Incoronato birraio dell'anno

Tre capolavori della birra orobica firmati dal migliore, Marco Valeriani

Tre capolavori della birra orobica firmati dal migliore, Marco Valeriani
17 Marzo 2017 ore 06:00

Marco Valeriani è appena stato incoronato birraio dell’anno. Un successo non da poco che conferma come Bergamo, in quanto a birra artigianale, non solo non ha niente da invidiare (volete ripercorrere il nostro tour delle birre artigianali orobiche? Qui) ma, probabilmente, ha anche qualche cosa da insegnare.

 

 

Birraio dell’anno. Da semplice homebrewer nel 2000 a birraio professionista nel 2009 e, infine, il migliore d’Italia pochi anni dopo la prima cotta ufficiale. Dal 2015, dall’apertura, lavora per il Birrificio Hammer a Villa d’Adda, dedicandosi a quasi tutti gli stili brassicoli classici e azzardando qualche esperimento. Tutto questo grazie a un laboratorio per testare nuovi lieviti e nuove materie prime. Se volete assaggiare qualcosa del suo genio potete andare a visitare lo spaccio con annesso pub, così prima di portavi a casa qualche bottiglia potete provare di persona e non andare solo sulla fiducia.

 

 

Tre capolavori brassicoli. Ve ne consigliamo tre, che sono anche tra le preferite del loro stesso creatore. Cominciamo, quasi per forza, della Killer Queen, una sorta di evoluzione naturale della prima birra studiata e prodotta a livello professionale da Marco. Tecnicamente si tratta di una Double Ipa e quindi una birra che prevede un buona quantità di luppolo nella sua preparazione. Particolarmente e volutamente secca per fare emergere al meglio le note aromatiche intense: soprattutto agrumi (limone, cedro, pompelmo) e qualche fresco accenno tropicale come ananas e mango. La Bundes è in tipico stile tedesco, una Pils, quindi a bassa fermentazione, creata solo con ingredienti tedeschi e nella quale le note delicate dei malti si mescolano alla fine luppolatura che conferisce sentori eleganti erbacee e floreali. Non troppo amara e veramente facile da bere. Ultimo consiglio: la Wave Runner che qualcuno dice essere addirittura una delle migliori Ipa d’Italia. Chiara, secca e molto aromatica con inconfondibili richiami a frutti gialli come albicocca, mango e pesca, e una sfumatura agrumata, fresca e piacevole. Sicuramente uno dei suoi capolavori.

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