La frase chiave l’ha pronunciata la responsabile del progetto, Liliana Donato. In un’intervista a Radio Alta, la direttrice di Atb ha detto che «la e-Brt si è inserita in un quadro viabilistico che già prima era particolarmente trafficato». Ora, cosa abbia spinto i progettisti ad avventurarsi in una simile impresa, su un terreno già ostico, è materia per esperti e ci sfugge.
Certo è che le corsie preferenziali dei nuovi bus ecologici stanno mettendo a dura prova i nervi degli automobilisti. Mentre va decisamente meglio ai passeggeri e-Brt. La prima settimana di vero servizio dei bus ecologici ha visto «un incremento degli utenti. Sono stati 34 mila – ha rivelato Donato -. Con la riapertura delle scuole i passeggeri sono saliti del 71 per cento, le corse a 160 al giorno aumentando la frequenza specie al mattino, in modo che non si aspetti più di 2-3 minuti alle fermate».
Una crescita “naturale”, verrebbe da dire. A fronte però di pesantissime conseguenze sul traffico veicolare. Lunghe code specie in via Moroni, in Largo Tironi, in via Autostrada, in Malpensata e ripercussioni su tutte le strade del circondario, anche sui percorsi alternativi suggeriti dal Comune di Bergamo, interni alla città. I tempi di percorrenza si sono allungati e di parecchio.

Gli automobilisti segnalano incolonnamenti che superano la mezz’ora nelle ore di punta. E Google certifica la semi paralisi del traffico fra le 7.30 e le 9 nel quadrilatero più complicato: quello che va dalla Malpensata alla stazione. Il tratto più “odiato”, diventato ormai leggendario fra i dannati dell’auto, è quello che dal rondò passa davanti al parcheggio dell’ex gasometro e poi sotto il ponte ferroviario di via Bonomelli. Qui, all’incrocio con la nuova corsia e-Brt, l’ingorgo è diventato un’odissea.
Il Comune ha organizzato un tavolo tecnico con Atb e polizia locale per trovare correttivi. Soprattutto ai nodi più congestionati (…)