Parole e fatti

Sicurezza a Bergamo, tra numero di agenti e fondi qualcuno non la racconta giusta…

Lo Stato dice che gli organici sono adeguati, ma in giro ci sono poche volanti e si è chiesto aiuto a Milano. I nostri parlamentari...

Sicurezza a Bergamo, tra numero di agenti e fondi qualcuno non la racconta giusta…

Oneri e onori. Quando amministri una città sei il primo “contatto” istituzionale per la popolazione. Il primo a cui arrivano i complimenti (pochi) e le critiche (tante). Anche quando i meriti e le colpe non sono tue. Fa parte del gioco, si sa. E certo non è facile far passare il messaggio che certe competenze non sono tue, che ci sono limiti di bilancio, arzigogolate norme da rispettare, confini legali che non si possono superare. Se a questo aggiungi gli spesso avvilenti contrasti politici… È comprensibile, dunque, le difficoltà che il Comune di Bergamo si sta trovando ad affrontare sul tema sicurezza.

Alle situazioni di degrado acuitesi in diversi quartieri della città durante gli ultimi due anni – figlie anche, se non soprattutto, di un peggioramento delle condizioni economico-sociali complessive – si è aggiunta la raffica di spaccate di cui da un mese a questa parte è stata vittima soprattutto la zona centrale di Bergamo e che ha fatto traboccare il vaso della pazienza di tanti commercianti. Mentre nell’agone politico il dibattito s’è presto spostato sulla ricerca dei colpevoli (che ovviamente sono sempre dalla parte opposta della barricata), quel che le persone chiedono adesso sono risposte concrete. Ché prevenire sarebbe meglio di curare.

Si fa quel che si può

In tal senso, è difficile dire che Palazzo Frizzoni non stia facendo il suo. Nell’ultima settimana la “squadra” della polizia locale s’è ulteriormente allargata con l’ingresso di sei nuovi, giovani ufficiali. I neoassunti avranno incarichi di coordinamento in alcuni ambiti strategici del corpo, che spaziano dalla sicurezza urbana alla protezione civile, dalla presenza nei quartieri alla gestione operativa e tecnologica dei servizi.

Sul fronte commercianti, invece, il 26 maggio è stato pubblicato il nuovo avviso pubblico per la concessione di contributi destinati alle attività cittadine che investono in sistemi di sicurezza e prevenzione contro furti, rapine e atti vandalici. La misura mette a disposizione complessivamente sessantamila euro a fondo perduto, il doppio di quanto previsto gli anni precedenti, che era pari a trentamila euro.

Quest’ultima misura è stata decisa dopo il confronto con il Distretto urbano del commercio (Duc), da cui è nata anche la decisione di attivare e orientare due pattuglie di vigilanza privata nell’area centrale della città, così da garantire un pattugliamento più numeroso e un monitoraggio più attento durante le ore notturne.

A tutto questo si aggiunge l’approvazione, a metà maggio, del “Patto per la Sicurezza Urbana 2026”, attraverso il quale l’Amministrazione ha stanziato un piano di investimenti per l’ampliamento e l’ammodernamento della rete di telecamere cittadine collegate direttamente con le sale operative delle forze dell’ordine. Si parla di 36 punti di ripresa in aggiunta a quelli già presenti (600 telecamere e 201 punti di osservazione).

Cosa fa lo Stato?

Basterà? Probabilmente no, ma è una risposta. Soprattutto considerando che ordine pubblico e sicurezza sono materie di competenza statale. Perché polizia di Stato e carabinieri non rispondono a sindaca e assessori, ma al questore e al prefetto. Che, a loro volta, rispondono a Roma. Una domanda giusta e legittima, dunque, è: ma in questa situazione, lo Stato sta facendo qualcosa? (…)

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