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I sette giganti verdi di Seriate Alberi monumentali da primato

I sette giganti verdi di Seriate Alberi monumentali da primato
Viva Bèrghem 11 Settembre 2018 ore 15:46

Pensavate che il censimento riguardasse solo le persone? E, invece, questa volta si parla di alberi: da anni, infatti, Regione Lombardia, che è anche la regione italiana che ospita la più ampia varietà di specie arboree, censisce gli alberi monumentali nelle province e nei parchi regionali. E diversi di questi si trovano proprio a Seriate. Vediamo però di capire meglio di cosa si tratta: questo censimento è un vero e proprio inventario delle piante eccezionali, che assumono interesse sia scientifico, poiché, ad esempio, è interessante indagare se questa longevità derivi solo dal caso o anche dal patrimonio genetico, sia culturale, poiché questi colossi racchiudono un patrimonio di storia umana e del territorio. Comprese quelle di Seriate, ci sono 187 piante monumentali in Lombardia: di queste, 121 sono già state inserite nell'elenco, mentre a breve, con il prossimo aggiornamento dell’inventario, 67 verranno aggiunte e pubblicate.

 

Villa Ambiveri a Seriate

 

«I grandi alberi hanno sempre rappresentato, nei diversi territori, un significativo patrimonio di storia dall’altissimo valore simbolico. Numerosi sono i riferimenti letterari, filosofici e religiosi, che mettono al centro l’albero quale soggetto di riferimento - ha commentato l’assessore all'Ambiente e Clima di Regione Lombardia, Raffaele Cattaneo -. Questo è un grande patrimonio di storia che la Lombardia deve tutelare e difendere». I monumenti verdi seriatesi che rientrano nell’elenco sono ben sette e con questo numero si aggiudica il primato come città della provincia di Bergamo con il maggior numero di piante con caratteri di monumentalità. Solo due infatti sono ad Albano Sant’Alessandro, a Lovere e a Torre Boldone, uno a Casirate d’Adda, uno a Cisano Bergamasco, uno a Gorlago e, infine, uno a Roncobello.

Il più piccolo è un Cupressus sempervirens (ossia un cipresso comune) di 315 centimetri di larghezza del fusto e 22 metri d’altezza, inserito nell’elenco sia per età e dimensioni, sia per pregio paesaggistico, sito in via Giacomo Venezian, al civico 59. Un altro monumento verde è situato presso l’ospedale Bolognini di via Paderno: è un Platanus acerifolia, un platano comune, di 465 cm di diametro del tronco e di 33,5 metri d’altezza. Ben tre sono le meraviglie verdi all’interno di villa Ambiveri, in via Tasca 36: uno è lo Styphnolobium japonicum, in altre parole la Sofora del Giappone, con 380 cm di larghezza del fusto e 32 metri d’altezza. Le altre due bellezze sono degli insiemi di alberi: il primo è un insieme omogeneo di Cedrus atlantica (cedro dell'Atlante) e Cedrus Libani (cedro del Libano), con diametri tra i 450 e i 460 cm e con una lunghezza compresa tra i 33 e i 36 metri. Il secondo è un insieme omogeneo di Celtis australis, detto anche bagolaro o romiglia, con un massimo di 420 cm di larghezza del fusto e 32 metri massimi d’altezza.

 

 

La Sofora del Giappone nel parco Piccinelli

 

Tutte queste piante sono segnalate, oltre che per particolare bellezza, per età e per grandezza, anche per il loro valore storico, culturale e religioso, essendo parte del parco di una villa che vanta una storia secolare. Nel parco Piccinelli dell’omonima villa di piazza Giovanni XXIII si trova un Cedrus deodara (cedro dell'Himalaya), con i suoi 465 cm di diametro e 30 metri d’altezza. Sempre nel parco Piccinelli vi è l’albero che pare essere il più noto, uno Styphnolobium japonicum, cioè la Sofora del Giappone: il diametro del suo fusto varia da un minimo di 265 cm a un massimo di 455 cm e la sua altezza arriva sino ai 35 metri. I criteri di monumentalità sono dati dalla sua età, dalle sue dimensioni, dal pregio estetico, ma la particolarità di quest’albero rispetto agli altri è stato catalogato come «di notevole interesse pubblico». Il parco della villa, oltre a vantare una storia centenaria (il complesso edilizio risale al ’600), è addirittura soggetto a vincolo paesistico, ossia uno strumento della normativa statale per la protezione delle aree di maggiore pregio. E non solo: proprio in un recente comunicato di Regione Lombardia (13 agosto 2018), viene citato come albero «tra i più noti in Lombardia» e come «oggetto dell'attenzione dei turisti», insieme al Morus alba di Ponte in Valtellina (So), alla Magnolia grandiflora di Cinisello Balsamo (Mi), al Platanus acerifolia di Cernobbio (Co), al Cedrus di Somma Lombardo (Va), al Quercus rubra di Milano, al Cedrus Libani di Villa Olmo a Como e al Cupressus sempervirens di Salò (Bs).

Forse il fatto che sia meta turistica è un’affermazione un po’ azzardata, ma la sofora è sicuramente oggetto dell’attenzione dei cittadini, visto che questo monumento verde richiama sia l’attenzione sia le lodi dei seriatesi per la sua maestosità e per la sua particolarità.