto riguardava il corporate design della Fondazione: il logo, rosso acceso, era stato semplificato e reso iperdeclinabile nelle sue linee essenziali. E lo stesso il sito, rivoluzionato e intuitivo.

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#lamiasullacarrara. Adesso, la Carrara, con il team di 13 professionisti che lavorano in Fondazione, e lo studio Lupo & Burtscher han portato la bella sfida di coinvolgere il pubblico a un nuovo livello, partendo proprio dal pubblico stesso, e da quel libro visitatori che traccia ogni giorno il crescente entusiasmo: nel nuovo progetto, il museo viene raccontato attraverso l’esperienza diretta di chi ci è stato, in un accostamento, intelligente, empatico e provocatorio, tra una selezione di capolavori della collezione (tra gli altri, Raffaello, Mantegna, Moroni, Piccio, Botticelli, Pelizza da Volpedo) e i commenti raccolti dal guestbook. Così, Luc, a settembre 2015, decreta: «Un superbe musée», e vicino c’è il Giovane fumatore di Jan Miense Molenaere. Poi Angelo, nell’agosto del 2015: «The right space for mind and soul», e, lì a fianco, gli Strumenti musicali del Baschenis. Fino all’efficacissimo: «A volte le cose sono vicino a casa» di Maria, nel giugno 2015, accompagnato dal capolavoro di Raffaello. La campagna verrà giocata su piattaforme tradizionali, come l’imponente totem in piazza Vittorio Veneto, ma anche, sulla linea di tutte le ultime iniziative (si pensi alla campagna per il Sarto del Moroni), con strumenti di diffusione virtuale e virale. L’hashtag è già pronto: #lamiasullacarrara.

 

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Insomma, è esattamente come dice Gianpietro Bonaldi, responsabile marketing, comunicazione e sviluppo museale della Fondazione: «Servono coraggio e rispettosa ironia nei confronti delle opere d’arte per arrivare a una comunicazione divertente e istituzionale al tempo stesso, per creare un rapporto immediato con il pubblico che così diventa, dallo stampato ai social media, il portavoce autorizzato del museo».

Un unicum in Italia. È sempre Bonaldi a sottolineare come la Carrara, in questo senso, stia investendo molto, e non solo in termini di dedizione ed energie: si parla di 100mila euro annui spesi in promozione e adv, parzialmente compensati da fundraising e sponsor. Una cifra che costituisce un unicum nel panorama museale nazionale e che segna una duplice direzione: il tentativo di porsi come presenza cardine della città di Bergamo e la volontà di far riconoscere la collezione come patrimonio di levatura nazionale. Presto, ad esempio, arriverà una campagna sul Corriere della Sera nazionale, con 24 piedi di pagina dedicati a #lamiasullacarrara.

 

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Il secondo posto agli ED Awards 2016.

 

I premi internazionali. Dall’estero, intanto, piovono riconoscimenti per questo rinnovato respiro. Il primo, all’European Design Awards 2016, è un bel secondo posto argentato (Silver, si legge nell’attestato) nella categoria «Printed Identity Application». Il riconoscimento, consegnato a Vienna a maggio 2016, è dedicato a tutto ciò che è stato creato e messo in atto in occasione della riapertura del 2015, ovvero al lavoro di restyling completo del logo e di definizione di una nuova identità di brand. Per chi non lo sapesse, gli ED-Awards sono un premio europeo dedicato al mondo della comunicazione, patrocinato dall’International Council of Design e promosso da quindici magazine di settore, con una giuria composta da critici di design.

La seconda medaglia potrebbe invece arrivare da un concorso internazionale per il quale sono state rese note le nomination dei finalisti in questi giorni: si tratta dell’austriaca Joseph Binder Competition, creata da Designaustria nel 1996 e che, anno dopo anno, indica i punti di riferimento attuali del mondo del design, anche in relazione alla sua fruizione sociale, culturale ed economica. Il premio qui è in denaro: al primo classificato vanno 2500 euro, al secondo 2000 e al terzo 1500. Le categorie sono invece quindici e la Carrara ha ottenuto la terza nomination per il settore «Corporate Design». Il 14 e il 15 luglio, la giuria internazionale si è riunita a Vienna e ha stilato la lista degli 81 finalisti, selezionandoli tra 729 proposte pervenute da 27 nazioni differenti: 12 otterranno la medaglia d’oro, 8 quella d’argento e 15 quella di bronzo. Per il verdetto decisivo bisogna aspettare il 10 novembre. Avanti così!

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