I dati

Aeroporto, la centralina di Colognola passa all’Arpa: «Orio incide poco sull’inquinamento provinciale»

Particolato Pm10 e Pm 2,5 in progressiva riduzione. Critico l'ozono. La sindaca Carnevali chiede un monitoraggio anche sul Villaggio Sposi

Aeroporto, la centralina di Colognola passa all’Arpa: «Orio incide poco sull’inquinamento provinciale»

La nuova centralina fissa per il monitoraggio dell’aria attorno all’aeroporto di Orio al Serio sarà affidata all’Arpa (l’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente) Lombardia. È quanto reso noto nel pomeriggio di ieri (7 settembre) in una conferenza stampa nella sede di Sacbo, la società di gestione dello scalo bergamasco.

Presenti, oltre al presidente di Sacbo Giovanni Sanga, la sindaca di Bergamo, Elena Carnevali, l’assessora comunale all’Ambiente, Oriana Ruzzini, e il direttore regionale di Arpa, Fabio Cambielli.

La centralina in questione è quella già installata in via Leagrange, a Colognola, operativa dal gennaio scorso. È stata realizzata da Sacbo con un investimento di 240 mila euro. Misura Pm10, Pm2,5, ossidi di azoto, ozono, biossido di zolfo, monossido di carbonio e parametri meteo.

Dal 1° ottobre passerà ad Arpa Lombardia, «il che consentirà di avere rilevazioni continue inserite nella rete regionale e gestite da un soggetto terzo, con dati scientifici, puntuali e verificabili» ha detto Sanga.

Secondo quanto reso noto, i primi dati raccolti nel 2026 sarebbero in linea con le precedenti campagne di monitoraggio. Ora toccherà ad Arpa validarli e certificarli. Certo è che il quadro emerso dalle rilevazioni precedenti «non evidenzia, per Colognola, un legame diretto tra i picchi degli inquinanti e il traffico aereo», ha assicurato Cambielli.

La campagna condotta tra settembre 2024 e febbraio 2025 ha mostrato che per il biossido di azoto, i valori medi erano risultati simili a quelli della centralina di via Garibaldi. «L’analisi della fasce orarie, con punte alla mattina e alle 8 della sera, conferma che l’aeroporto centra ben poco con gli inquinanti, che sono derivati sostanzialmente dal traffico stradale», ha detto ancora Cambielli.

Le emissioni

Secondi i dati provinciale presentati, le attività aeroportuali dei mezzi di servizio e degli aerei contribuiscono poco al totale delle emissioni. Per gli ossidi di azoto, la quota attribuita al Caravaggio è stimata nel 5,7 per cento a livello provinciale e nel 10,3 per cento in città.

Per il Pm10, invece, l’aeroporto pesa sulle emissioni provinciali per lo 0,14 per cento. Mentre in città le emissioni del traffico stradale arrivano il 46,3 per cento.

«Nel complesso – ha precisato ancora Cambielli – il 2025 conferma un miglioramento per Pm10 e Pm2,5. Resta invece critico l’ozono».

Per questo, la sindaca Carnevali ha chiesto che oltre a Colognola il monitoraggio venga esteso anche al Villaggio degli Sposi. Sacbo si è detta disponibile al confronto. Nel frattempo continuerà a sollecitare le compagnie aeree per l’entrata in servizio di aerei di ultima generazione, meno inquinanti. Oggi sono il 37 per cento della flotta.