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Tutto sulla nuova Carrara

Tutto sulla nuova Carrara
30 Luglio 2014 ore 05:00

Quella attuale è la terza amministrazione comunale che prende in carico la “questione Carrara”. E sarà quella che consegnerà alla città un museo rimesso a nuovo. Dal 2008, infatti, la Pinacoteca di Bergamo è chiusa per restauri. La ristrutturazione è una grande opera pubblica, che offrirà un nuovo volto alla Carrara, arricchendola in opere, visitatori, mostre e qualità. Tanti e variegati sono gli interventi effettuati, non solo a livello strutturale. Ecco un’anteprima di come sarà, alla riapertura ufficiale, prevista per marzo 2015.

Il patrimonio artistico esposto e le opere nei magazzini. Oltre alla restauro strutturale, sono stati compiuti interventi di miglioramento e arricchimento anche a livello di patrimonio artistico. Occorreva scegliere le opere più prestigiose fra le 2.000 conservate nei magazzini: una raccolta notevole, i cui dipinti di maggiori valore saranno visibili nelle nuove sale della Carrara. Verrà esposto il meglio del museo e, in caso di prestiti, saranno richieste a mostre e musei opere di uguale valore storico-artistico, per evitare lo sgradevole posto vuoto sostituito dal cartellino “Opera in prestito”. La qualità attraverso l’attenzione al pubblico e la cura dei dettagli.

Nei magazzini si conserverà tutto il resto: dipinti che saranno per sempre invisibili, o perché di scarso interesse artistico o perché in condizioni di cattiva conservazione. E che, comunque, non si venderanno.

 

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Dal prezzo del biglietto agli eventi serali: tutte le novità. Per agevolare i turisti del week end, il giorno di chiusura sarà il martedì e l’orario sarà un continuato dalle 10 alle 18.30, prolungato (un giorno alla settimana) fino alle 22.

Dopo l’orario di chiusura, sono previsti convegni, incontri, ma anche aperture straordinarie al pubblico con modalità differenti rispetto a quelle quotidiane. Una seconda vita serale. A tal proposito, nel 2014 sono stati condotti diversi esperimenti, che hanno ottenuto feedback positivi di pubblico, dalle serate di presentazione dei restauri realizzati, alla cena di gala al museo che, grazie alla collaborazione con Kauppa (portale di offerte online), ha venduto in pochissime ore i 70 biglietti disponibili. Si sta prendendo in sera considerazione la collaborazione con il portale Kauppa e con il sito di crownfunding Kendoo, sul quale è attiva la raccolta fondi Opera Mia.

Il biglietto d’ingresso sarà alzato e adeguato agli standard nazionali. È ipotizzabile un costo di 8€ per l’intero e 12 € per il cumulativo con le mostre temporanee in corso.

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Più sale e più grandi: percorriamole una ad una. La Nuova Carrara occuperà 6.273 mq (il doppio dell’attuale superficie), per un totale di 27 sale, distribuite in modo lineare. Al piano terra ci saranno solo i servizi: il bookshop, un punto d’accoglienza, per consentire ai visitatori di orientarsi su ciò che potranno vedere. Le opere saranno esposte sia secondo un ordine cronologico, sia per aree geografiche, con una nota particolare al collezionismo.

Il primo piano sarà dedicato a Quattrocento e primo Cinquecento, con il cuore delle opere rinascimentali. Forte, da subito, l’impatto, per il visitatore: nella prima sala si trovano Mantegna, Pisanello e Foppa. Nella seconda sala quattro Bellini e tutto l’ambiente veneto, nella terza sala Raffaello e Botticelli, contornati da tutti gli approfondimenti necessari. Per il secondo piano si riparte dalla presenza di Lotto a Bergamo (per cui dal 1513) e si arriva all’Ottocento. Rispetto all’allestimento precedente questa è una grande novità, perché le opere di quest’epoca non avevano collocazione permanente nel vecchio museo. Tra la seconda e la terza sala ci sarà un percorso che racconterà la storia del museo attraverso i suoi collezionisti principali: Carrara, Lochis, Marinoni e Zeri.

 

Il nuovo logo.

 

Nuovi anche il sito internet e il logo. Gli internauti si saranno certo accorti che anche il sito dell’Accademia Carrara di Bergamo è in fase di ristrutturazione. Sarà un portale completo che permetterà a tutti una navigazione ricca di informazioni. La nuova immagine della Carrara passa anche da qui e da quello che è il suo nuovo logo. Uno scudo apparentemente molto semplice e per questo contestato. O meglio, ad essere discusso è stato il prezzo: 63.000 € per la nuova immagine coordinata. Un logo che a tanti non piace, ma che risulta essere funzionale alla nuova comunicazione strutturata del museo. È versatile, immediato e destinato a restare a lungo.

Pochissimi visitatori: è possibile l’obiettivo Top Ten? Gli anni precedenti la chiusura della Pinacoteca segnano cifre piuttosto dimesse: poco più di 30mila visitatori all’anno, di cui circa 6mila paganti, con un biglietto d’ingresso di 5€. Quindi, annualmente, nelle casse della Pinacoteca entravano 30mila euro. Se si calcola che per gestire il nuovo museo serviranno circa 2 milioni di euro all’anno, è necessaria un’inversione di rotta. I costi dovranno essere gestiti triplicando l’ingresso di fondi privati e inserendo una gestione mista pubblico-privata per il personale. Potrebbe essere gestita da 23 persone di cui 4 con funzione di custodia. L’obiettivo è quello di entrare nella Top10 dei musei d’arte antica italiani: nella classifica brillano regioni come Lazio e Toscana, ma la qualità del patrimonio dell’Accademia Carrara può essere d’aiuto. Anche se il confronto con altre realtà fa riflettere: nel 2013 la Pinacoteca di Brera (Milano) è stata il ventesimo sito statale italiano più visitato, con 249.579 visitatori e un introito lordo totale di 826.800 € (quasi trenta volte l’incasso della Carrara).

Anche gli spazi della GAMeC potrebbero andare alla Carrara. La ristrutturazione dell’Accademia Carrara rientra in un più ampio progetto di ricollocazione dei musei bergamaschi. Entro un paio d’anni dalla riapertura della Pinacoteca, anche la GAMeC potrebbe essere traslocata negli ex Magazzini Generali di via Rovelli, negli spazi messi a disposizione dalla Fondazione Banca Popolare, guadagnando 700 mq di esposizione permanente (a fronte dei 170 attualmente disponibili). Le sale di via San Tomaso saranno quindi a completa disposizione per le mostre permanenti della Carrara e altri eventi del museo. Occorrerà pertanto ripensare lo spazio della piazzetta antistante i due musei per creare un vero trait d’union fra gli edifici.

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