E poi, i rintocchi del Campanone

Le stelle nel buio di Piazza Vecchia (Foto di chi fotografava Città Alta)

Le stelle nel buio di Piazza Vecchia (Foto di chi fotografava Città Alta)
Viva Bèrghem 21 Febbraio 2016 ore 11:00

Photocredit BergamoPost/Antonio Milesi.

 

Saliamo in Città Alta con la corsa delle 20.50 dalla stazione. L’autobus è stracolmo. Le persone commentano entusiaste: «Che bella questa iniziativa! Hanno aderito a M’illumino di meno»; una ragazza dice al moroso «Certo che potevamo anche andare a piedi»; altri si informano sugli orari del servizio autobus. Quando arriviamo al Viale delle Mura una signora guardando il panorama esclama: «Guarda che bello!».

Tutti con la macchina fotografica. Arrivati a Colle Aperto, scendiamo e ci dirigiamo verso la Corsarola. Incrociamo subito un paio di persone con macchine fotografiche vintage appese al collo e un musicista di strada che si prepara strimpellando qualche nota. Altri due passi e siamo in Piazza Mascheroni: è pieno di fotografi! Incontriamo subito il nostro Antonio Milesi, che immortala tre ragazze mentre si fanno un selfie con lo stick, sedute intorno al fuocherello. È subito foto-mania. Un signore sta appostato col cavalletto in un angolo, tutto compiaciuto in attesa della magia notturna; un altro al contrario non si ferma mai, appoggia un attimo il cavalletto per scattare e riparte fulmineo. Un altro ancora è accovacciato e cerca la prospettiva migliore per inquadrare una candela in primo piano e sullo sfondo la via; di fronte c’è chi ha puntato i due braceri posti di fianco all’ingresso del ristorante Da Mimmo. Due bambini uscendo dal locale dicono: «Ma è notte, è molto nero!». In via Colleoni c’è già una bella atmosfera grazie alle candele, ma osserva giustamente un signore: «Bisogna aspettare che spengano le luci». C’è davvero parecchia gente. Una coppia di tedeschi (inconfondibili per chioma e parlata) passeggiano sorridenti.

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I piatti “di magro”. Alcuni ristoranti hanno aderito all’iniziativa e proposto piatti quaresimali. Da Mimmo c’è un intero menù per l’occasione. Antipasto: cestino di polenta ripieno di foglie dell’orto e uovo del contadino (di Chiuduno) con tartufo nero orobico. Primo: gnocchetti di semola al Parmigiano cotti al forno a legna. Secondo: acciughe ripiene al forno a legna. Dolce quaresimale. Commenta Roberto: «Prodotti a chilometro zero, oppure cotti col forno a legna per risparmiare elettricità, o ancora le acciughe, certamente non a chilometro zero, ma conservate nel modo più antico in assoluto. Dolce di yogurt quindi magro, con miele bergamasco». Anche la Locanda al Gombito ha proposto un menù ad hoc, simpaticamente intitolato Mi illumino di menò: per antipasto fingerfood artigianali, di primo spaghetti alla scogliera e secondo di pesce, filetto di spigola alla piastra con verdurine di stagione.

In Piazza Vecchia. Alla Ca Del Fasa’ hanno messo sui tavoli dei boccali con dentro una candela, mentre il Bar Flora ha scelto dei vasetti con lumini rossi. In Piazza Vecchia incrociamo il Sindaco Gori; l’atmosfera è magica, davvero meravigliosa. Musica in sottofondo, persone allegre e fotografi con cavalletto ad ogni angolo, la maggior parte appostata sotto il porticato della Biblioteca Angelo Maj. Una mamma intraprendente coglie l’occasione per far fotografare i bambini della festa di compleanno del figlio da un fotografo esperto. Uno dei bimbi esclama: «Domani siamo sull’Eco!». Poco più avanti il negozio di patatine fritte Amor di patata, strapieno, ci fa capire che non sarà propriamente un venerdì di magro per alcuni.

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Si spengono le luci. Alle 21.44 lo spegnimento delle luci è accolto con un grande «Ooooh» di stupore collettivo. Fioccano i commenti: «Che bello!», «Notevole come effetto», «Lo sapevo che la banca non avrebbe spento», «Che storia», «Aiuto!», «Ma non è magica l’atmosfera?». Il buio quasi totale è lampeggiato dai flash delle macchine e punteggiato dai lumini. Dei signori poco informati discutono: «Ma è qualcosa sullo spreco di energia elettrica? – Mah non credo». Ora muoversi in via del Gombito significa intercettare il “fuoco incrociato” di tanti e tanti fotografi, appostati ad ogni angolo. A destra della pasticceria Donizetti c’è uno dei soggetti più immortalati: un edificio di 4 piani, con un paio di candele ad ognuno. Appoggiate sui cornicioni, gettano un bagliore aureo sui muri intorno. Suggestivo.

Il Campanone e la folla. Torniamo di corsa in Piazza Vecchia per non perderci i cento rintocchi del Campanone. Arriviamo che sta già suonando, ma è come ha detto il consigliere Amaddeo: al buio è molto più bello sentire i solenni rintocchi. La gente ascolta quasi in silenzio. I più piccoli coi genitori seguono lo show di un artista di strada. A questo punto, alle 22.10, via Colleoni è gremita, in alcuni punti si fatica a passare. Si percepiscono le vibrazioni positive delle persone, che apprezzano la Città Alta sotto questa luce diversa. Passeggiamo ancora a lungo, tra la folla, ci soffermiamo a guardare alcuni angoli, che illuminati dalle sole, poche, candele riacquistano la loro magia un po’ gotica e medievale.

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