Adesso che l’obiettivo Conference League è solo da formalizzare, l’Atalanta di Palladino deve pensare a scendere in campo non soltanto per formalizzare questo risultato.
La stagione è agli sgoccioli, partecipare alla prossima edizione della terza competizione europea è comunque un risultato positivo visto come è andata l’annata (doppio allenatore, rendimento altalenante, tanti problemi e non sempre risolti), ma negli ultimi 180′ è fondamentale congedarsi al meglio con il tifo prima di voltare pagina.
Palladino e i suoi hanno appena vinto a Milano una partita importantissima per la classifica, il fatto che la Lazio abbia perso la finale di Coppa Italia e “sbloccato” l’opzione Conference per il settimo posto ha – di fatto – chiuso i giochi. Basterà non perdere domani (17 maggio) 3-0 in casa col Bologna. Ma ipotecare il settimo posto con un successo convincente o comunque una bella prestazione sarebbe molto diverso, per il presente e per il futuro.
Dato per molto probabile l’arrivo di Giuntoli come direttore sportivo, la scelta sull’allenatore non è ancora stata fatta. Ma a Palladino e ai suoi giocatori resta solo una carta in mano da giocare per il finale di campionato: massimo impegno, massimo risultato possibile e segnali importanti alla società.
I giochi ormai sono fatti, quello che conta è dimostrare che c’è voglia di onorare la maglia, di rispettare i tifosi. Cose che è sempre meglio ribadire sul campo e non soltanto a parole.