Viva Bèrghem
L'associazione Terra-Uomo

ZafRanga, lo zafferano di Ranica che ha dietro idee importanti

ZafRanga, lo zafferano di Ranica che ha dietro idee importanti
Viva Bèrghem 27 Agosto 2016 ore 10:40

Immaginate di leggere per caso un articolo che stuzzica il vostro interesse, che racconta di come alcune persone abbiano formato un’associazione e abbiano deciso di coltivare, vendere e promuovere il Crocus sativus, ovvero lo zafferano. Immaginate che queste persone chiamino il loro prodotto ZafRanga, poiché questo prodotto nasce e cresce nei territori di Ranica. E, infine, immaginate di non trovare nessun riferimento telefonico o epistolare di questa famigerata associazione Terra-Uomo e di dover contattare Leopoldo Sofisti, il titolare dell’Osteria Dal Giorgio di Ranica, dove queste persone si riuniscono ogni giovedì sera per cenare e disquisire, e di essere dunque invitati a unirvi al gruppo per parlare di questa attività agricola. Ovviamente voi siete certi, aldilà di ogni ragionevole dubbio che il prossimo giovedì sera vi troverete di fronte uno spettacolo simile al celebre capolavoro di Van Gogh, I mangiatori di patate, dove dei contadini sono intenti a consumare il loro pasto serale a base di patate.

 

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Il pensiero (profondo) dietro l'azione. Dimenticate tutto ciò. In primis troverete degli amici, alcuni legati sin dall’infanzia, altri più recenti. Non troverete dei contadini, bensì un’eterogenea tavolata di uomini impiegati nella finanza e nell’imprenditoria o liberi professionisti, dall’architetto, al tornitore o all’ingegnere. Qualcuno vi citerà Stefano Benni, un altro Bauman e altri ancora Edgar Morin, e dunque capirete che non siete affatto capitati tra semplici lavoratori della terra, ma tra lavoratori di idee.

E così questa compagine segue nella vita di tutto i giorni il pensiero di Morin, secondo cui «occorre provare a tracciare un percorso al contempo utopico e realistico per invertire la tendenza. Non solo il cambiamento è possibile, ma è di fatto già iniziato, grazie a numerose piccole iniziative locali. Iniziative che è necessario federare per creare una massa critica irreversibile. All’origine dei grandi cambiamenti ci sono sempre delle singole azioni. Quello che occorre è la coscienza della crisi e la volontà politica del cambiamento. Se c’è tale volontà, allora si trovano i mezzi necessari per evitare la catastrofe».

Il loro trovarsi significa l’impegno, il desiderio, la voglia, nonché la fatica di esser pronti a reinventarsi per creare una resistenza umana nell’ottica di una nuova visione del mondo, svincolata dal consumismo, basata sulla speranza e senza strappi alle radici storiche.

 

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Il temporary store solidale. Nel 2012 Terra-Uomo ha aperto un negozio di abiti griffati al chilo, il Temporary Shopping cheap&chic&philantropic, il cui ricavato è stato destinato a progetti volti ad aiutare persone in difficoltà. Con gli stessi fini ultimi di aiuto e sostenibilità sociale, l’anno dopo, a quello a peso è seguito un negozio S.O.S.peso: per tutto il mese di Dicembre il locale si è trasformato in un parco giochi piuttosto alternativo, in cui non si acquistava merce bensì colpi a suon di cannuccia che, funzionando come una cerbottana, faceva scoppiare uno delle centinaia di palloncini a terra e sul soffitto contenenti uno o più paia di calze da donna, precedentemente ritirate in stock da un commerciante a prezzo di favore. L’idea ha trovato una realizzazione ancor più alternativa in favore degli Amici della Pediatria dell’ospedale di Bergamo: il principio era il medesimo, scoppiare dei palloncini, al cui interno però si trovava un giocattolo non destinato a chi lo scovava, ma, previa inscindibile promessa, da portare a un degente della pediatria.

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ZafRanga, lo zafferano. E infine è arrivato lo ZafRanga, senza un perché preciso. Di certo, non c'è nessun intento economico o di guadagno, bensì l’esigenza di una totale controtendenza rispetto alle regole e alle logiche del mercato. Così, nel 2014 due membri si sono occupati di impararne l’arte della semina, della coltura e della cura, partendo da 150 bulbi. Dove piantarli? Nell’incertezza di sbagliare terreno, 20 non andarono oltre i vasi su un terrazzo, 30 trovarono riparo tra le colline di Scanzorosciate, mentre tutti gli altri si accomodarono in un orto alle pendici del Colle di Ranica. I primi a sbocciare furono i germogli casalinghi e, non molto tempo dopo, fu il momento anche di quelli a terra, per un quantitativo totale di 0,15 grammi in pistilli, che valsero un gran bel risotto da gustare in compagnia.

Il risultato, anche se esiguo, infiammò gli animi e valse l’acquisto di un podere di un chilometro quadrato sempre a Ranica, ma all’opposto rispetto al terreno originario di semina. A questo giro, il terreno dei nuovi bulbi, stavolta 10mila, fu nutrito con concime stallatico e con azoto proveniente dalla semina di leguminose. L’inventiva di Terra-Uomo non si fermò lì: il bulbo dello zafferano va interrato a una profondità di circa 5/8 cm e perciò è necessario creare un buco abbastanza profondo da poter accogliere e far germogliare la pianta; venne dunque brevettato uno strumento in ferro che permetteva di scavare 18 piccoli solchi contemporaneamente. Poi, il 24 ottobre 2015, il primo fiore sbocciato: al termine del raccolto, i fiori furono circa 13mila, per un totale di 100 grammi di stimmi essiccati.

 

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Le collaborazioni d'eccellenza e i prodotti. Quest’anno i bulbi sono stati ben 60mila e la soddisfazione ha stimolato ulteriormente i progetti degli amici di Terra-uomo: dato l’uso così versatile del Crocus, hanno pensato di coinvolgere degli esperti per speculazioni gastronomiche degne di nota. Collaborazione impareggiabile è stata quella con lo chef Cerea, che l’ha elevato a ingrediente d’eccellenza del suo risotto alla milanese. La Pasticceria Cortinovis di Ranica sta collaudando un boero con lo zafferano, di ardua realizzazione a causa della difficoltà nel trovare la giusta alchimia tra il cioccolato e il gusto così peculiare e robusto del Crocus, mentre la gelateria Moreneta ha sperimentato il gelato al gusto di ZafRanga e noce moscata. La signora Adriana ha invece dato vita a un formaggio caprino elitario (giacché prodotto in maniera del tutto naturale da una quindicina di caprette ranichesi) e particolarissimo (perché presenta un buco al centro, in modo tale da avere sempre fette per…fette), cui ha aggiunto lo zafferano nell’impasto: il risultato, seppur ‘grandioso’ a detta dei fortunati che l’hanno assaggiato, non è mai uscito dalle tavole di Terra-Uomo, sia perché le caprette di Adriana non possono certo produrre tonnellate di latte in ogni momento dell’anno, sia perché la golosità dei membri non sembra essere qualcosa che essi tengono nascosto! Un’occasione aperta a tutti per assaggiare il risotto allo ZafRanga è richiederlo il giovedì sera all’Osteria “Dal Giorgio”, in via Borgosale al civico 1, e Leopoldo sarà lietissimo di prepararvelo.

Sabato sera alla notte bianca. Ultima occasione da segnalare, sabato 27 agosto 2016, durante la Notte Bianca di Ranica, cercate lo stand di ZafRanga: sono infatti in vendita i vasetti di crocus, con all’interno tre bulbi che attendono solo di sbocciare. Ovviamente potrete anche richiedere una delle confezioni create ad hoc per accogliere i pistilli e i petali dei fiori di zafferano, ottimi per essere messi in infusione e creare una tisana dall’inimitabile sentore di ZafRanga. Come in ogni iniziativa, il ricavato, tolte le spese, verrà devoluto a chi ne ha bisogno: quindi un acquisto che apporta un doppio guadagno perché è sia buono da mangiare, sia buono per fare del bene.

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