Vietato comportarsi da turisti!

Una passeggiata di un’oretta nelle vie più nascoste di Città Alta

Una passeggiata di un’oretta nelle vie più nascoste di Città Alta
06 Marzo 2016 ore 06:00

 

È arrivata l’ora di lasciare il nostro letargo invernale e di sgranchirci le gambe, le braccia e la mente, respirando finalmente primavera! Inerpichiamoci quindi sul bel colle di Bergamo e scopriamolo, grazie al simpatico tour che vi proponiamo, tra vicoli, vicoletti, antri noti e meno noti del nostro borgo antico. Il tutto tramite un percorso quasi circolare, con inizio da Porta San Giacomo e fine nei pressi di Porta Sant’Agostino, proprio sul bel balcone delle nostre Mura!

 

Si parte dall’arteria pedonale più utilizzata dai “Bergamaschi della domenica”, per accedere a Bergamo Alta, che è via Sant’Alessandro, sia che si decida di salire da Borgo San Leonardo (Via Garibaldi/Via Sant’Alessandro bassa/Via Botta), sia che si tagli dalle scalette a fianco della funicolare Città Alta (stazione inferiore su Via Roma). Nel primo caso raccomandiamo di dare una sbirciatina anche a vicolo San Carlo, che è una buona alternativa per evitare lo smog delle auto in transito, ma soprattutto è poco battuto, intimo e termina dirimpetto una santella restaurata qualche anno fa grazie ad un privato.

 

Superata Porta San Giacomo, recuperiamo un pochino il fiato, ma non da Via San Giacomo (troppo comoda!), bensì imboccando proprio dirimpetto il Vicolo San Lorenzino, che prende il nome dalla chiesina sede nel Trecento della prima confraternita di Disciplini a Bergamo, quelli che si battevano con il flagello in processione per espiare i peccati loro e dei confratelli, poi trasferitasi nella chiesa della Maddalena in Bergamo bassa. Oggi l’edificio è inglobato in palazzo Perini (ci dicono), ma ci piacerebbe tanto tanto poterlo vedere almeno una volta ancora.

 

Da qui, sempre per continuare il nostro riscaldamento, su per vicolo Rosate, che a suon di antiche scalette  ci permette di vedere da sottinsù la mole del Liceo Sarpi e giungere in un batter d’occhio in piazzetta Terzi, stavolta di fronte ad un altro “gigante” di Bergamo Alta, forse il più bel palazzo barocco che vanta la nostra città: palazzo Terzi.

 

Fuori dai luoghi comuni, quindi non Piazza Duomo o via Mario Lupo, optiamo per Piazza Rosate e giù giù fino a Piazza Santa Maria Maggiore, per poi piegare a sinistra in Via Arena e salire allegramente in Vicolo San Salvatore, lambendo così la Domus Magna della Mia, la Sala Piatti e arrivare alla Chiesa di San Salvatore, più comunemente nota come “dei disperati”.

 

A questo punto ci si presentano dinnanzi diverse alternative: Vicolo sotto le mura di Santa Grata (verso il Seminario e quindi le mura … ma è ancora presto), Via San Salvatore (all’epoca Vicolo Colleoni verso la Cittadella) e via Salvecchio. Optiamo per quest’ultima e giunti sulla Corsarola, per non farci mancare nulla ma proprio nulla, ci affacciamo su Vicolo Sant’Agata e poi proseguiamo fino al Vicolo della ghiacciaia, il cui nome la dice lunga sul suo utilizzo nei secoli passati (l’antica ghiacciaia medioevale era posta al termine della viuzza a fondo chiuso sulla sinistra).

 

Ci tocca approdare in Piazza Vecchia, con  piacere naturalmente, ma noi, ligi alla nostra mission e incuranti dei piaceri culturali e culinari del cuore di Bergamo Alta, puntiamo per via Rivola, proprio a fianco della ex Chiesa di San Michele all’Arco, scendiamo fino allo slargo su cui sorgeva il vecchio bordello comunale e come dei leprotti balziamo lungo le scalette di vicolo Aquila Nera (dal nome di un’antica locanda).

 

Inforchiamo i pochi gradini che portano su Piazza Vecchia e dopo pochi metri eccoci dentro il passaggio Ca’ Longa per sbucare in via Mario Lupo e scendere in picchiata lungo tutta via San Lorenzo.

 

Quasi sulla curva, sulla sinistra, avete mai notato il Passaggio Beccarino da Pratta? In ogni caso insinuatevi all’interno e con sorpresa vi ritroverete ai piedi della chiesa di San Lorenzo e da lì potrete comodamente passeggiare fino alla Fara, magari dimenticando per un attimo Sant’Agostino, ma puntando per il varco arcuato della Torre di Sub Foppis.

 

In un attimo potrete terminare l’allenamento portandovi quasi ai piedi della chiesa di Sant’Andrea, ma a questo punto non cedete alla tentazione: invece che raggiungere Piazza Mercato delle Scarpe, andate alla scoperta di vicolo Sant’Andrea e da lì in via Osmano, per giungere, come promesso, sulle Mura, in prossimità di Porta Sant’Agostino.

 

A questo punto restate sul colle o scendete al piano? In questo secondo caso allora, e per chiudere in bellezza, scegliete la via Noca, che in un battibaleno vi connette con i borghi Santa Caterina, Pignolo, San Tomaso. E se gli Orti di San Tomaso fossero aperti al pubblico, che bello sarebbe attraversarli e chiudere bucolicamente il nostro itinerario.

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