Il Piano dei trasporti regionale

Rondò della A4, treno per Orio e Pedemontana: ora ci siamo

Rondò della A4, treno per Orio e Pedemontana: ora ci siamo
29 Novembre 2016 ore 04:30
Foto ©BergamoPost/Devid Rotasperti.

 

Alla questione dell’ingresso a ostacoli che gli automobilisti devono affrontare entrando in città dalla porta della A4 avevamo dedicato, ormai anni fa, un racconto per parole e immagini che ripercorreva, passo dopo passo, tutti gli impedimenti esistenti in quel tratto, tra rotonde pericolose, segnaletica da rifare, degrado e incuria generali.

 

 

La lettera di Gori e Rossi a novembre 2015. Una situazione rimasta irrisolta e che ha portato, il 26 novembre 2015, il sindaco Giorgio Gori e il presidente della Provincia Matteo Rossi a prendere carta e penna per scrivere una lettera indirizzata ad Autostrade per l’Italia e al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Nella missiva (che trovate integrale qui, grazie a L’Eco di Bergamo) si richiedeva un incontro per discutere della riqualificazione dello svincolo autostradale di Bergamo, sottolineando che, «con il passare del tempo e l’aumentare dei flussi dei traffico», si era dimostrato in via definitiva inadeguato e pericoloso. Gori e Rossi ricordavano poi che l’uscita era di fatto la porta di accesso a Orio al Serio, il terzo aeroporto italiano per numero di passeggeri, e che Sacbo più volte aveva evidenziato e lamentato congestionamenti al traffico in ingresso allo scalo proprio per questo motivo. Avanzavano anche una proposta, dichiarando di aver approntato «delle ipotesi di fattibilità per la sistemazione definitiva dello svincolo».

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La trattativa e il piano regionale dei trasporti. A settembre, il problema, inserito nel più ampio contesto dei fondi di Regione e Governo per lo sviluppo e la coesione, era a una svolta. La trattativa in corso aveva definito 600 milioni da stanziare per la Lombardia, di cui una sessantina per Bergamo e provincia, distribuiti in: 24 per il rifacimento del rondò dell’A4 a Bergamo, 34 per il raddoppio della T1 Ponte San Pietro-Montello e 8 per la tangenziale di Comun Nuovo.

La questione del rondò aveva avuto quindi un certo rilievo nel Piano regionale della mobilità e dei trasporti approvato proprio il 20 settembre in Consiglio regionale, con un emendamento del consigliere Scandella (PD), che prevedeva «la sistemazione dello svincolo di Bergamo della A4 per permettere un flusso più agevole e sicuro dal casello verso le direttrici provinciali» (un secondo intervento di Scandella è dedicato al «prolungamento della tramvia elettrica Bergamo-Albino fino a Vertova»).

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Ora la firma: 25 milioni al rondò. Nel pomeriggio di venerdì 25 novembre, nella Sala Biagi di Palazzo Lombardia, è arrivata la firma, alla presenza di Maroni, governatore della Lombardia, e del premier Matteo Renzi. «Questo è un giorno di gioia per il risultato che abbiamo ottenuto», ha dichiarato Renzi, aggiungendo: «Appongo volentieri la mia firma a questo patto, invitandovi a essere il più solleciti possibile nell’implementazione: vedendo quanti soldi vi siete portati a casa non ho dubbi che lo farete». Si tratta di un impegno per 10 miliardi e 745 milioni di euro, destinati a finanziare provvedimenti di sviluppo in vari settori, richiesto da Maroni stesso. Che commenta: «Abbiamo ottenuto quello che volevamo. Abbiam voluto “portare a casa” il risultato prima del 4 dicembre, perché poi non so cosa succederà». I fondi «andranno a finanziare un lungo elenco di opere. Avevamo chiesto 10 miliardi, è arrivato qualcosa in più. Ben venga».

 

 

Di quei quasi 11 miliardi, 218 sono destinati alla Bergamasca. E quindi proprio qui, in questo «lungo elenco», c’è qualcosa di importante che riguarda la spinosa questione del Rondò della A4 di Bergamo. Perché allo svincolo andranno, come previsto a settembre (più uno), 25 milioni. Pare proprio sia la volta buona. Del resto, al di là della lettera di Gori e Rossi, la questione era sempre stata di primaria importanza anche per Alessandro Sorte, l’assessore bergamasco alle Infrastrutture in Regione, che, proprio a seguito della lettera di Gori-Rossi, aveva tenuto a gennaio 2016 un vertice in cui, racconta a L’Eco, «ci ho messo personalmente la faccia convocando tutti a un tavolo dove spiegavo come fosse una priorità per la sicurezza e per il fatto che è il biglietto da visita della città. È una promessa mantenuta».

Come verranno impiegati quei 25 milioni? I progetti sono vari, già pronti in via Tasso: pare si parli di cinque soluzioni diverse, per realizzazione e costi. Un intervento possibile sarebbe l’allargamento della rampa diretta a Orio; un altro, un po’ più cara, prevederebbe la realizzazione un sottopasso a due corsie di marcia per collegare direttamente Autostrada e città. E ancora, sarà da valutare anche una via che conceda immissione per la Val Seriana sulla rotatoria, saltando lo svincolo. Ora che ci sono i fondi, si potrà scegliere per il meglio.

 

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Il treno per Orio e il raddoppiamento della Pedemontana. Ma, oltre allo svincolo, c’è di più. Gori lo twitta orgoglioso. L’altro grande intervento, quello che si è accaparrato la somma più grossa, riguarderà il treno per l’aeroporto di Orio al Serio: 102 milioni, dopo gli 8 già stanziati per la progettazione, con i lavori che inizieranno probabilmente nel 2018. Il collegamento ferroviario per lo scalo consisterà in una biforcazione in zona Fiera Nuova: un ramo procederà verso la stazione di Bergamo, l’altro verso Brescia.

E ci sono dentro pure 70 milioni per la Pedemontana Ferroviaria, con il raddoppio della linea Montello-Bergamo-Ponte San Pietro, in due diverse mandate di finanziamenti, una per il 2016 (Ponte-Bergamo) e l’altra per il 2017 (Bergamo-Montello). Spiega il Corriere Bergamo: «L’opera fa parte dell’aggiornamento del contratto di programma delle Ferrovie già approvato dal Cipe, ora dovrà passare in commissione Trasporti della Camera e alla Corte dei conti, e dovrebbe arrivare per il 2018».

 

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La Statale 42 e la Provinciale di Comun Nuovo. Dulcis in fundo, due cantieri che sono sul tavolo della provincia da almeno sei anni. 13 milioni andranno al primo tratto della Statale 42 (Trescore-Entratico) e altri 8 alla riqualificazione della provinciale 119 di Comun Nuovo. Per la seconda il progetto è già pronto e Anas si è già impegnata a inserirlo nei bilanci: la tangenziale sud collegherà la provinciale 42 alla Francesca con una bretella di 2,5 chilometri, andando così a sfoltire le code al semaforo di Verdello.

Per la Statale 42, servono invece 110 milioni: ora 13 sono arrivati e si comincerà con tutta probabilità da Trescore e Zandobbio, prolungando la rotatoria e facendo sbucare la strada direttamente sulla Statale 42, evitando così l’abitato nella zona delle terme. E per Zandobbio, dovrebbero scomparire i semafori dalla strada 89. Ma tutto questo è solo a una fase di studio di fattibilità del progetto.

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