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L'animazione fa festival

«Stasera non disegno i Simpson» Live show di Silverman sulle Mura

«Stasera non disegno i Simpson» Live show di Silverman sulle Mura
Viva Bèrghem 23 Giugno 2017 ore 12:03

Cosa hanno fatto ieri sera i cartoonist dopo la prima giornata di BergamoToons, culminata con la proiezione al Donizetti della versione restaurata di Allegro non troppo di Bruno Bozzetto? Si sono ritrovati all’estivo degli spalti di San Michele per brindare. E hanno disegnato, naturalmente, restando sul tema del rapporto tra musica classica e cartoni animati, però. David Silverman, storico animatore dei Simpson, ha detto: «Niente Homer!». E ha dato vita al compositore russo Shostakovich.

 

 

Joshua Held, invece, ha riprodotto il suo Gioacchino Rossini. Suo, perché ci ha fatto un film, Held, sul compositore pesarese: Il viaggio a Reims.

 

 

Oggi, tra l’altro, apre la mostra dei disegni preparatori dei Simpson nell’ex chiesa della Maddalena, in via Sant’Alessandro, a dialogare a suon di D’oh con l’arte sacra degli affreschi in The Simpson: l’arte dietro le quinte: fanno parte della mostra di oltre cento bozzetti che va avanti fino al 15 luglio. Alla presentazione alla stampa c’era il vulcanico David Silverman, ospite d’onore del festival, animatore dei Simpson e regista di molte altre pietre miliari del genere come La strada per El Dorado e Monsters & Co. Personaggio eclettico, amante dei cappelli e dei gilet, decisamente affabile. «Sono un semplice ragazzo del Maryland», dice sorridendo. «Il mio personaggio preferito? Krusty il Clown. Non ne può del mondo dello spettacolo, eppure non riesce a farne a meno, ce la mette tutta per essere divertente. È ispirato a Johnny Carson e David Letterman». La mostra è splendida. Testimonia l’era d’oro della serie, quando si lavorava ancora a mano: da un quindicina anni c’è stato il passaggio al digitale. L’emozione del colore occupa l’apertura dell’esposizione, per il  resto è «arte primigenia», scherza il direttore artistico Federico Fiecconi. Che aggiunge: «Silverman fa il modesto, ma ormai è un superconsulente per i Simpson. Ogni tanto dirige un episodio, ma sceglie lui quale». Studi dei personaggi, sequenze di animazione: c’è di tutto. Anche un angolo che rapporta i Simpson con il Sacro. In un’ex chiesa, ci mancherebbe.

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L’esposizione è solo una delle decine di iniziative gratuite (programma completo su www.bergamotoons.it) messe in campo per la prima edizione del festival del cinema d’animazione ospitato in contemporanea da Università, Giro Mura di Sant’Astino, Maite, Chiostro di Santa Maria del Carmine, Accademia Carrara, Teatro Donizetti. Ci sono proiezioni non solo dei Simpson:  Daffy Duck, i personaggini di Sio, i Peanuts di Schulz, il buon vecchio Professor Balthazar. C’è la riproposizione di Allegro non troppo di Bozzetto in versione restaurata, stasera al Teatro Donizetti. Ci sono le conferenze dell’università. I concerti. C’è, naturalmente, Silverman, che si sta girando la città (con casco dell’Atalanta) in scooter con Fiecconi: domani alle 10 terrà la sua attesissima lectio magistralis nell’aula magna dell’università; inoltre suonerà (e l’ha già fatto mercoledì sera ad Astino e si ripeterà domani durante la festa a inviti al chiostro del Carmine) la tuba con ottimi jazzisti locali, affrontando anche l’impegnativa sigla orchestrale dei Simpson. Dalla California arrivano anche Jean Thoren, autrice e presidente di Animation Magazine – il più importante magazine e portale web del mondo dedicato all’animazione, che festeggia a Bergamo il suo trentennale – e Silvia Pompei, l’italiana alla Fox, animatrice dei Simpson e di molti altri grandi successi fra cui Chi ha incastrato Roger Rabbit. Stasera sarà presente anche Patrick Imbert, regista del lungometraggio The Big Bad Fox and other tales, anteprima italiana delle comiche disavventure di una volpe create dal co-regista candidato all’Oscar Benjamin Renner, che sarà proiettato sugli spalti di sant’Agostino con la presentazione di Imbert. Il film schiera un cast che ricorda molto da vicino il famoso Lupo Alberto di Silver, più una dose di fulminanti gag visive paragonabili ai classici cartoon di Tex Avery. A fine serata, poi, come ieri sera, per chi è in vena di tirare tardi, un drink al Toons Pub, spalti di San Michele, ritrovo ufficiale per i tre giorni (è cominciato ieri, appunto) del festival.

 

 

Silverman: «Homer  & c. sono come la Gioconda». In «Chi ha incastrato Roger Rabbit» la femme fatale Jessica dice: «Io non sono cattiva, è che mi disegnano così». David Silverman, storico produttore e regista dei Simpson nonché ospite e stella della prima edizione di BergamoToons, sostiene qualcosa di simile sulla trasgressione incarnata dalla famiglia gialla: «Non è mai stata intenzionale – ha detto al Corriere della Sera, inserto «La Lettura» – . Cerchiamo ciò che è divertente. È il nostro criterio. Una buona storia, i personaggi e la comicità ci guidano». Si preannuncia molto interessante la lectio magistralis che terrà domani alle 10 nell’aula magna dell’Università di Bergamo: «Per me è difficile immaginare un mondo senza Bugs Bunny. Adesso però anche i Simpson sono una parte importante, iconica, della nostra cultura, dell’umanità. Come la Gioconda», ha aggiunto, ridendo, lui che inserisce Bruno Bozzetto tra i suoi animatori favoriti. Ma non è solo una battuta. L’uso sistematico e caleidoscopico di citazioni, omaggi, parodie di libri, film, personaggi è una summa di quanto i media producono. Usano l’immaginario contemporaneo per sconvolgerlo, ma  di quell’immaginario ne sono ormai parte integrante. La stessa cosa che fece Leonardo con la Gioconda, appunto.

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