Sulle fresche nevi del monte Timogno

Sulle fresche nevi del monte Timogno
15 Dicembre 2019 ore 09:35

Tutti conosciamo gli Spiazzi di Gromo, rinomata località sciistica della bella Val Seriana. Proprio dalle sue nevi “sorge” il panoramico monte Timogno, vetta amata da ciaspolatori e scialpinisti che, durante questa stagione, neve e condizioni permettendo ne affrontano la ripida salita che conduce fino alla vetta, posta a 2099 metri di quota. Se non temiamo il rigore dell’inverno e se siamo sufficientemente allenati possiamo raggiungerne la cima. Il premio per questa escursione? Un panorama mozzafiato su tutta la Val Seriana, dove, in primo piano, spicca la Regina delle Orobie: la Presolana.

 

 

La partenza. Il Timogno, insieme al monte Benfit e alla vicina Cima degli Omini, forma lo spartiacque tra la Val Seriana e la Valzurio, altra piccola perla delle Alpi Orobie. La nostra escursione vede la sua partenza dagli Spiazzi di Gromo (metri 1200) e risale a fianco delle piste da sci grazie a un comodo sentiero dedicato a ciaspolatori e scialpinsti. Di buon passo, si risale nel fitto bosco di pini, seguendo la traccia lasciata dai tanti escursionisti che affollano questa bellissima zona. Il percorso continua costeggiando due baite, a seconda del momento coperte o meno dalla neve, fino a sbucare in prossimità della sella che ospita il rifugio Vodala e punto di arrivo della seggiovia. Volendo, è possibile raggiungere il rifugio anche con l’ausilio di quest’ultima.

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Dal rifugio Vodala. Come non gustare un momento di pausa al tepore del rifugio, sempre aperto durante la stagione invernale? La struttura, posta a 1650 metri di quota, è un punto di riferimento per gli amanti degli sport sulla neve. I trecento posti a sedere, l’ottima cucina e le aperture serali per ciaspolatori e scialpinisti garantiscono divertimento assicurato, e anche solo raggiungere il rifugio può rivelarsi un bellissima soddisfazione. Se invece non siamo ancora stanchi, alle nostre spalle si erge il monte Timogno, ripido e ricoperto di neve. Il tracciato, da adesso riservato agli esperti e da valutare attentamente a seconda dell’innevamento, continua in direzione est fino fino al Passo Vaccarizza (m.1686). Il panorama si apre sulle montagne circostanti e sulla cresta che ci porterà fino alla cima della nostra montagna. Seguendo la traccia nella neve, tra ampi zig-zag, raggiungiamo dopo circa due ore dalla nostra partenza la vetta di questa bellissima e panoramica montagna.

Terrazza sulla Val Seriana. Gli sforzi saranno ampiamente ripagati. Una piccola croce segna il punto più alto della nostra escursione, caratterizzata dal bellissimo panorama a dirimpetto della Regina delle Orobie. Siamo nel regno delle neve, dove creste e cornici fanno da padroni e obbligano a prestare la massima attenzione. La posizione di questa montagna, anche se non raggiunge l’altezza dei giganti orobici, permette una visuale a 360 gradi sulla corona alpina bergamasca e oltre. Se il manto nevoso lo permette (e se non soffriamo di vertigini), è possibile raggiungere la vicina cima di Benfit. Un percorso a fil di cielo, tra le vette delle due montagne. I più esperti possono continuare per cresta fino al monte Avert, e fare ritorno al punto di partenza seguendo un sentiero ad anello.

 

 

Conclusioni. Il percorso, andata e ritorno, ha uno sviluppo di circa 8 km e copre un dislivello positivo di 850 metri. L’escursione è riservata agli esperti e va effettuata con le giuste condizioni meteo e l’attrezzatura idonea. Detto questo, vale la pena raggiungere il monte Timogno nel primo pomeriggio, per rientrare al rifugio Vodala in tempo per il tramonto e gustare così un’ottima cena al tepore del rifugio, aperto tutti i martedì, giovedì e venerdì sera. La discesa può così avvenire dopo cena, lungo le piste da sci, alla luce della luna e delle centinaia di stelle che dipingono il cielo della Val Seriana. Cosa aspettiamo?

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