Le visite guidate della GAMeC

Sulle tracce di Longaretti a Bergamo

Sulle tracce di Longaretti a Bergamo
18 Giugno 2016 ore 11:40

In occasione dell’apertura del progetto Longaretti 100 – Opere Pubbliche, GAMeC propone due appuntamenti imperdibili (sabato 18 ore 14.50 e giovedì 23 ore 14.30) per visitare alcune delle sedi del percorso, ammirare da vicino le opere del Maestro, che BergamoPost ha raccontato in questo articolo, e accedere in esclusiva ad alcuni luoghi abitualmente non aperti al pubblico: tra gli altri, il Palazzo Storico del Credito Bergamasco, La Banca Popolare di Bergamo, il Tempio Votivo della Pace, il Seminario, Santa Grata inter Vites e San Martino della Pigrizia. Ad accompagnare i visitatori sarà Daniela Mancia, guida della GAMeC e della città di Bergamo. Per info e prenotazioni (obbligatorie), qui.

 

Trento Longaretti il 27 settembre compie 100 anni. Eppure, a vederlo e a sentirlo parlare non sembrerebbe: qualche ruga, un’andatura molto attenta e pacata, un fisico un pochino ricurvo, ma nonostante tutto una capacità comunicativa, una verve e uno spirito che paiono quelli di chi deve ancora fare, produrre, dare. Negli anni è stato definito “il poeta del colore”, e lui stesso ha asserito, del resto, qualche mese fa, che «per un pittore il quadro più bello è la sua tavolozza».

Il docufilm. E proprio qualche mese fa, il 29 marzo, al Conca Verde, è stato presentato il video Memento Homo. Trento Longaretti, cent’anni, della giovane regista Teresa Sala, realizzato da Teamitalia Videoproduzioni in collaborazione con l’Associazione Trento Longaretti e con il sostegno della Fondazione Credito Bergamasco. Le immagini sono scorse placide, serene e al pubblico hanno offerto le linee di un uomo vicino al cuore delle cose: un bergamasco che ancora la mattina si alza, indossa la sua “bigarola” che già pare una tavolozza e che di fronte a una tela muta si prefigge di farla parlare e di “farne uscire qualcosa”. Che sia una delle sue tenere Madri con bimbo o una mesta Sacra Famiglia, che emergano dal nulla le sue allegre e sconsolate Maschere o che prendano vagamente forma i Viandanti poco importa, fondamentale è riuscire a dire qualcosa, a creare un rapporto tra tela, colori e artista, che poi comunichi e arrivi al cuore dell’osservatore.

 

 

Le tracce di Longaretti a Bergamo. Ed è un osservatore, quello bergamasco, che deve sentirsi privilegiato rispetto a tanti altri, dato che Longaretti è, a ragione, uno dei capisaldi della pittura lombarda ed italiana del Novecento: e noi lo abbiamo “in casa” e lo possiamo cogliere, sentire e ammirare non solo per il pittore, ma anche per l’uomo che è. Dove tutto questo? A Bergamo e provincia, naturalmente, dove molto ha prodotto e disseminato su commessa pubblica o ecclesiale e anche per sua spontanea donazione. Ma è in città forse che è più agevole rintracciarlo, grazie a un itinerario per sole immagini che porterà a riscoprire le sue opere più note e poste da più di 30 anni sotto i nostri occhi: si parte dal centro di Bergamo Bassa per poi salire in Bergamo Alta, si scende al quartiere di Santa Lucia e si rientra verso il centro fino al Borgo di San Leonardo, per poi divagare tra Borgo Palazzo e i quartieri della Celadina, Villaggio degli Sposi e Valtesse.

Un’altra occasione per un affondo ancor più intimo dell’artista è dato dalla GAMeC, che lo omaggia con una mostra, a cura di M. Cristina Rodeschini, dedicata ai suoi disegni, presso l’Ex Ateneo di Scienze, Lettere ed Arti di Bergamo dal 25 marzo al 5 giugno 2016. I lavori coprono un arco temporale dagli anni Trenta al 2016 e i soggetti sono quelli cari a Longaretti: paesaggi, nature morte, la famiglia e gli umili. Inoltre, lo Spazio Caleidoscopio, nel cuore della Collezione Permanente della GAMeC, ospita dal 25 marzo all’8 maggio 2016 due dipinti di Longaretti: Madre su fondi rossi a Corniglia del 1977, donato dall’artista per le Collezioni del museo, e un Autoritratto del 1956, parte della collezione dell’Ateneo di Scienze, Lettere ed Arti di Bergamo.

 

[Photocredit BergamoPost/Mario Rota]

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Due note biografiche. Longaretti nasce a Treviglio il 27 settembre del 1916, nono di 13 figli. Manifesta sin dalla scuola elementare una particolare predisposizione per la composizione ed è grazie all’insistenza dei suoi insegnanti che prosegue gli studi pittorici e si iscrive all’Accademia di Brera a Milano dove si diplomerà nel 1939. Gli anni della guerra li trascorre tra Slovenia, Albania e Sicilia, dove sviluppa alcuni dei suoi temi principali che non abbandonerà più, tra cui quelli dedicati al rifiuto della violenza.

Allestisce la sua prima personale nel 1943 presso la Galleria La Ronda di Bergamo. Nel 1953 vince il concorso nazionale per la direzione dell’Accademia Carrara di Bergamo, nonché la cattedra di pittura, incarico che manterrà per 25 anni fino al 1978. La prima monografia è del 1972 ad opera di Carlo Pirovano e lo stesso autore nel 2014 firma il primo volume del Catalogo ragionato della pittura 1930-1972 (Electa). Numerosissimi i premi, i riconoscimenti, le personali e le partecipazioni a mostre e Biennali nazionali e internazionali. Realizza svariati cicli sacri e civili, come quelli conservati in Vaticano, nel Duomo e nella Basilica di Sant’Ambrogio a Milano, nel Duomo di Novara, a Losanna e a Damasco, nonché in molte altre chiese ed istituzioni in Italia e all’estero, oltre naturalmente a quelle del territorio bergamasco che lo vede oggi, a 100 anni d’età, ancora attivo nella sua casa-studio di Bergamo Alta.

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