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Un boato al gol di Boakye

Volti, bandiere e urla direttamente dalla Curva Sud

Volti, bandiere e urla direttamente dalla Curva Sud
Viva Bèrghem 20 Ottobre 2014 ore 11:45

90’ minuto: la Sud esplode in un boato di gioia. Boakye, Boakye, Boakye! I tifosi nerazzurri che hanno scelto la curva meno nota per assistere al match salvezza con il Parma scandiscono a gran voce il nome del bomber nerazzurro insieme allo speaker dell’altoparlante. Un gol che vale l’1-0 e che unisce simbolicamente tutto lo stadio. Soprattutto le due curve.

Da qualche anno, uno spicchio della Sud è occupato da un ex pezzo di curva Nord. Sono soprattutto una parte dei ragazzi delle ex Bna (le Brigate Nerazzurre che oggi non esistono più) ad animare una curva di solito poco rumorosa e meno incline ai cori. Qui si privilegia la voglia di “andare all’Atalanta” e di gustarsi la partita rispetto al tifo incessante per i propri beniamini dal primo al novantesimo minuto. Ma proprio al 90’ minuto un boato lunghissimo e carico di gioia esplode in tutti settori e unisce gli atalantini, dalla curva Sud fino alla Nord. Le divisioni, ideologiche e legate a discussioni passate, si annullano nell’amore incondizionato per la Dea, che ha appena compiuto 107 anni. E che i tanti cartoncini distribuiti fuori dalla curva Morosini (come si chiama la Sud dopo la morte dello sfortunato ex calciatore nerazzurro) celebrano.

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Tanti volti, molto eterogenei, quelli di chi siede in Sud sventolano questo messaggio di auguri all’ingresso in campo dell’undici nerazzurro nel rettangolo verde. Ci sono giovani, anziani, papà con i figli piccoli alle prime esperienze al Comunale: un’atmosfera semplice, familiare e che, in certi casi, fa tornare indietro di qualche anno, in particolare nel vedere alcuni signori di una certa età con le mitiche radioline incollate alle orecchie per sapere cosa succede sugli altri campi. Anche i cori delle ex Bna hanno una sonorità un pò “vintage” e riprendono temi cari negli anni ’80-’90 come «La disoccupazione vi ha dato un bel mestiere, mestiere di….carabiniere» o «Diffidati sempre presenti» a cui si accompagna un «Forza Atalanta alè alè» che non passa mai di moda. I vecchi ultras presenti in Sud sventolano i vessilli nerazzurri: viene issata una grande immagine della Dea a inizio match e, durante la partita, le bandiere atalantine si fondono con quelle della Ternana (a cui la tifoseria atalantina è legata da uno storico gemellaggio). Ma è tutta la curva Sud ad essere piuttosto carica e a sentire il match. Poco distanti i circa trecento tifosi del Parma, a dire il vero poco rumorosi (ma che a fine partita contesteranno i propri beniamini, ultimi della classe). Invece, in Sud, l’atmosfera si surriscalda con il passare dei minuti: alle prime occasioni da gol mancate c’è chi se la prende con l’attaccante di turno che non la butta dentro: “L’è mia bù”. Il linguaggio è molto colorito, c’è anche chi inveisce contro l’arbitro per un calcio d’angolo, netto, non assegnato ai nerazzurri (il “cornuto” non è ancora del tutto passato di moda) e chi commenta che la squadra è un po’ molle e dovrebbe essere più “cattiva” sotto porta.

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Finisce il primo tempo, ma la sensazione diffusa è che nel secondo qualcosa possa cambiare e che il risultato, prima o poi, si sblocchi. Intanto, molti si rifocillano al bar sotto i gradoni per ricaricarsi. Intanto, i tanti bimbi presenti giocano con le bandierine e un pallone “Supertele” vicino alle vetrate.

Si riparte, trascorrono i minuti e la partita, però, sembra non volersi sbloccare: più passa il tempo e più il timore di non portare a casa i tre punti in una partita dominata in lungo e in largo si fa strada, soprattutto tra i più anziani. Alcuni accendono discussioni più o meno animate, sembra di essere in un bar di paese con le carte da gioco, il fiaschetto di vino e le inevitabili polemiche in bergamasco stretto. Fino a quando sta per scoccare il minuto ‘90. Cigarini carica il destro e tira finalmente con la giusta cattiveria verso la porta di Mirante che non trattiene il pallone: la curva  tiene il respiro, vede Boakye avventarsi sulla palla e scaricare in rete il gol della vittoria. Un boato e un’esplosione di gioia vera. Pezzi di carta che volano, aeroplanini di carta, papà e figli che si abbracciano, fidanzati che si baciano. Ci sono anche due giovani inglesi, una coppietta di Liverpool, che prima di tornare in patria e prendere l’aereo da Orio ha deciso di trascorrere un pomeriggio di Football in salsa bergamasca: «L’Atalanta è una bella squadra, sono contento che abbia vinto – dice Joe che parla un buon italiano lavorando all’Università di Pavia –: sono sicuro che si salverà. Kate, la fidanzata, sorride e strizza l’occhio». All’uscita dalla curva meno nota, i sorrisi e l’emozione dei tanti che hanno vissuto Atalanta – Parma dalla Sud (saranno state circa 3000 persone) la fanno da padrone. C’è chi ricorda la giocata di Benalouane che s’è fatto 40 metri di campo tentando una battuta a rete con cui ha provato a dare uno scossone alla squadra sembrata un po’ intorpidita nel ritmo di gioco, nonostante il dominio in campo. Uno scossone che, alla fine, è arrivato grazie a Boakye. E la Sud, così come la Nord e come il resto dello stadio dal cuore nerazzurro, si gode questo successo e questa domenica. L’Atalanta ha vinto una partita importantissima. Un signore che sta per uscire dalla curva dice a un amico: «È in arrivo una bella settimana».

 

Un video dalla Sud (appena terminata la partita con la vittoria nerazzurra).

 

 

Il video dalla Sud dopo il gol vittoria di Richmond Boakye.

 

 

La contestazione dei tifosi del Parma.

Mentre il pubblico bergamasco lasciava felice il Comunale, dal settore ospiti pulsava una rabbia vera. I circa 300 tifosi giunti da Parma non erano nervosi solo per il risultato e circa 30 minuti dopo il fischio finale si è capito tutto. I leader dei “Boys” hanno chiamato a gran voce Luca Bucci, ex portiere gialloblù e oggi collaboratore di Donadoni. Bucci ha ascoltato le richieste e poi è sceso negli spogliatoi per avvisare la squadra: i tifosi vogliono un confronto con i giocatori. Dagli spogliatoi spuntano il capitano Lucarelli ed altri 5-6 compagni, appena arrivati sotto il settore ospiti ecco il messaggio è arrivato forte e chiaro.

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«Siamo sempre con voi ma oggi tanti ragazzi sono arrivati a Bergamo per sostenervi nonostante l’alluvione che ci ha colpito. Anche se è arrivata una sconfitta, serve rispetto per chi non manca mai: dovevate venire a salutarci». Punto di vista condivisibile, dopo alcuni minuti di conciliabolo, pace fatta e coro di sostegno. Nel prossimo turno serve una vittoria, a Parma ne sono tutti consapevoli.