Peccato...

Gila piaceva, ma ha scelto il Milan. Una trattativa che dà diverse indicazioni sul mercato

A convincere lo spagnolo un ingaggio decisamente più alto di quello che avrebbe preso a Bergamo. La Dea vira su altri nomi per la difesa

Gila piaceva, ma ha scelto il Milan. Una trattativa che dà diverse indicazioni sul mercato

L’Atalanta aveva messo nel mirino il difensore Gila della Lazio. La forbice tra chi sostiene che alla Lazio è stata recapitata un’offerta da 22+3 milioni e chi invece parla di semplice interessamento esiste, probabilmente la verità sta nel mezzo.

A sparigliare le carte è arrivata al giocatore una proposta di ingaggio che può toccare i 5,5 milioni l’anno per 5 anni. Dal Milan. Fanno 27,5 milioni netti, 55 lordi. Più i 25 abbondanti che vuole la Lazio per il cartellino (il 50 per cento andrà al Real Madrid). Un investimento da 80 milioni di euro in 5 anni.

A queste cifre, soprattutto per l’ingaggio, l’Atalanta non vuole arrivare. Restano però alcune indicazioni importanti.

Primo: la Dea, senza la Champions, ha meno appeal del Napoli (che la gioca) e del Milan (che è il Milan). Quindi l’Atalanta non è stata beffata, semplicemente avrebbe pagato quello che chiedeva Lotito, ma il ragazzo non ha aperto al passaggio a Bergamo. Succede, mica tutti sono “atalantacentrici” e ci sta che l’ambizione, nonostante Sarri, sia quella di indossare una maglia gloriosa. Guadagnando il triplo di quanto incassa ora a Roma.

Secondo: il nome di Gila era uno di quelli attenzionati, non l’unico. Sarebbe stato un innesto importante? Certo, ma il ragazzo ha fatto altre scelte e ora bisogna muoversi sulle alternative. Che devono essere note a Zingonia, non ai giornali anche se possiamo spendere il nome di Kristensen (Udinese, classe 2002) che va attenzionato.

Terzo: la priorità sono due centrocampisti e un esterno se esce Bellanova (piace a molti, 20-25 milioni di valutazione), ad agosto magari Alajbegovic, ma l’idea della Dea è fare anche un difensore spendendo cifre importanti. Avanti, alla prossima trattativa.