Dura presa di posizione

“Zona rossa” in Piazza Sant’Anna? «Sarebbe la morte del quartiere, la politica non cerchi visibilità»

Il Comitato Noi Bergamo Insieme respinge la proposta avanzata dal leghista Carrara: «Un insulto al nostro lavoro di presidio sociale»

“Zona rossa” in Piazza Sant’Anna? «Sarebbe la morte del quartiere, la politica non cerchi visibilità»

«È inaccettabile che un rappresentante delle istituzioni depositi ordini del giorno e rilasci interviste shock senza aver speso un solo minuto a consultare chi la Piazza la vive, la abita e la tiene viva ogni giorno»: sono le parole, dure, che il Comitato Noi Bergamo Insieme, composto da cittadini residenti in centro città e in Borgo Palazzo, usa per commentare l’ordine del giorno presentato ieri (martedì 21 aprile) dal consigliere comunale Alessandro Carrara, della Lega, per chiedere l’istituzione di una “zona rossa” in Piazza Sant’Anna.

«Questa è politica fatta sulla pelle dei cittadini»

Il documento è stato depositato da Carrara dopo che, negli ultimi mesi, le segnalazioni di residenti e commercianti circa degrado e microcriminalità nel cuore del quartiere di Borgo Palazzo si sono moltiplicate. Episodi di accattonaggio molesto, spaccio e consumo di sostanze stupefacenti hanno trasformato Piazza Sant’Anna – un tempo punto di ritrovo prediletto per gli anziani, sottolineano i residenti – in un’area di disagio.

Da qui la decisione di Carrara di farsi portavoce a Palazzo Frizzoni di questo malessere. Un “ruolo”, però, che ora viene contestato dal Comitato. Che punta il dito proprio contro il leghista: «La politica dei “titoli sui giornali” fatta sulla pelle dei cittadini è un insulto al nostro lavoro di presidio sociale».

«La “zona rossa” è la morte del quartiere»

Secondo il gruppo di cittadini, «la “zona rossa” è la morte del quartiere. Proporre recinti e restrizioni significa massacrare il commercio locale, che è l’unico vero antidoto al degrado; ghettizzare i residenti, trasformando una piazza storica in un fortino sorvegliato; dichiarare la resa dello Stato, ammettendo di non saper gestire la sicurezza se non vietando l’accesso ai cittadini onesti».

Il direttivo del Comitato conclude: «Se il consigliere cerca visibilità, la cerchi altrove. Noi non permetteremo che Piazza Sant’Anna venga trasformata nel “caso disperato” di Bergamo per qualche voto in più. La sicurezza si fa con gli investimenti, con l’illuminazione e con il sostegno a chi tiene aperte le saracinesche, non con i nastri della polizia. Invitiamo ufficialmente il consigliere a uscire dal palazzo e venire a spiegare ai padri di famiglia e ai commercianti del Comitato perché dovremmo accettare di vivere in un ghetto. Fino ad allora, la sua proposta per noi resta carta straccia».

Le battaglie del Comitato

Il Comitato Noi Bergamo Insieme è nato l’anno scorso per denunciare, in particolare, la difficile situazione in cui si trova via dei Cappuccini, sede della mensa dei frati, e per chiedere alle istituzioni maggiori azioni contro il degrado e l’incuria. Nel tempo, ha ampliato il proprio raggio d’azione ad altre zone del centro città, compreso Borgo Palazzo. Lo scorso ottobre, il Comitato – insieme ad altri gruppi di cittadini di altre aree di Bergamo – è stato promotore della manifestazione per avere più sicurezza. Mai, in questi mesi, ha però chiesto l’istituzione di “zone rosse”.