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La difficile convivenza con i residenti

Via Borgo Santa Caterina Il piano terra di Città Alta

Via Borgo Santa Caterina Il piano terra di Città Alta
Viva Bèrghem 07 Ottobre 2014 ore 19:57

Via Borgo Santa Caterina, 640 metri di storia diventati il secondo centro cittadino. Banche, fruttivendoli, cartolerie e panifici. Negozi di abbigliamento, di antiquariato e una farmacia. Ristoranti, fioristi, sarti, macellerie e persino un piccolo supermercato. Un rivenditore di polenta da asporto e, nauturalmente, l’immancabile “kebabbaro”, che si contende gli affamati dell’una di notte con quello presente in piazzale Oberdan. In Santa Caterina, dunque, non manca nulla e nulla è mai mancato, come si evince dalle preziose testimonianze che si possono raccogliere da abitanti over cinquanta, soprattutto nei momenti in cui la via “cambia”. Il fiorista di fronte alla Parrocchia chiude dopo un’attività decennale, mentre l’elettricista al capo opposto della via riesce a rimanere aperto, dopo altrettanti decenni, come testimoniano gli oggetti esposti in vetrina, orologi, sveglie e ferri da stiro, che sembrano invariati rispetto a vent’anni fa.

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In via Borgo Santa Caterina non sono mai mancati neanche i bar. Se siete di Bergamo o dintorni e avete tra i 18 e i 35 anni è altamente improbabile che, nel corso degli ultimi anni, non vi sia capitato di passare una serata a sorseggiare un drink o una birra media (con un rigoroso bicchiere in plastica) sul ciottolato del Borgo, presumibilmente servito da uno dei locali che lungo la via ne scandiscono i punti di ritrovo: (in ordine di apparizione, dal piazzale Oberdan a via Corridoni) il Crocevia, il Chiringuito, il Marika’sss, lo Shake, il Q e – più recente in ordine di apertura – il Doma Cafè. Due locali presenti da decenni, Reef, ex Atalan Bar, e Divina, sono ancora oggi molto frequentati. Otto bar di tendenza in meno di mezzo chilometro, due dei quali inaugurati nel 2014. Ciò ha contribuito a trasformare Santa Caterina da via relativamente tranquilla, ma comunque frequentata e apprezzata anche dai non residenti, alla ormai – famigerata per alcuni, apprezzata da altri – strada della movida.

La via è solo una parte del Borgo, anche se oggi parlare di Borgo è sinonimo di via Santa Caterina e basta. In senso più ampio il Borgo è confinato dalle vie Baioni, Suardi, Milazzo e Giulio Cesare, comprende diversi parchi (il Suardi, il Rosselli, il Codussi, il Lazzaretto e il Quartiere Finardi con le sue ville eleganti), servizi di pubblica utilità (vigili del fuoco, Questura di Bergamo, Provincia di Bergamo, Farmacie, A2A, Uffici Postali…), e punti di ritrovo legati ad arte e cultura (Accademia Cararra, GAMeC…). Documenti del XII secolo testimoniano che quest’area era un vico suburbano (cioè un borgo medioevale) sito all’esterno delle mura della città, difeso da fortini locati in posizione strategica. Grazie alla sua ubicazione, allo sfocio di Valseriana e Valbrembana, diventò un luogo di passaggio per mercanti e artigiani in viaggio verso la città, che ancora non lo comprendeva. Già allora gente di passaggio trovava ristoro nelle locande, caratteristica che, a guardarci bene, sembra essersi conservata fino ad oggi.

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Via Santa Caterina non vanta la presenza di attività commerciali pari o simili al centro vero e proprio di Bergamo. Gran parte dei negozi sono più simili alle botteghe dei paesi. Rispetto al centro di Bergamo, però, può vantare la presenza di una vera vita notturna. Le sere e durante le prime ore della notte di mercoledì, venerdì e sabato è Santa Caterina a essere il fulcro dell’animazione cittadina, ad attirare migliaia di giovani, includendo in questo termine un range di età compreso tra i quindici e i cinquant’anni che, fino a orari diversi, passeggiano, bevono, chiacchierano, approfittano dell’atmosfera e dei bar della via, per trascorrere una serata in compagnia. Da pochi anni a estate 2014, in spazi lasciati vuoti da negozi da anni, in bar già esistenti, latterie, parrucchieri cinesi, sono comparsi circa sette nuovi locali, di cui la maggior parte negli ultimi due anni e concentrati in mezzo alla via, all’altezza di via dei Celestini, che porta a uno dei quartieri più esclusivi della città, silenzioso, forse troppo, e addirittura reso zona a traffico limitato.

È avvenuto tutto nell’arco di pochissimo tempo, e con la velocità con la quale si deve muovere chi fiuta un affare e vuole assicurarsi un posto privilegiato per firnire divertimento ai ragazzi e giovani, la maggior parte dei quali fa presto a stancarsi di un locale ed è continuamente alla ricerca della novità. Grazie al consolidarsi della clientela dei primi locali, all’apertura del Crocevia, che ha permesso a Santa Caterina di aumentare il proprio richiamo e, definitivamente, grazie all’apertura del locale Shake, a metà della via, il numero di frequentatori è aumentato esponenzialmente nel corso di pochi mesi negli anni scorsi.Come si sa nessuno aprirebbe un locale in una zona scarsamente frequentata e dalle potenzialità di guadagno pressoché nulle. I veri fautori del successo del borgo sono infatti i suoi, più o meno giovani, frequentatori. Hanno intuito loro il potenziale della via, cogliendone il fascino ed eleggendola luogo di ritrovo privilegiato in Bergamo.

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In parte per gli stesso motivi che rendono Santa Caterina un luogo ideale da abitare, la via è anche una delle mete preferite dei giovani bergamaschi e dei paesi limitrofi. Lontana dall’atmosfera di abbandono serale del distretto “commerciale” di bergamo e a un tempo centrale. La via si trova infatti ai piedi del cuore antico di Bergamo. L’architettura è quanto di più lontano si possa immaginare dai capannoni delle discoteche fuori città, i lampioni arancioni le conferiscono una luce  piacevole, niente neon, scritte lampeggianti, ma solo campanili e vecchi portoni. È una Città Alta portata a livello terreno, con il conseguente vantaggio di non dover affrontare la salita a piedi che per molta gente sembra non valere la serata. Perché litigare per un parcheggio o salire in via Gombito a piedi, quando a due passi dal parcheggio dello Stadio si può sorseggiare un drink avvolti nell’atmosfera da città d’altri tempi di Borgo Santa Caterina? E, ancora, perché recarsi in un luogo isolato, in cui magari aspettare un’ora per essere serviti e dal quale si può “scappare” solo prendendo la macchina e macinando altri chilometri, quando si possono avere anche solo tre o quattro bar e locali, moderatamente diversi l’uno dall’altro, tra cui saltellare alla ricerca di nuovi cocktail e vecchi amici? In Santa Caterina, oltretutto, non bisogna neanche affrontare le rigidità dell’inverno bergamasco per uscire da un locale e trasferirsi in quello successivo: i suddetti locali, infatti, sono di dimensioni così ridotte da favorire l’aggregazione degli avventori all’esterno, a riscaldarsi l’un l’altro come in un affollatissimo presepe alcolico (o: notturno).

Ultimo, ma non meno importante, uno dei maggiori responsabili del successo di Santa Caterina: il prezzo delle consumazioni. I locali del Borgo sono specializzati nell’offrire un’ampia gamma di bevande a un prezzo contenuto. Quando la cifra viene resa addirittura inferiore rispetto alla media di quelle cittadine, strategia pubblicitaria ideale per attirare nuovi clienti e fidelizzare quelli già consolidati. L’ultimo ingrediente della ricetta è stato aggiunto, il successo di Santa Caterina servito.

 

borgo S Caterina ph Devid Rotasperti (14)