Cosmesi biologica

Il Thymiama di Via San Tomaso Bellezza e natura, in armonia

Il Thymiama di Via San Tomaso Bellezza e natura, in armonia
13 Agosto 2014 ore 16:00

Chiunque rimarrebbe colpito scoprendo che il propilen glicole è presente tanto nei detergenti per il viso quanto nell’antigelo delle automobili. Così, nell’era dell’artefatto e del tecnologicamente avanzato, si rispolvera un modo di prendersi cura del proprio corpo, fatto di piccoli gesti naturali. Si rievoca un concetto di cura del corpo naturale, consapevole.

Come un cespo di insalata può essere biologico se rispetta determinati principi, lo stesso vale per un prodotto cosmetico. Anzi, il ramo dei cosmetici “verdi” è in crescita: secondo una recente ricerca dell’istituto britannico Organic Monitor, il loro mercato ha fatturato, nell’ultimo anno, circa 14 miliardi di euro in tutto il mondo (solo in Europa, 2.1 miliardi di euro) e ci sono circa 200.000 aziende che fabbricano intere linee organiche. Il Paese che spende di più in bellezza natural è la Germania, a seguire l’Italia, la Francia e l’Inghilterra.

Proprio nel Belpaese, precisamente a Roma, nel 2009 nasce il concept Thymiama. Un’idea vincente, diventata un franchising che un anno fa si è radicato anche a Bergamo città, in via S. Tomaso. Se si entra in questo piccolo angolo, si respira una matrice nuova, un’essenza (“thymiama” è la traduzione di “profumo” in greco) radicata nella genuina naturalità dei prodotti, frutto di un’attenta ricerca e attenzione per la salvaguardia dell’ambiente. Aziende certificate, etichette italiane e intere gamme realizzate a chilometro zero albergano in questa realtà concepita con l’intento di valorizzare il patrimonio del made in Italy e le risorse del nostro territorio e promuovere la cultura della cura della persona a basso impatto ambientale. Non è solo l’ultima eccentrica moda dei vip: è una filosofia di vita, accessibile a tutte le tasche.

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Ecco le caratteristiche che deve avere un prodotto di cosmesi biologico per essere riconosciuto tale. Creme, detergenti, make up, oli essenziali e saponi non devono contenere paraffine e siliconi, profumi o coloranti. Gli ingredienti devono origine naturale, le confezioni biodegradabili. Le aziende produttrici escludono l’utilizzo di derivati dal petrolio, benzene e toluene ed il loro ciclo di produzione non causa maltrattamenti sugli animali, privilegiando l’uso di acque floreali (distillate da piante aromatiche) olii vegetali, olii essenziali e fitoestratti. Tutte dichiarano di aver definitivamente abbandonato la chimica.

Si può anche tracciare una sorta di identikit della consumatrice tipo di cosmetici bio. L’utenza fissa è rappresentata da donne giovani, di età compresa fra i 25 e i 45 anni, fidelizzate, che si documentano anche in Internet, viaggiano in rete, ordinando prodotti dall’Australia al Sud Africa, e si informano sulla composizione degli ingredienti presenti nei prodotti. Clienti esigenti, che prestano particolare attenzione alla cura del proprio corpo e alla salute e che cominciano a scoprire come un prodotto non debba essere scelto in base alla campagna pubblicitaria, al packaging o al profumo che emana, ma per la sua composizione e per l’impatto che ha sull’ambiente la sua produzione.

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