Anticipi di Caravaggio (ma anche di Manet)

Trionfa Giovan Battista Moroni tra i grandi della Royal Academy

Trionfa Giovan Battista Moroni tra i grandi della Royal Academy
Viva Bèrghem 08 Ottobre 2014 ore 19:28

Trionfa Giambattista Moroni sulla home page della Royal Academy, una delle più gloriose istituzioni culturali di Londra. Trionfa in quanto il 25 ottobre prossimo aprirà una grande rassegna a lui dedicata con un gruppo straordinario di capolavori. Tra i curatori della Mostra c’è Simone Faccinetti, conservatore del museo Diocesano di Bergamo e già curatore della mostra moroniana del 2009. Tra i capolavori che voleranno alla volta di Londra c’è naturalmente anche il Cavaliere in rosa, che quindi per qualche mese non sarà visibile nella sua naturale casa di Palazzo Moroni a Bergamo Alta.

Davanti a Moroni ci sono due possibili sguardi: uno è quello dello storico dell’arte e del critico che ne coglie le caratteristiche stilistiche e quel realismo che sicuramente prepara la strada all’arrivo del Carvaggio. Ma c’è anche un altro sguardo possibile, ed è quello che indaga sui tipi umani che Moroni con tanta acutezza e precisione mette sulla tela. Ad esempio quello che domina con il suo sguardo sfidante ed altero sulla home page della Royal academy è tal Prospero Alessandri, realizzato nel 1560 (oggi è custodito nel museo del Lichtenstein). Ovviamente vorremmo sapere tutto di lui, e confidiamo nella scheda di catalogo perché la nostra curiosità venga accontentata. A Londra approdano anche gli sposi Gian Gerolamo Grumelli (è lui il Cavaliere in Rosa) e la sua prosperosa signora, Isotta Brembati, poetessa, dipinta da Moroni con un incredibile vestito damascato di gusto spagnoleggiante. Personaggio di spessore, visto che quando morì nel 1586 Torquato Tasso le dedicò un sonetto.

Tutto questo per dire, che Moroni val bene un viaggio a Londra. E che Moroni oltre ad essere un grande pittore e un innovatore, è una sorta di romanziere per immagini di una città e del suo popolo fiero. «Revolutionary» lo ha definito Jonathan Jones, l’ascoltatissimo critico del Guardian, che nel celebre ritratto del Sarto, un gioiello delle raccolte della National Gallery londinese, vede un anticipo non solo di Caravaggio ma anche di Manet.

Pubblichiamo l’introduzione al catalogo della mostra fatta da Christopher Le Brun Pra, presidente della Royal Academy of Arts.

Giovanni Battista Moroni è nato ad Albino, nella provincia italiana del nord di Bergamo, e ha speso quasi tutta la sua vita in Lombardia, ma la sua visione era tutt’altro che provinciale. Oltre agli uomini e alle donne eleganti dell’alta società, i suoi ritratti raffigurano anche i poeti meditativi e i membri della classe media impegnati nei loro mestieri e professioni. Il naturalismo sorprendente con cui Moroni ha dipinto i suoi soggetti contrasta con la modalità idealizzante adottata dai suoi contemporanei, ed inoltre anticipa il realismo di Caravaggio. L’artista ha dipinto anche altari imbevuti dello spirito della Controriforma, e creato dipinti per donazioni private che riflettono i nuovi ideali religiosi del suo tempo. Moroni non è l’artista più conosciuto del Rinascimento. Il suo lavoro è stato giustamente rivalutato nel XIX secolo, quando furono ammirate le sue abilità uniche e le sue opere furono avidamente ricercate da importanti collezionisti e musei, specialmente in Inghilterra. In effetti, alcuni dei dipinti di Moroni sono furono già esposti qui alla Burlington House in the Winter Exhibitions (Casa di Burlington delle Esposizioni Invernali) alla fine del XIX secolo. La Royal Academy è orgogliosa di organizzare ‘Giovanni Battista Moroni’, la prima grande rassegna del lavoro dell’artista presentata in Gran Bretagna. È la prima mostra monografica globale sul Moroni dall’esibizione seminale di Bergamo nel 1979, che ha segnato la riscoperta moderna dell’artista. Inoltre – ad esclusione della collezione della National Gallery di Londra del 1978, dove è stata esibita qualche opera, e della piccola mostra di ritratti esibita al Kimbell Art Museum, Fort Worth, nel 2000 – la mostra della Royal Academy è la prima fuori dall’Italia dedicata al Moroni. Percorrendo l’intera carriera del lombardo, ed esibendo altari delle sue provincie native mai mostrati prima, si celebra la festa attesa da lungo tempo di un artista in anticipo sui tempi. È con piacere che stendiamo i nostri ringraziamenti alle molte persone che hanno contribuito a ‘Giovanni Battista Moroni’. La mostra è stata resa possibile da JTI , nostro generoso benefattore e partner da lungo tempo nelle mostre dell’Ala Sackler della galleria. Siamo in debito con i nostri finanziatori, i collezionisti e le istituzioni per gli importanti prestiti da tutto il mondo che compongono questa mostra. A Tim Marlow della Royal Academy, direttore dei programmi artistici, che ha supportato il progetto, che è stato inizialmente programmato da Kathleen Soriano ed organizzato dal dr. Arturo Galansino, curatore della Royal Academy, e dal dr. Simone Facchinetti, curatore del museo Adriano Bernareggi di Bergamo. All’interno del dipartimento delle esposizioni, preziosa assistenza è stata fornita da Idoya Beitia, manager dell’esposizione; Katia Pisvin, assistente curatrice; Elana Woodgate, assistente dell’esposizione; Anna Smith, coordinatrice dei diritti e delle riproduzioni; e Katharine Oakes, manager dei diritti e delle riproduzioni. La competenza e la dedizione del dipartimento di pubblicazioni della Royal Academy hanno portato a questo bel catalogo.

Nella gallery di qui sotto le 45 opere che compogono la mostra alla Royal Academy. I primi dipinti sono dedicati a Moretto e Lotto, che sono stati i maestri di Giovan Battista Moroni.

45 foto Sfoglia la gallery

Chi era Giovan Battista Moroni. Giovanni Battista Moroni è nato ad Albino nel 1522, figlio di Francesco di Moretto, capomastro e progettista, e Maddalena Brigati. La sua famiglia è collaterale a quella dei Moroni di Bergamo, che daranno origine a una dinastia di conti. Formatosi presso uno dei grandi maestri del primo Rinascimento Bresciano, Alessandro Bonvicino detto il Moretto, è celebre per i suoi ritratti, definiti «ritratti in azione». I suoi soggetti sono raffigurati nell’attimo in cui stanno compiendo un’azione. La sua attività di pittore indipendente si pensa iniziò nel 1547, dopo che verso la metà negli anni Trenta si formò artisticamente nella bottega del Moretto. Durante gli anni Cinquanta l’artista vive il periodo di maggior fortuna: in questo decennio si datano i numerosi ritratti di alcuni esponenti dell’aristocrazia della città. Dagli anni Sessanta la famiglia cade in disgrazia, e il cambio del clima culturale a Bergamo fa sì che il Moroni debba adattarsi ad una nuova condizione sociale e lavorativa. In questo periodo, il pittore ritrae personaggi della provincia di condizione sociale medio-bassa. Negli anni Settanta, grazie al ritorno da cardinale di Gian Gerolamo Albani, suo vecchio mecenate, il Moroni viene rivalutato. Muore ad Albino il 5 febbraio del 1578 o del 1579.

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