Arte contemporanea

Il vecchio Palazzo della Ragione per il nuovo corso della Gamec

Il vecchio Palazzo della Ragione per il nuovo corso della Gamec
02 Marzo 2018 ore 04:30

C’era tanta curiosità per il nuovo corso della Gamec, cioè la Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo, di fronte all’Accademia Carrara. E l’attesa non è andata delusa. Il neodirettore Lorenzo Giusti ha le idee chiare. Il programma presentato è sembrato convincente, articolato, in doverosa continuità con la gestione di Giacinto Di Pietrantonio e modulato per nuclei tematici ben connessi, esaminati in cicli di mostre dal taglio sperimentale. Parole d’ordine: valorizzazione delle collezioni, vocazione alla ricerca, attenzione al dialogo tra le discipline, sostegno ai talenti artistici e curatoriali emergenti, internazionalità, collaborazione tra istituzioni pubbliche e private.

La sorpresa più gradita è la realizzazione, nel prossimo triennio, di una serie di eventi nella Sala delle Capriate di Palazzo della Ragione. In estate, in particolare, diventerà una sorta di sede distaccata della Galleria. Il primo progetto pensato per questo spazio è Il diletto del praticante, la prima personale in una istituzione italiana, a quasi cinquant’anni dalla mostra torinese da Christian Stein, dello scultore americano Gary Kuehn, a cura di Giusti, che aprirà il 7 giugno, con una selezione di opere di grande formato. Parallelamente, lo Spazio Zero della Galleria ospiterà Enchanted Bodies/Fetish for Freedom, con 16 artisti internazionali, tra cui Tania Bruguera, appena nominata per la prestigiosa Turbine Hall della Tate Modern, e Danh Vō, e a cura di Bernardo Mosqueira, vincitore della nona edizione del Premio Lorenzo Bonaldi per l’Arte.

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Sempre in estate, il secondo piano della Gamec ospiterà il primo appuntamento de La Collezione Impermanente, piattaforma espositiva e laboratoriale sul patrimonio artistico, sul collezionismo e sulle politiche istituzionali di acquisizione, un progetto di ricerca propedeutico all’apertura della nuova sede del museo, prevista per il 2022. Il lancio della piattaforma sarà affidato all’artista rumeno Dan Perjovschi, invitato a progettare una provocatoria campagna pubblicitaria per gli spazi cittadini e per i canali social.

E dall’autunno…. A ottobre sarà presentato il primo capitolo del progetto pluriennale, ideato da Lorenzo Giusti e sviluppato insieme a Sara Fumagalli, con la consulenza scientifica di BergamoScienza, che metterà in dialogo storici dell’arte, curatori, filosofi e scienziati. Si parlerà di materia, tra scoperte scientifiche e teorie estetiche, con la dovuta trasversalità. Black Hole. Arte e matericità tra informe e invisibile, aprirà il 4 ottobre e sarà la prima delle tre mostre in programma.

Programma di ricerca. A partire dal 2018, e per il prossimo triennio, sarà attivo un nuovo programma di ricerca, coordinato da Anna Daneri con Alessandro Bettonagli e Lorenzo Giusti. Meru Art*Science Research Program – questo il nuovo format – finanzierà ogni anno la ricerca di un artista individuato dal comitato scientifico, composto dai rappresentanti delle tre istituzioni insieme a partner internazionali, e la realizzazione di un intervento «site specific» per lo Spazio Zero della Gamec, nell’ambito del progetto di mostre pluriennali sul tema della materia.

Il nuovo logo. L’avvio del nuovo corso della Gamec sarà caratterizzato dalla creazione di una nuova «corporate identity», con un logo e una veste grafica aggiornati che andranno a caratterizzare la comunicazione della galleria in tutte le sue declinazioni, coinvolgendo anche gli spazi espositivi, il cortile e la Piazza Carrara, recentemente riqualificata.

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