L'azienda di Pontida

Valsecchi 1918, storia e successo Dai giocattoli di legno al design

Valsecchi 1918, storia e successo Dai giocattoli di legno al design
Viva Bèrghem 29 Ottobre 2014 ore 19:02

Valsecchi 1918 è una nascente e importante realtà del design bergamasco (con sede a Pontida), un’azienda che progetta, crea prototipi, produce e vende in tutto il mondo. La storia è affascinante e raccoglie la vita di quattro generazioni, che dai giocattoli dell’infanzia è cresciuta, fino ad arrivare alle più importanti fiere internazionali del mobile.

È del 2010, infatti, l’importante investimento operato per entrare nel mondo del design di alta qualità, con il quale è stato avviato un nuovo ramo di produzione, la Valsecchi 1918, appunto, che rende omaggio alla storia aziendale e, a piccoli passi, grazie alla qualità dei prodotti realizzati, sta aumentando la sua popolarità e la diffusione delle collezioni “griffate”.

 

1918

 

Un filo sottile che riunisce tante realtà. Nel nome c’è tutta la passione e la storia di questa famiglia: 1918 è infatti l’anno di apertura del primo laboratorio, una tornitura in manici in lima aperta a Calolziocorte da Giacomo Valsecchi, bisnonno di Federica, l’attuale responsabile della Valsecchi 1918. Quasi subito la tornitura si trasforma in una grande fabbrica di giocattoli in legno: nel logo, questo passaggio storico è simboleggiato e racchiuso nella sagoma di Pinocchio.

Con l’avvento della plastica e la crisi di richiesta dei giocattoli in legno, la famiglia si reinventa un’altra volta dando vita a un’azienda specializzata nella progettazione e produzione di complementi d’arredo: in pratica, tutte quelle scalette in legno, sedie, sgabelli, appendiabiti che acquistiamo senza pensieri nei supermercati o nei Brico Center sono realizzati qui. Oltre ai prodotti per la grande distribuzione, l’azienda ha deciso di costituire una società con altri marchi del settore – Mauri, Lineart e IBA – creando Valnova s.r.l. grazie alla quale progetta e realizza arredi commerciali.

Ricapitolando, grande distribuzione, arredo professionale e ora il complemento di alto livello: ecco gli elementi in dialogo nel cuore di una realtà che è stata capace di strutturarsi nel tempo e di crescere. Attualmente la Valsecchi conta 53 dipendenti e un’intera famiglia al lavoro: Federica, suo fratello, il padre, lo zio, e la cugina, giovane designer.

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Nel 2010 l’ingresso nel mondo del design. Il desiderio di spostare più in alto l’asticella degli obiettivi scaturisce da diversi fattori. Primo fra tutti una costante motivazione alla crescita, per raccogliere un’eredità e svilupparla nel futuro. Poi l’esigenza concreta di rivolgersi a un mercato straniero sempre più necessario al mantenimento di un’attività industriale e desideroso di una qualità artigianale italiana che ancora ci contraddistingue.

Da questa duplice spinta nasce Valsecchi 1918, la costola aziendale dedicata ai complementi d”arredo e al design di qualità. L’investimento iniziale è stato impegnativo e l’effettivo ritorno si potrà vedere realmente solo fra un po’. Iniziare questa nuova storia ha portato con sé tutta una serie di passaggi: creare le collezioni, dare una linea guida allo stile, partecipare alle fiere internazionali, stringere contatti con l’estero per poter esordire sul mercato dimostrando qualità e competenza.

Il primo passo: i designer. Innanzitutto occorreva trovare un direttore artistico che curasse la prima collezione e dettasse le linee guida della Valsecchi 1918. Fortunatamente il territorio bergamasco offre, in questo senso, creatività e competenza e il primo curatore della collezione è stato Enrico Baleri, che insieme a Luigi Baroli ha creato alcuni dei pezzi ora diventati “classici” per l’azienda: il tavolino Pinocchio e l’appendiabiti ad albero. Successivamente è stato Nicola De Ponti a ricoprire le vesti di art director, ruolo che pian piano è stato assimilato dall’azienda, capace di catalizzare e coordinare il lavoro di moltissimi designer. Professionisti che lavorano fianco a fianco con Federica, entrando in azienda e studiando le soluzioni migliori per far risaltare le qualità del materiale per eccellenza del brand: il legno.

 

Federica

 

Il successo e i lati positivi. I designer che hanno dato vita alla collezione 2014 sono Paolo Gerosa, lo studio Laudani & Romanelli, Sergio Valsecchi, Marco Acerbis, Francesco Faccin e Giorgio Bonaguro (che ha disegnato Oscar desk, uno scrittoio in legno e pelle che sta facendo il giro del mondo su pubblicazioni di settore e non). Mentre, lo scorso maggio, il tavolo Traverso disegnato da Francesco Faccin nel 2014 ha ottenuto la menzione d’onore al premio Compasso d’Oro. Tutto questo dimostra come, seppur nuova, l’avventura di Valsecchi 1918 nella produzione di complementi d’arredo d’alto livello stia ripagando gli sforzi iniziali.

Un altro grande vantaggio, apprezzato soprattutto dai professionisti che entrano in contatto con l’azienda, è la possibilità di creare e studiare i prototipi e realizzare i prodotti finali direttamente in azienda. L’esperienza fatta con la grande distribuzione, infatti ha permesso di strutturare la fabbrica come una vera e propria palestra, dove prepararsi al meglio per uscire sul mercato con progetti di qualità, dal costo contenuto e con consegne in tempi brevissimi.

Una vita nel legno con un’anima green. Il materiale principe della produzione Valsecchi è da sempre il legno. È l’elemento che contraddistingue la linea dei complementi d’arredo e sul quale la famiglia ha lavorato per rendere sostenibile l’intera produzione. Oltre alle certificazioni ISO 9001 per la gestione della qualità e la certificazione Fsc, che garantisce la rintracciabilità del materiale e l’utilizzo di legname proveniente da foreste correttamente gestite, la fabbrica si è dotata di un impianto fotovoltaico che soddisfa totalmente il suo fabbisogno. Appena fuori dalla struttura adibita alla produzione, si può notare il grande cilindro dove gli scarti di lavorazione vengono bruciati per  produrre energia e riscaldamento. L’attenzione all’ambiente si ritrova anche nel ciclo produttivo, che prevede l’utilizzo di vernici all’acqua.

valsecchi1918_womby_01

 

La culla di una famiglia. Tra poco l’azienda festeggerà i 100 anni di attività. I disegni (è il caso di dire) per il futuro prevedono di proseguire verso una strada che migliori continuamente la qualità e la competenza della Valsecchi 1918, senza trascurare quel romantico passato, fatto di giocattoli di legno che ha dato origine a tutto.

C’è un oggetto in particolare che rientra nella collezione e che dà senso di tutto questo progetto. La culla Womby è stata disegnata da Anna Valsecchi, cugina di Federica, e racchiude la volontà di una famiglia che si stringe attorno a questo lavoro. È una culla, per cui si avvicina a quel mondo di giochi, infanzia e tradizione cui l’azienda si dedica dal 1918. Però, è una culla musicoterapica capace di riprodurre il rumore del battito cardiaco mediante tamburi e il vibrato della voce materna mediante corde sonore. È costruita né più né meno come la cassa di risonanza di uno strumento musicale e, per questo motivo, raccoglie tutto il lavoro di ricerca e progettazione che l’azienda ha deciso di seguire con tanto lavoro.

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