aggiustamenti in corso

Quei cordoli gialli lungo la e-Brt preoccupano motociclisti e ciclisti. Ma per Atb «sono a norma»

Installati lungo la ex statale 525, delimitano la corsia riservata dei bus. Ma chi viaggia su due ruote li ritiene pericolosi

Quei cordoli gialli lungo la e-Brt preoccupano motociclisti e ciclisti. Ma per Atb «sono a norma»

Ultimi aggiustamenti per la nuova e-Brt che collega Bergamo e Verdellino, ma lungo il tracciato non mancano le discussioni. In particolare sull’installazione di nuovi cordoli gialli lungo alcuni tratti della ex statale 525, ritenuti pericolosi per motociclisti e ciclisti.

Tra segnaletica da completare e corsie ridisegnate, Atb ha precisato che gli interventi in corso rientrano nelle attività di finalizzazione del progetto, con l’obiettivo di rendere definitiva la segnaletica entro il 31 agosto.

Strisce cancellate? Nessun atto vandalico: è stata Atb

Lungo la ex statale 525 tra Bergamo e Lallio, le strisce che delimitano la corsia riservata al nuovo autobus elettrico sono state cancellate e ridisegnate (in bianco), spostandola di alcune decine di centimetri verso il centro della carreggiata per una lunghezza complessiva di 400 metri.

Nessun atto vandalico (come invece era accaduto qualche giorno fa): a intervenire, come riporta L’Eco di Bergamo, sono stati gli operai incaricati da Atb, impegnati nelle ultime notti proprio nel completamento della segnaletica. Quelle precedenti, ha spiegato l’azienda, erano ancora provvisorie. Queste linee sarebbero invece le definitive.

Operazione approvata anche dai commercianti della zona: con la precedente configurazione, infatti, la corsia degli autobus passava pericolosamente troppo vicina agli accessi di attività commerciali, recinzioni e cancelli. È bastato spostarla di qualche decina di centimetri per migliorare la situazione.

Non solo segnaletica orizzontale tra le modifiche apportate da Atb. Nei giorni scorsi sono stati installati anche due semafori che regoleranno l’uscita da alcune attività, tra cui il Re Caffè e uno degli accessi della ditta Autogomme. Soluzione che, come riporta Corriere Bergamo, non convince tutti i commercianti.

Resta inoltre il problema della sicurezza dei pedoni: in alcuni punti della strada, chi raggiunge le attività deve per forza di cose percorrere tratti troppo vicini alla carreggiata e alla corsia utilizzata dagli autobus.

Quei cordoli gialli pericolosi. Atb spiega: sono a norma

C’è, poi, la questione dei cordoli gialli rialzati e installati in alcuni tratti della ex statale 525, in particolare nella zona di Dalmine. La loro funzione è quella di separare fisicamente la corsia riservata all’e-Brt dal resto della carreggiata, per evitare che i veicoli privati invadano lo spazio destinato agli autobus.

Ma i motociclisti temono possibili conseguenze: per chi viaggia su una due ruote (biciclette incluse), questa soluzione potrebbe rivelarsi parecchio pericolosa, anche perché sono dipinti dello stesso colore delle corsie. Atb respinge le preoccupazioni, spiegando che i cordoli installati sono a norma.

Sono tuttavia in molti a credere che si tratti di una criticità da risolvere: non solo perché potenzialmente difficili da notare, ma anche perché la loro presenza stringe di fatto la corsia per chi deve, per forza di cose, viaggiare sulla carreggiata insieme alle automobili.

Sul tema è intervenuta anche Aribi, l’associazione per il rilancio della bicicletta. «Essere “a norma” non significa automaticamente essere sicuri in tutte le condizioni reali di circolazione? Un ciclista che percorre quella strada si trova già in una posizione delicata. Se un’automobile, un autobus o un mezzo pesante sopraggiunge da dietro e lo avvicina eccessivamente, il ciclista deve poter disporre di un margine di sicurezza e, in una situazione di emergenza, di uno spazio per una manovra evasiva. Con un cordolo rialzato accanto, questo spazio viene drasticamente ridotto».

«n cordolo che per un’automobile può rappresentare semplicemente un delimitatore, per un motociclista o un ciclista può trasformarsi, in caso di urto o manovra d’emergenza, in un elemento capace di provocare una caduta dalle conseguenze gravissime. È questo il punto che continuiamo a sollevare. Prima abbiamo denunciato il rischio di lasciare il ciclista in mezzo, tra la corsia riservata all’e-Brt e quella destinata al traffico ordinario. Ora, con l’introduzione di una separazione fisica, rischiamo addirittura di eliminargli una possibile via di fuga in caso di emergenza. Chiediamo che venga effettuata una valutazione indipendente della sicurezza di questa configurazione stradale, considerando espressamente gli scenari di rischio per ciclisti e motociclisti e coinvolgendo gli organismi competenti in materia di sicurezza stradale».