Pro e contro

Aeroporto di Orio, piano di sviluppo 2040: a parole tanti contrari. E quindi cosa si fa?

La possibilità che lo scalo raggiunga i 23 milioni di passeggeri da un lato è visto come un’opportunità, ma dall’altro come un grande problema

Aeroporto di Orio, piano di sviluppo 2040: a parole tanti contrari. E quindi cosa si fa?

Rilievi scientifici, dati sull’inquinamento, indagini epidemiologiche, zonizzazioni acustiche, dubbi e certezze, raccolte firme e flash mob (in corso mentre scriviamo) e tanti, forse troppi, «vorrei ma non posso». Il piano di sviluppo dell’aeroporto di Orio al Serio continua a far discutere.

Il dibattito sulla possibilità che lo scalo bergamasco raggiunga 23 milioni di passeggeri (circa 6 più degli attuali) nel 2040, da un lato, è visto come una grande opportunità, dall’altro come un enorme problema. Il guaio è che siamo ben lungi da una soluzione, nonostante di buone intenzioni sia lastricato il dibattito.

La nuova centralina passa all’Arpa

Nei giorni scorsi, intanto, Sacbo ha annunciato che la nuova centralina fissa per il monitoraggio dell’aria attorno allo scalo sarà affidata all’Arpa (l’Agenzia regionale per la protezione dell’Ambiente).

Alla presentazione dell’iniziativa c’erano il presidente di Sacbo, Giovanni Sanga, la sindaca di Bergamo, Elena Carnevali, l’assessore all’Ambiente, Oriana Ruzzini e il direttore di Arpa, Fabio Cambielli. La centralina in questione è quella installata in via Leagrange, a Colognola, operativa dal gennaio scorso. Realizzata da Sacbo con un investimento di 240 mila euro.

Dall’1 ottobre passerà ad Arpa, «il che consentirà (…)

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