La battaglia

Nuovo impianto per rifiuti pericolosi a Calcinate: Seriate e altri otto Comuni alzano gli scudi

Il Comune aderisce al fronte dei nove sindaci: un pool tecnico-legale analizzerà i 153 fascicoli del progetto. Un'area già gravata da cave e industrie

Nuovo impianto per rifiuti pericolosi a Calcinate: Seriate e altri otto Comuni alzano gli scudi

di Valeria Della Monica

Il progetto del nuovo impianto di smaltimento rifiuti pericolosi, con una cella per il deposito di amianto, nel territorio di Calcinate ha generato una mobilitazione istituzionale coordinata, che vede il Comune di Seriate tra i principali sottoscrittori di un’azione di vigilanza tecnica.

L’area interessata dall’intervento si colloca interamente entro i confini di Calcinate, in una posizione sensibile adiacente alla rotonda per Cassinone. La richiesta di progetto proviene da un operatore privato di Brescia che non risulta gestire altri siti di trattamento analoghi nel medesimo comparto territoriale.

L’analisi tecnica dei 153 fascicoli

Il sindaco Gabriele Cortesi, ha formalizzato l’adesione del Comune al fronte comune composto dai sindaci di Calcinate, Bagnatica, Bolgare, Cavernago, Costa di Mezzate, Ghisalba, Mornico al Serio e Palosco.

Attraverso un comunicato ufficiale, i primi cittadini hanno motivato la necessità di un pool tecnico-legale per analizzare i 153 fascicoli del progetto: «L’obiettivo è affrontare con serietà e rigore un procedimento complesso e di rilevante impatto ambientale e sanitario per il territorio, già gravato da un significativo carico ambientale».

Le preoccupazioni per la salute

La posizione di Cortesi e degli altri sindaci è di netta preoccupazione. Il territorio interessato ha già subito la trasformazione di circa 2,5 chilometri quadrati di suolo agricolo in cave e ospita numerose attività industriali a forte impatto, oltre alle conseguenze dell’aeroporto di Orio al Serio.

Nel documento congiunto si legge: «Riteniamo doveroso un richiamo alle istituzioni competenti (…)

Continua a leggere sul PrimaBergamo in edicola fino a giovedì 23 aprile, o in edizione digitale QUI