C'erano mille persone

Quando per vedere Vasco Rossi si pagavano 4.000 lire, ad Albino

Quando per vedere Vasco Rossi si pagavano 4.000 lire, ad Albino
Viva Bèrghem 03 Agosto 2018 ore 06:15
Foto di Fabio Gualandris

 

Trentasette anni nel campo della musica rock sono una vera e propria era geologica. Eppure tanti ne sono passati da quando un giovane e promettente cantautore si esibì in Bergamasca, esattamente ad Albino, prima di spiccare il volo verso l’Olimpo delle star più acclamate. Stiamo parlando, è evidente, di Vasco Rossi, che il 17 settembre 1981, agli albori della sua carriera, si esibì in concerto ad Albino.

Ad organizzare l’evento c’era allora Fabio Gualandris, vulcanico ideatore di eventi che l'anno scorso ha riproposto, sempre nel comune seriano, un’apprezzata riedizione del Drive In sul tetto di un supermercato. Uno che evidentemente “ci vede” e… restando in campo musicale “ci sente”. «Pensammo di organizzare in paese – ricorda Fabio - il concerto di un giovane rocker emergente, un certo Vasco Rossi. Aveva già all'attivo quattro LP (Ma cosa vuoi che sia una canzone, Non siamo mica gli americani, Colpa d'Alfredo, Siamo solo noi)». Era il Vasco di Alba Chiara, ma certamente e non ancora quello di Vita Spericolata, degli Spari Sopra, degli stadi esauriti e dei record di vendite.

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«Organizzammo il concerto del 1981 - aggiunge Gualandris - collaborando con la radio locale Albino Studio Lombardia. Lo storico volantino, composto ancora con i piombi in tipografia, è stato pubblicato anche sul volume antologico Vasco live edito da Rizzoli nel 2013 e fa parte dell’archivio della Associazione Culturale Lo Scoiattolo di Albino». Nessuna grafica particolare, solo un elenco di esercizi commerciali deputati a vendere i tagliandi d’ingresso (4.000 lire) e la rassicurazione esplicita, più di uno spot del nuovo millennio: «Questi negozi credono nei giovani e meritano la tua fiducia». Dal volantino si potrebbe ricavare che il concerto di Albino si sia tenuto in piazza San Giuliano, davanti alla chiesa parrocchiale. Ma non è così. «Fu una forma un po snob – ricorda Gualandris - per non dire che il concerto si sarebbe tenuto all'oratorio, nel campo sportivo a 7. Al concerto c'erano circa mille persone e al termine salimmo al Piajo di Nembro a mangiare una pizza con Vasco e la sua band. Abbiamo realizzato anche un’audiointervista informale che ancora custodisco gelosamente»

Curato dell’epoca era monsignor Emilio Zanoli, poi prevosto a Gandino e oggi a Cologno al Serio. «Fu felice di assecondare il nostro entusiasmo, anche se poi durante la serata molti cercarono di entrare scavalcando la recinzione, provocando qualche piccolo danno. All’indomani ipotizzammo di evitare in futuro ulteriori grattacapi con concerti nel campo. L’anno dopo la scelta cadde su un’altra star del momento, certamente meno spericolata: ad Albino arrivò Fra Cionfoli».

 

 

Nel 1983 il rock all’italiana del Blasco tornò in Bergamasca, ancora grazie a Fabio Gualandris e all’amico Marco Carrara, titolare della Ser Car Ristorazione. Il 15 maggio Vasco Rossi si esibì a Bergamo, sotto un tendone da circo (antesignano dei moderni palatenda) allestito sul piazzale-parcheggio dell’allora Città Mercato in via Carducci. Di quelle serate restano ricordi e la voglia di “spaccare” di allora, cristallizzata dalla patina vintage del tempo che passa. E delle emozioni che, indelebili, restano.