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Borgo d'oro

Movida in Borgo Santa Caterina: le critiche di un esercente e la nostra risposta

La critica dopo l’articolo pubblicato sul settimanale la scorsa settimana in cui si esprimevano considerazioni negative di alcuni residenti

Movida in Borgo Santa Caterina: le critiche di un esercente e la nostra risposta
Attualità Bergamo, 16 Aprile 2022 ore 09:16

Pubblichiamo ampi stralci di una lettera inviataci da Simonmattia Riva, un esercente di Borgo Santa Caterina, in seguito all’articolo apparso sul nostro giornale venerdì 8 aprile e riguardante la movida nel quartiere. Successivamente, anche la risposta del nostro giornalista autore del pezzo.

Buongiorno,

mi permetto di contattarvi per esprimervi tutto il disappunto e scoramento che ho provato leggendo l'articolo “Borgo Santa Caterina: archiviato il Covid tornato il baccano” a firma Wainer Preda. Chiarisco subito che sono il titolare del Beer Garage, un piccolissimo locale dedicato alle birre artigianali e di qualità che si trova al civico 36/B di Borgo Santa Caterina quindi l’articolo ha indubbiamente toccato i miei interessi e i miei sentimenti ma prima che chiunque venga a contestare questa mia visione “di parte” invito a contattare la Polizia Locale, la Questura e i Carabinieri e verificare quanti verbali e contestazioni siano stati mossi negli anni al mio locale: la risposta è “zero” ed è la stessa per la stragrande maggioranza dei locali presenti in Borgo. (...)

Ma veniamo al merito dell'articolo: per quel poco di comunicazione e giornalismo che ho studiato e pratico, mi è sempre stato insegnato che i fatti e le notizie vanno riportati con esattezza e precisione (le famose “cinque W”) e tenuti ben distinguibili dalle opinioni dell'autore o dell’intervistato. Ebbene, la notizia, che nessuno intende negare o occultare, era la seguente: nella serata di sabato 2 aprile vi è stato un disdicevole episodio che ha recato disturbo alla quiete pubblica (e anche al lavoro degli altri locali) accaduto all’esterno di un solo locale di Borgo Santa Caterina.

Le regole della cronaca vorrebbero quindi che si raccontasse cosa è successo, a che ora, quante persone sono state coinvolte, quali sono state le conseguenze e se, comprensibilmente, non si fa il nome del locale coinvolto, e che si specificasse che il problema ha riguardato un solo esercizio commerciale. Nessuna cronaca dettagliata si trova nell’articolo di Preda, peraltro di una settimana successivo ai fatti, ma solo opinioni per giunta poco ancorate alla realtà. (...)

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Gentile Signor Riva,

converrà con me che il giornalismo è un mestiere straordinario, perché c’è sempre qualcuno che, quando non condivide quello che scrivi, ha la pretesa di darti lezioni su ciò che dovresti scrivere. Ma tant’è, dopo 25 anni passati sulla strada, alla fine c’ho fatto il callo. Detto questo, rispondo alle sue osservazioni. Punto primo: nessuno contesta le sue buone intenzioni, il suo lavoro, la regolarità di tutte le pratiche che mette in atto nel suo esercizio commerciale e i tentativi di convivenza con il quartiere. Del suo locale, come di altri. Ma mi lasci dire che l’argomento dell’articolo non era “come vanno le attività economiche della movida”, bensì come i residenti di Borgo Santa Caterina vivono la notte, in tempi recenti.

L’articolo citava un episodio che peraltro neanche lei nega. E non lo negano nemmeno gli agenti intervenuti sul posto. Ebbene, i residenti della via l’hanno visto e raccontato al sottoscritto. E il sottoscritto, dopo le opportune verifiche, l’ha semplicemente riportato. Non era una cronaca postuma di quell’evento. Ma il termometro di una situazione che sta suscitando apprensione fra le persone anziane che vivono nel Borgo: tante, a dire il vero. E che mi sono permesso di ascoltare. Di quelle ho riportato le testimonianze. Avrei forse dovuto scrivere che nonostante l’intervento di poliziotti e vigili, i residenti riposavano beatamente? Negando ciò che mi è stato raccontato da chi non ha dormito per il resto della notte o da chi si è svegliato col cuore in gola dallo spavento?

Punto due: “I locali costellano la via”. Mi sembra innegabile. Sono una ventina solo in via Santa Caterina, controlli anche lei. Gli imprenditori di solito vanno dove c’è clientela ma, non facendo il suo mestiere, non mi permetto di contraddirla. (...)

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