era gravissimo

Non ce l’ha fatta Aboubacar, sedicenne inghiottito dal fiume Adda a Canonica

Il giovane, originario della Costa d'Avorio e residente a Pontirolo, si era immerso lo scorso 19 giugno, restando incastrato tra le rocce

Non ce l’ha fatta Aboubacar, sedicenne inghiottito dal fiume Adda a Canonica

È spirato all’ospedale Papa Giovanni di Bergamo nella notte tra martedì 30 giugno e mercoledì 1° luglio Aboubacar Sidibe, sedici anni originario della Costa d’Avorio e residente con la famiglia a Pontirolo, che il 19 giugno scorso è stato inghiottito dal fiume Adda tra Canonica e Vaprio d’Adda, in cui si era immerso per trovare un po’ di refrigerio dal caldo estremo. A riportarlo a riva era stato un giovane bagnante, ma le sue condizioni sono purtroppo risultate fin da subito gravissime.

Ha lottato per giorni in terapia intensiva

Aboubacar, lo scorso 19 giugno, si trovava con gli amici in riva al fiume Adda, in una zona conosciuta come “Pradel”, ai piedi del ponte che separa Canonica da Vaprio d’Adda. Forse per cercare refrigerio, come riportano i colleghi di PrimaTreviglio, il sedicenne ha deciso di immergersi nel fiume. Ancora non è chiaro il motivo, ma dopo aver percorso pochi passi il giovane si è trovato in difficoltà: è rimasto incastrato tra alcune rocce senza riuscire a riemergere.

Gli amici, accortisi della situazione, hanno iniziato a urlare per richiamare l’attenzione degli altri bagnanti. Un giovane è accorso sul posto ed è entrato in acqua per salvarlo: ha affettato la gamba del sedicenne, che affiorava dall’acqua, e lo ha trascinato a riva. Le sue condizioni sono apparse fin da subito disperate: il giovane, stando al racconto dei testimoni, era rimasto sott’acqua per diversi minuti.

Sul posto sono arrivati un’ambulanza, l’elisoccorso e i vigili del fuoco di Treviglio. Immediatamente era stato trasportato all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo e ricoverato in terapia intensiva, dove ha lottato tra la vita e la morte per diversi giorni. Purtroppo, nella notte tra martedì e mercoledì, il tragico epilogo: il giovane Aboubacar è spirato.

Sconvolta la comunità di Pontirolo, dove il giovane viveva con la famiglia. Chi lo conosceva, ha lanciato una raccolta fondi per aiutare i familiari a sostenere economicamente il trasferimento della salma in Costa d’Avorio, suo Paese d’origine. Anche l’amministrazione comunale, con il sindaco Erika Bertocchi, ha espresso il proprio cordoglio per la terribile tragedia.

«Siamo tutti profondamente turbati dalla notizia, perché tutti noi eravamo aggrappati alla speranza che la vicenda potesse avere un epilogo diverso – ha commentato la prima cittadina – Purtroppo queste sono tragedie che vorremmo non accadessero mai, e sono ancora più dolorose quando a spezzarsi è la vita di un ragazzo di soli sedici anni. Credo che in questo momento la comunità possa solo stringersi con rispetto intorno al dolore della famiglia. Da parte mia e dell’amministrazione comunale voglio esprimere cordoglio e vicinanza ai famigliari e agli amici che stanno affrontando questo dolore».

Nel fiume Adda c’è il divieto di balneazione

In quel tratto di fiume, così come per tutto il fiume Adda, vige il divieto di balneazione. Nelle scorse settimane il sindaco di Canonica, Paolo Arcari, con gli amministratori dei Comuni che affacciano sulle sponde dell’Adda, aveva firmato un’ordinanza che vieta i tuffi in tutti i corsi d’acqua all’interno del territorio comunale. Una misura adottata per via dei numerosi incidenti, spesso mortali, che ogni anno si verificano tra le acque del fiume.

Già nel solo mese di giugno si contano diversi incidenti avvenuti in Bergamasca. Un 57enne di Vaprio è morto dopo essere sprofondato in una buca di cinque metri, a valle della diga Sant’Anna di Canonica; un altro 19enne ha perso la vita nel lago d’Iseo, a Pisogne; un 28enne ecuadoriano è stato trascinato via dalla corrente e ritrovato, successivamente, senza vita.