C’è stato un tempo in cui il cuore della “movida” – termine abusato e forse improprio, ma in grado di rendere bene l’idea – di Bergamo era Borgo Santa Caterina. Per circa due decenni, lo storico quartiere della città è stato l’unico, vero punto di ritrovo per ragazzi e ragazze grazie ai suoi tanti locali.
Ovvia conseguenza, il braccio di ferro tra i titolari delle attività e i residenti: da un lato, la legittima volontà dei primi di valorizzare il proprio lavoro; dall’altro, la comprensibile richiesta dei secondi di poter riposare in santa pace ed evitare spiacevoli incontri serali con gente un po’ su di giri (eufemismo). Svariate amministrazioni hanno provato a trovare il giusto compromesso tra le due posizioni, ma nessuna ci è realmente riuscita. Soltanto dopo il Covid le cose sono cambiate.
Non più solo il Borgo d’Oro
La mappa del divertimento cittadino è molto cambiata negli ultimi sei anni. Borgo Santa Caterina resta un centro importante della cosiddetta movida, ma non è più l’unico. E certo sono lontani i giorni – anzi, le sere – in cui la via veniva presa d’assalto da orde di giovani. Ora anche il centro di Bergamo è diventato più vivo e frequentato che mai, soprattutto da giovanissimi.

Lungo l’asse (e dintorni) che va da piazza Pontida a piazzetta Santo Spirito, sono tanti i locali che si sono costruiti una solida clientela da week-end. E se, in alcuni casi, si tratta di aree poco residenziali (come il Sentierone o piazza della Libertà), in altri, con l’arrivo della movida, sono giunti anche i consueti problemi di convivenza con chi in quelle vie ci abita.
Schiamazzi e tensioni
Emblematico il caso della centralissima via Sant’Orsola, dove – stando a quanto raccontano i residenti e alcuni commercianti – la situazione, da un paio di anni a questa parte, è diventata insostenibile. L’età degli avventori dei locali della strada è sempre più bassa e parallelamente pare essersi abbassato anche il rispetto delle più banali norme di civiltà.

Così, soprattutto nei fine settimana, «attraversare la via per una passeggiata o anche solo per rientrare a casa è diventato impossibile, o quantomeno molto complicato», racconta un residente.
Se per i titolari di negozi il principale problema è legato alla sporcizia che gli avventori (…)