Novità discografiche

È uscito il primo album dei De Rien Tributo bergamasco alla gentilezza

È uscito il primo album dei De Rien Tributo bergamasco alla gentilezza
27 Novembre 2019 ore 10:45

La voce è quella di una band che ha fatto della passione per De Andrè l’elica del proprio Dna: Marco Pesenti, degli Ottocento. Anche il progetto nato dal connubio con Flavio Fucili, a suo modo, è un tributo. Non a un’artista, ma a un concetto. Il “biglietto di sola andata” del duo – per citare “La ragazza col cane”, la canzone che apre l’album dei De Rien “Canzoni profane e d’amor” – viaggia sui binari della gentilezza. Il mood è già tutto nel francesismo del nome, quel “Di nulla” che travalica il semplice garbo per rappresentare una sfumatura incondizionata, senza vincoli, d’amore e gratitudine.

 

 

I De Rien corteggiano «l’alchimia tra parole e musica – spiegano -. Inseguiamo la pertinenza tra due forme d’espressione senza che il prodotto sia con modalità di consumo istantanea. Non una curva ma una linea. I suoni, gli stili che piacciono oggi non sono quelli di ieri, né quelli di domani, pur avendo influenze che vanno dalla musica classica ai The Beatles, passando dal cantautorato di vecchia scuola e sconfinando nell’Itpop. L’intento dei nostri brani comunque è rimanere in uno spazio aureo proprio, un tempo non definibile». La produzione è misurata; i brani illuminano realtà e sentimenti da prospettive oblique, non banali. Dal punto di vista delle collaborazioni, entusiasmano i contributi di Fabio Brignoli alla tromba e Pasquale Brolis al sassofono.

Canzoni ricche di dettagli. “Canzoni Profane e d’Amor” è uscito il 22 novembre: le canzoni si possono ascoltare su Spotify e su Google Play (e sono disponibili anche su Amazon Prime Music e Deezer). Nel realizzare il disco «abbiamo cercato di ascoltare prima che di suonare – raccontano Fucili e Pesenti -. Partendo dal pianoforte abbiamo cercato di ottenere combinazione tra la giusta dinamica musicale e le suggestioni cantautoriali delle varie scuole italiane, per pezzi apparentemente diversi fra loro, sia per genere e che per contenuto». Un album da non consumare rapidamente ma che merita un ascolto attento. Le canzoni sono ricche di dettagli ed impressioni: «Abbiamo fatto otto tele grandi di dimensioni. Si lasceranno osservare, conoscere e fissare prendendo il tempo e l’attenzione tipica delle modalità che, a volte, gli sviluppi dei colori e i soggetti hanno necessariamente imposto al nostro modo di comporre».

Omaggio ai sognatori. Il primo singolo, “La ragazza col cane”, è una canzone romantica su più livelli. Un omaggio ai sognatori e all’attrazione casuale tra individui. La narrazione cerca e descrive il lato migliore dei protagonisti, e i tratti della leggerezza con cui si guarda il mondo: la spinta a proteggere senza chiedere nulla in cambio; la fiducia che dobbiamo riguadagnare da e verso gli altri, frugando tra circostanze del quotidiano e andando oltre alla prima impressione di uno sguardo. Tra l’altro, in sinergia con “Gli amici del rifugio del cane di Seriate” e attraverso le pagine Instagram e Facebook, «abbiamo cercato di dare un aiuto cercando dare voce al passa parola per le adozioni (anche a distanza) dei “trovatelli a quattro zampe” presenti nella struttura e sulle possibilità di dare un aiuto concreto».

 

 

L’esperimento. “Semplice” è il secondo singolo (che si avvale anche della voce del rapper bergamasco ASso), «un esperimento creato per rimischiare il mazzo di carte, riprendersi i sentimenti, respingere la mancanza di comunicazione, cercare la voglia di riscoprire quello che ci si trova a perdere nella frenesia o nell’apparente banalità del quotidiano».

Il prossimo singolo. Il terzo singolo sarà “Se fosse diverso”. Le liriche rimangono alla giusta distanza dal centro dell’argomentare, come quegli occhi senza pupille nei quadri di Modigliani, metafora di una realtà che non si può rappresentare e comunicare in forma univoca.

Chi ha suonato cosa. “Canzoni profane e d’amor” è stato prodotto e mixato da Luca Severino; arrangiato da Flavio Fucili, Marco Pesenti, Luca Severino. Registrato presso Solid Groove Recording Studio. Musiche e testi scritti dai De Rien. Voce, piano, tastiere: De Rien; sintetizzatori: Luca Severino; sassofoni: Pasquale Brolis; tromba: Fabio Brignoli; violino: Vincenzo Albini; fisarmonica e bandoneon: Gino Zambelli; basso: Luca Togni; batteria e percussioni: Alessandro Lampis; chitarra acustica ed elettrica: Claudio Fabbrini.

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