Instancabile ed eclettica

Rosalba, la cantafiorista di Almé e il suo grazioso bistrot milanese

Rosalba, la cantafiorista di Almé e il suo grazioso bistrot milanese
Viva Bèrghem 31 Luglio 2015 ore 06:30

Capelli color fiamma, un profilo antico da fine secolo, instancabile, eclettica, ma sempre e soprattutto guidata dalla passione e dalla curiosità, Rosalba è l’anima di Fiori e Potafiori, due sogni, due dimensioni.

Fiori, piccoli grandi capolavori. Quando si parla di “cantafiorista”, s’intende lei, solo lei: Rosalba Piccinni. Nata ad Almé 41 anni fa da papà pugliese operaio e mamma casalinga bergamasca, entrambi con la passione della musica (dettaglio che sarà fondamentale per il suo futuro), è la settima di otto figli. Da giovanissima, all’età di soli 16 anni, inizia a lavorare in un negozio di fiori, rilevandolo 11 anni dopo e inaugurando la stagione del suo brand Fiori. Il successo la bacia, premiandola per il suo stile originale e il suo gusto sofisticato. Nel 2009 è la volta del negozio milanese: passeggiando per il centro meneghino posa gli occhi (e il cuore) in uno spazio che qualche mese dopo sarà suo. È così che via Broggi 17 diventa palcoscenico di nuovi affezionatissimi clienti. La sua peculiarità sta nel fatto che non solo dà vita a creazioni degne di essere esposte in un museo, ma sperimenta forme e colori inusuali, esprimendo un senso estetico che va al di là della mera composizione floreale. Ma non è l’unico motivo per cui è diventata famosa. L’altro motivo, a pari merito, è la sua voce!

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Passione numero uno: cantare. «Nasco cantante, fin da bimba decisi che da grande avrei fatto la cantante – svela Rosalba, con quel destino da astro nascente scritto a chiare lettere nel nome – Poi da adolescente ho fatto piano bar in giro per l’Italia, concorsi canori, poi rock, blues e infine sono approdata al jazz. In parallelo c’è Fiori: con questa attività la gente lo ha apprezzato e ha incominciato a invitarmi a fare gli allestimenti e a cantare: in questo modo sono diventata la Cantafiorista».

Negli anni Novanta esordisce come cantante pop incidendo diversi brani inediti. In seguito con Antonello Gabelli (musicista, tra gli altri, di Patty Pravo e Riccardo Fogli) produce il suo primo disco Chi? Roxy?. A gennaio 2011 pubblica l’album Arrivi con Egea Music: una raccolta di 11 brani dove il sound pop incontra l’imprevedibilità del jazz. Il disco si avvale della produzione artistica e degli arrangiamenti di Lorenzo Caperchi (già collaboratore di GianMaria Testa, Marco Paolini e Mercanti di Liquore) e Simone Pirovano. Gli arrangiamenti d’archi sono curati da Borgar Magnason (già collaboratore di Elisa e Björk) e registrati al Greenhouse Studios di Reykjavik.

Viene invitata per quattro date nel tempio della musica jazz, il Blue Note di Milano, e quattro volte su quattro registra il sold out al botteghino. Partecipa a serate mondane del calibro della Fashion Night di Milano, il Gran Premio di Monza, il Festival del Cinema di Ischia, a eventi privati presso il Museo Bagatti Valsecchi di Milano, il Palazzo Albergati di Bologna, il Teatro Donizetti di Bergamo e a concerti per marchi come Trussardi, Mercedes, Rinascente e molti altri. «Creare e stare con la gente sono le cose che mi piacciono di più» risponde schernendosi, mostrando fin dal tono di voce tutta la sua inalterata umiltà.

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Nonostante le luci della ribalta siano già puntate su di lei, Rosalba si è inventata un’altra formula accattivante che associa fiori e musica: le serenate a domicilio. È lei in persona che consegna l’omaggio floreale al destinatario di chi ne fa richiesta e, subito dopo, con i suoi musicisti al seguito, attacca con uno o più brani del suo repertorio, per uno show esclusivo di un romanticismo d’altri tempi. «Durante i matrimoni rivesto il doppio ruolo di flower designer e musicista della giornata. Mi sento completa: allestisco, sistemo e canto. Do un servizio completo» continua a raccontare, «faccio le prove qui in negozio. Vedi il pianoforte?».

Potafiori, non solo un bistrot. Tutto ciò che fa è mosso da passione e tutto ciò che tocca diventa oro. L’ultima sfida (già vinta) è targata 2015 e si chiama Potafiori: un nome ironico, che rimanda al verbo potare tipico di chi ha il pollice verde e a quel pota tanto caro alla tradizione orobica. «Sì, sono bergamasca e mi diverte giocare con le parole. Pot, pota, potare, tante lingue con tanti significati. Ognuno decide il suo!». Potafiori è il bistrot dei fiori, aperto nel quartiere Bocconi di Milano, un po’ negozio di fiori e un po’ locale con cucina, aperto 7 giorni su 7, dalle 8 alle 24. Si può entrare la mattina per un caffè, pranzare guardando come si assemblano i fiori di stagione usando corda, fili, cortecce e poi ritrovarsi la sera ancora lì davanti a un buon calice di vino mentre Rosalba canta per voce sola e ti porta via con la sua musica. L’affascinante connubio tra fiori e sapori è dato (anche) dalla mano dello chef Giorgio Bresciani, da poco nella scuderia di Rosalba. «La mia vita è fatta di fiori e musica. Sono una cantafiorista, amo circondarmi di fiori, amo comporre serenate e condividere questi momenti con le persone nel modo più semplice e più spensierato… Mi è sempre piaciuta l’idea di famiglia allargata, una casa senza porte, un posto dove trovare il senso di ciò che siamo. Pota!».

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