Domenica 9 aprile

Gli 81 anni del Trofeo Parravicini Un pezzo di storia dello skialp

Gli 81 anni del Trofeo Parravicini Un pezzo di storia dello skialp
08 Aprile 2017 ore 10:45

Il Trofeo Parravicini festeggia quest’anno 81 candeline, diventando a tutti gli effetti la gara scialpinistica più longeva della provincia bergamasca. Inizia il 5 aprile del 1936 l’avventura di questo trofeo, che, salvo qualche stop per i capricci meteo e i conflitti bellici, si trova catapultata alla sua 68esima edizione. Questo appuntamento, che – ad eccezione del trofeo Mezzalama – è tra i più importanti dello sci alpinismo italiano, andrà in scena domenica 9 aprile nello splendido anfiteatro che ospita il Rifugio Calvi, sopra l’abitato di Carona. Nato per commemorare Agostino Parravicini, morto a vent’anni mentre tentava l’apertura di una nuova via sulla Cima Zocca, il Parravicini ha fatto la storia dello skialp italiano, grazie anche al sostegno dello Sci Club Cai di Bergamo e alla collaborazione di Comune e Pro Loco di Carona. Questa fantastica gara è riservata ad atleti ed alpinisti dal fisico perfetto, uomini temprati dal ghiaccio e dal vento gelido delle montagne, persone dotate non solo di un’ottima tecnica sciistica, ma anche esperti della montagna invernale. La cornice in cui si svolge è tra le più suggestive delle Orobie: la conca del Calvi ospiterà queste 60 coppie di “super uomini” che si sfideranno sui crinali tra la Val Brembana e Seriana. Si parte dal Rifugio Fratelli Calvi per toccare in successione le vette del Monte Grabiasca, Reseda, Madonnino e Cabianca (neve e condizioni permettendo), per un totale di circa 18 chilometri e 1900 metri di dislivello!

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La parola all’organizzatore. Luca Pirola, referente tecnico e organizzatore, ci racconta qualcosa di questa gara. «Il tracciato proposto per questa edizione vuole rifarsi a quello integrale, cosi come era stato concepito 81 anni fa. Se il tempo ci assiste vorremmo aggiungere anche qualche variante, sfruttando alcune creste inedite già valutate lo scorso anno. Ma, ripeto, solo se si presenteranno le condizioni meteo perfette. Noi siamo già presenti nella conca del Calvi da mercoledì 5, per battere il tracciato e controllare il percorso che verrà allestito per la gara». Con il 68esimo Trofeo Parravicini si assegnerà anche il Trofeo Alpi Orobiche, manifestazione articolata su quattro prove, di cui tre già disputate: la “Mario Merelli C’è”, la “Monte Pora Moon Race” e la “Pizzo Camino Skialp Race”. Saranno premiati gli atleti che avranno totalizzato il miglior punteggio partecipando a tre gare su quattro e tutti gli atleti che parteciperanno a tutte e quattro le competizioni. «Con il Trofeo Parravicini chiudiamo il cerchio di queste bellissime competizioni orobiche, il cui vero scopo e quello di unire ed avvicinare sempre di più amanti e simpatizzanti della montagna».

 

 

Gli atleti e l’organizzazione. Arrivano da tutta Italia le coppie di atleti che compongono il Parravicini. Uno scenario internazionale, con “big” dello skialp italiano che, in questa giornata, affollano il piccolo nucleo di Carona. Il Parravicini conta anche fedeli discepoli come Oscar Negroni, figura storica dello Sci Club di Gromo, che quest’anno festeggia quarant’anni di scialpinismo e trent’anni di Trofeo Parravicini! Il rifugio Calvi, intanto, è pronto ad accogliere tutti gli alpinisti e i simpatizzanti che vorranno partecipare all’evento. L’apertura è prevista da mercoledì 5 aprile, proprio per offrire accoglienza allo staff impegnato ad allestire la gara. I posti letto restano a disposizione degli atleti che saranno presenti al Trofeo, tuttavia il rifugio offrirà accoglienza e ristoro a tutti i simpatizzanti che vorranno salire per assistere alla competizione. Il percorso per raggiungere il rifugio è marcato dal segnavia CAI 210 e risulta in questo momento sgombro dalla neve fino alla località nota come Lago del Prato (m.1650 circa). Il restante percorso di salita presenta neve a tratti, ma è comunque ben battuto e segnalato.

 

 

Chi era Agostino Parravicini. Parravicini nasce a Milano il 28 aprile1915. Abita a Bergamo alta con i genitori e le sorelle e, dopo aver completato gli studi al liceo, si iscrive al Politecnico di Milano. È ricordato da chi lo ha conosciuto come un ragazzo esuberante e pieno di vita, nonché abile alpinista. Inizia a frequentare le Orobie ancora quindicenne, specialmente nel gruppo del Pizzo Tre Signori, dove compie delle importanti prime ascensioni. Trova tragicamente la morte il 2 agosto 1935, dopo il superamento di un passaggio chiave sullo spigolo est di Cima Zocca, in Val Masino. Una nuova via, che viene poi portata a termine dagli amici Antonio Citterio e Giovanni de Simoni il 5 settembre 1937 e a lui dedicata. Dopo la sua scomparsa, gli amici onorano la sua memoria organizzando una gara che ricordi i suoi ideali, la sua forza morale e il suo amore per le montagne: Mario Pacchiana, Mimmo Invernizzi e Luigi Gazzaniga tracciano il percorso di gara che ancora oggi si snoda sulle difficili creste poste sopra il rifugio Calvi.

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