Il parere finale, vincolante, dell’VIII Commissione Ambiente del Parlamento arriverà entro il 6 gennaio, ma difficilmente cambierà le cose: l’ex senatrice bergamasca Alessandra Gallone sarà la nuova presidente dell’Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale), ente pubblico con compiti di monitoraggio, ricerca, controllo e supporto alle politiche ambientali nazionali.
Il suo nome è stato avanzato dal ministro dell’Ambiente, Gilberto Pichetto Fratin, per la quale Gallone ha svolto negli ultimi anni un ruolo di consigliera.
La nomina sta sollevando molte polemiche. Sarebbe la prima volta, infatti, di un politico di professione a capo dell’Ispra invece di un tecnico. Nasce proprio da questa evidenza il duro comunicato diramato nei giorni scorsi dal Pd bergamasco: «Non è una questione di nomi: Ispra è un ente tecnico-scientifico strategico per il Paese e deve restare tale. La scelta di affidarne la guida a una figura marcatamente politica si inserisce in una deriva del Governo che utilizza enti indipendenti come strumenti di equilibrio e compensazione politica, svuotandone progressivamente l’autonomia e l’autorevolezza», ha commentato il segretario Gabriele Giudici. Dello stesso parere anche il segretario dem cittadino, Alessandro De Bernardis.
Polemiche sono però arrivate anche a livello nazionale. Il 28 dicembre, durante l’audizione in Commissione Ambiente a cui Gallone ha partecipato, Angelo Bonelli, deputato di Avs, ha detto all’ex senatrice: «Mi immagino che per garantire l’indipendenza di Ispra lascerà anche Forza Italia».
Una provocazione che Gallone (…)