Rapporto Ispra

Altro cemento e altro asfalto in tutta la Bergamasca, poi ci si lamenta del caldo…

Il consumo di suolo è una follia che tutti denunciano, ma nessuno combatte veramente. E la politica autorizza

Altro cemento e altro asfalto in tutta la Bergamasca, poi ci si lamenta del caldo…
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di Paolo Aresi

È una tragedia che tutti denunciano, ma che nessuno combatte veramente: lo scorso anno l’asfalto e il cemento in Bergamasca si sono mangiati altri 129 ettari di terreno, che equivalgono più o meno a 180 campi di calcio regolamentari, a undici. E non lo dicono i pettegolezzi o i soliti ambientalisti: lo dice l’Ispra, ovvero l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale. Lo afferma nel suo rapporto annuale presentato a Roma il 25 ottobre.

Ed è una tragedia perché più cemento e più asfalto significano un continuo peggioramento del clima. Meno boschi e meno prati vogliono dire un innalzamento delle temperature, che in estate diviene drammatico. È un’esperienza che si può fare ogni giorno, basta passare da un parcheggio al sole a un parco alberato: la temperatura nel verde scende di due, tre gradi.

Ci si chiede: com’è possibile che la politica non intervenga bloccando il consumo di suolo? La politica, ovvero gli organi che decidono le grandi strategie della comunità nazionale e internazionale, oltre che bergamasca. A nessun livello sembra venire avanti una protezione seria della questione ambientale e climatica.

Basta fare un giro per la nostra città: in via Camozzi sono piovuti migliaia di metri cubi di cemento con la trasformazione dell’Italcementi (nemmeno la recinzione degli anni Trenta hanno lasciato. Avevano detto che era per lasciare spazio al verde: andate a vedere, sono quattro alberelli striminziti sul marciapiedi).

In via Ponte di Pietra al posto dell’Ismes sono cresciuti enormi condomini con una volumetria che, rispetto al passato, è di gran lunga aumentata. In via 24 Maggio un altro bosco sì, ma di palazzi, è sorto al fianco del vecchio ospedale. E persino in via San Tomaso, nell’area degli antichi orti, sono cresciuti due condomini che hanno preso il posto del verde.

E la situazione peggiorerà ancora se per caso verrà costruita la cosiddetta e famigerata Bergamo-Treviglio (…)

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