Un video per volare sulla tratta

Viaggio in drone sulla Brebemi

Viaggio in drone sulla Brebemi
23 Luglio 2014 ore 13:05

Nella mattinata di mercoledì 23 luglio, alla presenza del presidente del Consiglio Matteo Renzi, è stata inaugurata l’autostrada A35, la cosiddetta Brebemi che collega Brescia a Milano attraversando la Bassa bergamasca. I 62,1 chilometri di tracciato sono stati aperti al traffico dopo la cerimonia al centro di manutenzione di Fara Olivana. Oltre al premier erano presenti numerose autorità fra le quali il presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, e i ministri Maurizio Martina (Politiche Agricole) e Maurizio Lupi (Infrastrutture). I partecipanti all’evento sono stati circa 1500. Il taglio del nastro è avvenuto alle 13.10. È seguita la sfilata inaugurale, aperta dalle auto storiche della mitica “Mille Miglia”.

La cerimonia. Il premier Renzi è arrivato poco alle 11.38. All’inizio sono stati mostrati video istituzionali nei quali si sono ripercorsi gli oltre dieci anni di iter burocratici e i cinque di cantiere serviti per la realizzazione della nuova autostrada. Il primo intervento di saluto è stato quello del sindaco di Fara Olivana, Sabrina Severgnini. Dopo di lei hanno parlato il presidente della Provincia Ettore Pirovano, il presidente di Tangenziale esterna Spa Paolo Morerio, il presidente Anas Pietro Ciucci, il presidente di Brebemi Francesco Bettoni, il presidente del Consiglio di sorveglianza di Banca Intesa-San Paolo Giovanni Bazoli, l’assessore regionale alle Infrastrutture Alberto Cavalli, il presidente di Regione Lombardia Roberto Maroni, il ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi. Al termine ha preso la parola Renzi. Alle 13,10 il taglio del nastro con la benedizione del parroco di Fara Olivana. La Brebemi ormai è realtà.

Gli altri che c’erano. Alla cerimonia di inaugurazione, oltre alle autorità già citate erano presenti Maurizio Martina, ministro dell’Agricoltura, Raffaele Cattaneo, presidente del Consiglio regionale, Roberto Formigoni, ex presidente della Regione Lombardia, Giorgio Gori, sindaco di Bergamo, Beppe Prevedini, sindaco di Caravaggio, Paolo Malvestiti, presidente della Camera di commercio di Bergamo, Angelo Capelli e Mario Barboni, consiglieri regionali, Gianfranco Bonacina, presidente Bcc Treviglio, Valerio Bettoni, ex presidente della Provincia di Bergamo, Felice Sonzogni e Giuliano Capetti, ex assessori provinciali, e numerosi sindaci dei paesi della pianura. Tra gli altri, Eugenio Massetti (artigiani Lombardia), alcuni imprenditori bergamaschi che hanno lavorato all’opera come Cristian Vitali (Vita spa di Cisano), Emilio e Giacomo Pesenti (Gruppo Pesenti di Covo), Riccardo Nava in rappresentanza di Spider Linee Vita di Covo e infine il sindacalista Gigi Petteni, segretario regionale Cisl.

Due curiosità. Il sindaco di Fara Olivana non ha gradito l’assenza del nome del suo paese sui cartelli di uscita al casello di Romano di Lombardia. L’uscita è infatti sul territorio di Fara Olivana. Ha tuttavia aggiunto che le autostrade non segnalano paesi con meno di 5mila abitanti. Al termine della cerimonia, il presidente di Brebemi Francesco Bettoni è partito a bordo di un’auto delle Mille Miglia, con altre auto storiche al seguito. Dietro di loro una fila di camion con il logo degli autotrasportatori FAI.

Niente benzina. Unica nota stonata della nuova A35 è l’impossibilità di rendere operative da subito le due aree di sosta presenti sul tracciato, già ultimate, ma che non hanno trovato un gestore a causa dei margini di guadagno troppo risicati per quanto riguarda la gestione delle pompe di benzina. Per quanti percorrono l’autostrada non sarà quindi possibile, almeno nel primo periodo, né bersi un caffè, né soprattutto fare rifornimento. Una soluzione del problema è attesa per gennaio 2015.

 

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L’accordo sugli espropri. Sembra essersi risolta intanto, o almeno avviata a soluzione, una delle principali cause di malcontento legate alla realizzazione della Brebemi, ovvero l’accordo tra la società Brebemi s.p.a. e la Rfi (Rete ferroviaria italiana), realizzatrice del tratto di linea ferroviaria ad alta velocità parallela alla nuova autostrada, riguardante il pagamento degli espropri per il terreno compreso tra le due opere. Si tratta, secondo dati Coldiretti Bergamo, di 531.343 metri quadrati di terra, dal valore stimato di circa 10 milioni di euro, che erano, fino ad oggi, una vera e propria terra di nessuno perché inaccessibile ai coltivatori, sin dal 2012, ma non ancora espropriata e men che meno risarcita. Dopo lunghe trattative tra le due società, l’accordo è stato firmato proprio martedì pomeriggio a Palazzo Lombardia. Coldiretti Bergamo, attraverso un comunicato stampa, ha reso nota la propria cauta soddisfazione per il risultato raggiunto che viene definito di «buona volontà».

Gli indennizzi e la proprietà dei terreni. Coldiretti Bergamo ha sottolineato che fino ad oggi non sono stati ancora emessi i decreti di esproprio definitivi per la totalità dei terreni interessati dalla Brebemi e della Tav, ovvero 4 milioni e 792 mila metri quadrati. i decreti sono necessari per definire la proprietà dei fondi, che quindi legalmente appartengono ancora ai coltivatori, i quali si trovano nella condizione paradossale di non poterli sfruttare, ma di doverci pagare le relative tasse, ovvero IMU, IRPEF e il tributo di bonifica. I problemi aperti sono perciò ancora tanti: il 70 percento dei pagamenti degli espropri, per una cifra che ammonta a circa 3 milioni e mezzo di euro, non è ancora avvenuto.

Il presidente Coldiretti Bergamo Alberto Brivio ha specificato che «finché non verranno chiariti i tempi, le modalità e l’entità degli espropri e non si arriverà alla completa attuazione di tutti i passaggi previsti, Coldiretti eserciterà un’azione di attenta vigilanza, senza precludere nessuna azione, così come ha fatto finora, per garantire la tutela del mondo agricolo bergamasco». Nei giorni scorsi era stato programmato un presidio di protesta proprio in concomitanza con l’inaugurazione della Brebemi, ma l’accordo raggiunto oggi a Palazzo Lombardia, ha rasserenato gli animi, La speranza è che le istituzioni mantengano l’impegno di risolvere al più presto tutte le ultime criticità.

I numeri della Brebemi. Lungo i 62,1 km di tracciato, la A35 attraversa cinque province, Bergamo, Brescia, Cremona, Lodi e Milano, e ben 43 comuni, partendo da Ospitaletto fino a giungere a Melzo. La provincia orobica accoglie 26 chilometri del tracciato, con 10 comuni interessati: Calcio, Antegnate, Covo, Fara Olivana, Fornovo San Giovanni, Bariano, Caravaggio, Treviglio, Calvenzano  e Casirate D’Adda. I caselli sono sei (Chiari Ovest, Calcio, Romano di Lombardia, Bariano, Caravaggio e Treviglio) mentre due sono i caselli di esazione, Chiari Est e Liscate. Proprio da quest’ultimo punto, la Brebemi si congiungerà alla Tangenziale Esterna Milanese (TEEM), il cui tratto di collegamento tra la nuova autostrada e le provinciali Cassanese e Rivoltana è stato inaugurato lunedì 21 luglio ed entrerà in servizio contestualmente alla A35. All’altezza di Treviglio è previsto il collegamento tra la Brebemi e la futura Pedemontana. Sulla Brebemi sono previste 4 aree di servizio, due a Chiari e due nella bergamasca, denominate Caravaggio nord e Caravaggio sud, che entreranno in funzione più avanti. Le corsie saranno, da Ospitaletto a Treviglio, due per senso di marcia, seppur siano stati predisposti i lavori per un ampliamento a tre corsie, già presenti nell’ultimo tratto.

Nella realizzazione dell’opera è stato svolto un importante sforzo ingegneristico: 2 gallerie, 4 viadotti sui fiumi Oglio, Serio, Adda e Muzza e, soprattutto, ben 15,1 km di barriere acustiche per un totale di 64mila metri quadri di pannelli fonoassorbenti. Lungo i 62,1 km della Brebemi si attraversano cinque parchi e svariate zone agricole. Coldiretti Bergamo ha stimato in 2 milioni e 640 mila i metri quadrati di terreno espropriato agli agricoltori per la realizzazione dell’autostrada, con oltre cento aziende coinvolte.

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