Selva di Gelso, la trattoria gourmet che non t’aspetti, dentro la pineta

La Val Seriana ha numerose storie da raccontare, anche gastronomiche, ma spesso bisogna aver la voglia di andarsele a cercare. È una valle così lunga e varia che pare una porzione di territorio a sé stante, in un certo senso un altro paese. L’altopiano di Clusone è forse uno dei punti più affascinanti, perché appare aprendosi, come una boccata d’aria alla fine di una strada, che a ogni chilometro si strozza sempre di più fra le pareti della montagna, e che sembra doversi interrompere bruscamente a Parre, prima del ponte. Appena lì sopra invece, una piana verdeggiante e soleggiata segna un nuovo inizio della Val Seriana, un segmento che terminerà solo al passo della Presolana, qualche chilometro più in alto.
Selva di Gelso. Questa atmosfera così limpida ha convinto Ivano Gelsomino a fare il suo ritorno a casa, dopo una vita passata a lavorare dietro ai fornelli lontano dalla valle. Ha deciso, tre anni or sono, di aprirsi un posto che rappresentasse quello che di buono aveva visto in giro per il mondo, nettamente in contrasto con i nostalgici e un po’ decadenti ristori che, fermi ai vecchi fasti del turismo di un tempo, attirano di tanto in tanto qualche avventore con uno sbiadito «Menù Turistico - Pizza anche a Mezzogiorno». La scelta di Ivano e di tutt’altro tenore, una scelta coraggiosa e per certi versi solitaria rispetto al resto della valle. Lui ha aperto una Trattoria Gastronomica, l’ha chiamata Selva di Gelso e, come il nome lascia facilmente immaginare, si trova proprio nel bel mezzo di un bosco.
Il luogo, silenzioso e accogliente. Un luogo curato con un grande prato verde impeccabile, qualche fiore lungo il recinto e delle comode sdraio bianche qua e là. Tutt’intorno c’è pace assoluta, i soli rumori sono quelli del vento e l’acqua del fiume che passa poco più avanti. Se l’è scelto defilato rispetto alla strada proprio perché nessuno potesse disturbare gli ospiti della trattoria, che al piano superiore ha a disposizione anche qualche camera come B&B. La veranda è il pezzo forte senza dubbio: una struttura moderna ma non così fredda da stonare con il verde in cui è stata costruirla. Ariosa, spaziosa, candida: lascia immaginare a chi si siede che tipo di cucina e quale filosofia si troverà al tavolo. E le aspettative di fatto, non sono tradite. Ivano dopo tutto è un buon padrone di casa, che sa bene come trattare i suoi ospiti anche perché sa, che data la posizione un po’ nascosta non ci sono, quasi sicuramente, capitati per caso.
Il menù. Il menù si divide rigorosamente tra una proposta più tradizionale, territoriale, e alcuni piatti a base di pesce. Non si può dire niente, sono ben fatti, bene eseguiti: si capisce subito che c’è una mano esperta che, come lui stesso racconta, ha visto più di qualche cucina importante nel mondo. Dall’America fino al Giappone passando per il ristorante L’Albereta di Gualtiero Marchesi in Franciacorta. D’altro canto l’altra influenza che ben si fa sentire deriva dai 15 anni che ha passato in mare, imbarcato come cuoco privato, appena prima di scegliere di piantare le tende a Clusone. La tradizione non manca, a partire da un gustoso piatto di casoncelli ben condito e alleggerito solo nei punti giusti. Dopodiché si può scegliere passare dal pesce, con un ottimo sgombro marinato e gli spaghetti alle vongole prima del fritto misto, o se rimanere in zona e assaporare uno dei migliori piatti della cucina di Ivano: gli gnocchi conditi con ragù di pecora gigante bergamasca. Carne che prende da una delle migliori aziende sul mercato a pochi chilometri di distanza dalla trattoria. I dessert, con estremo piacere, e un po’ di sorpresa, sono decisamente ben fatti (e pensati) e si riconosce la mano sicura di un pasticcere esperto. Un punto di partenza, quantomeno gastronomico, per una rinascita dell’area della valle del Serio e un ottimo esempio di come si può fare cultura del turismo e del territorio.