Il personaggio

A giugno scade il prestito di Caldara. Oggi è una scommessa persa, purtroppo

La speranza era quella di poterlo rivedere sui livelli del suo debutto, ma le prestazioni non si stanno dimostrando all'altezza. 15 milioni per riscattarlo, oggi, non si spendono

A giugno scade il prestito di Caldara. Oggi è una scommessa persa, purtroppo
Atalanta 24 Marzo 2021 ore 22:35

di Fabio Gennari

Uno ci prova, le condizioni sono ideali per cercare di ricominciare con grande fiducia, ma alla fine è giusto guardare in faccia la realtà e riconoscere che per tornare quello di un tempo manca ancora molto. Mattia Caldara, difensore di Scanzorosciate classe 1994, è rientrato all'Atalanta nel gennaio del 2020, ma non è mai riuscito a riprendersi davvero la scena. La formula del suo trasferimento prevedeva un prestito con diritto di riscatto a favore dell'Atalanta entro il 30 giugno 2021 per una cifra di circa 15 milioni di euro.

Alla luce di come sono andate le cose negli ultimi 18 mesi, è chiaro che non ci sono le condizioni oggi per un acquisto a queste cifre. Caldara ha anche uno stipendio importante, ma prima ancora di questi discorsi (per quanto importanti) c'è l'aspetto tecnico da valutare. Dopo il lockdown e alcune occasioni che Gasperini gli ha concesso per tornare in campo, in questa stagione Caldara ha giocato appena sei partite, senza mai risultare protagonista.

A ottobre, dopo diversi fastidi al ginocchio, il numero 13 di Scanzorosciate è tornato sotto i ferri per una sutura al tendine rotuleo del ginocchio sinistro e si è rivisto tra i disponibili solo nel mese di gennaio. Troppo poco per considerarlo uno dei calciatori protagonisti delle rotazioni gasperiniane. A oggi, l'Atalanta ha quattro centrali per tre posti (Tolo, Romero, Djimsiti e Palomino), con il ragazzo cresciuto nel vivaio che va considerato solo un'alternativa di secondo piano (lo dicono i fatti), al pari di Sutalo.

Gasperini ha sempre dimostrato di credere tantissimo nelle sue qualità, quando fu evidente che Caldara doveva operarsi il mercato era ancora aperto ma l'Atalanta non prese nessuno e il ragazzo fu comunque inserito nella lista Uefa. Certo, il posto non mancava, ma quello è parso a tutti un segnale importante di fiducia. A distanza di mesi, lo stesso tecnico degli orobici non lo sta quasi mai chiamando in causa dall'inizio e pensare a un ricatto per 15 milioni dal Milan sembra essere, oggi, davvero utopia.