Anomalo pomeriggio di coppa per testare giovani e riserve

Anomalo pomeriggio di coppa per testare giovani e riserve
20 Dicembre 2017 ore 09:55

È quasi un impiccio tra le tante partite di questo periodo, ma merita di essere giocata con la massima concentrazione perché resta pur sempre l’unico trofeo che l’Atalanta ha messo in bacheca in 110 anni di storia. Inizia questo pomeriggio alle 15 (diretta RaiSport) l’avventura in Coppa Italia della squadra di Gasperini, ma per formula, prospettive e appeal si tratta più di una bella occasione per chi di solito gioca poco piuttosto che un reale e concreto obiettivo della squadra scintillante che sta facendo bene in campionato ed Europa League.

 

 

I contenuti della gara: spazio alle riserve. Nonostante nei 24 convocati ci siano parecchi big, Gasperini contro la formazione di Iachini nella gara valevole per gli ottavi di finale in partita secca dovrebbe puntare su quegli elementi che finora hanno trovato pochissimo spazio. In porta ci sarà Gollini al posto di Berisha, in difesa Mancini è sicuro di una maglia, con Toloi e probabilmente Bastoni a completare il pacchetto a tre. Con Palomino fuori per un guaio al ginocchio (nessuna lesione, solo lieve distorsione), i due elementi destinati a riposare sono Caldara e Masiello. Sulla linea di centrocampo gli esterni saranno Castagne e Gosens mentre in mezzo lo svizzero Haas giocherà vicino a de Roon, che in campionato ha dovuto saltare la partita con la Lazio per squalifica. In avanti, il vichingo Cornelius ritroverà una maglia da titolare con Kurtic e uno tra Vido e Orsolini a supporto sulle due corsie esterne. L’occasione, per tutti, è di quelle davvero importanti visto che in campionato ci sono poche possibilità di emergere e in coppa tutto viaggia a gonfie vele.

In palio il Napoli, cammino ad ostacoli. In caso di passaggio del turno, l’Atalanta troverebbe ai quarti di finale in gara secca fuori casa il Napoli di Sarri, che ha battuto ieri sera per 1-0 l’Udinese al San Paolo. Per uno strano scherzo del sorteggio, le prime quattro classificate della passata stagione sono finite tutte dalla stessa parte del tabellone e quindi anche in caso di vittoria al San Paolo la Dea si ritroverebbe a giocarsi l’eventuale (doppia) semifinale contro la vincitrice del presumibile duello tra Juventus e Roma. Gli incroci casa-trasferta sono stabiliti dal sorteggio per le prime otto della classifica, a ciascuna delle squadre viene associato un numero che decide se si gioca in casa l’andata o il ritorno e anche da questo punto di vista gli orobici sono stati parecchio sfortunati. Lo spirito di Gasperini e dei suoi ragazzi sarà il solito, ma rispetto alle altre due competizioni in cui la Dea è impegnata è chiaro come energie e risorse mentali dovranno essere bilanciate, anche in relazione alla reale possibilità di ottenere un risultato.

 

 

Occhio ai giovani. Non è ancora il momento di fare dei calcoli, la squadra è in salute e l’occasione per farsi notare è troppo ghiotta per chi non gioca con continuità. In particolare, ci sono almeno tre ragazzi che più di altri sono chiamati ad una prestazione importante. Il primo della lista è Riccardo Orsolini: l’esterno di proprietà della Juve è inquieto e da più parti si legge che a gennaio potrebbe andare via. Non sarà una gara con il Sassuolo a determinare il suo futuro ma una prestazione importante, magari segnata da un gol, potrebbe mettere un po’ in difficoltà Gasperini nelle scelte. Gli altri due elementi da tenere d’occhio sono i giovani Bastoni e Barrow. Il primo è dell’Inter e dopo tante gare in Primavera potrebbe giocare dall’inizio. Con Caldara ormai prossimo al passaggio alla Juve (a fine giugno), è chiaro che Bastoni dovrà essere valutato anche per l’anno venturo. Resterà a Bergamo? Può giocare in prima squadra? Il centravanti Barrow, invece, sta incantando in Primavera, ha segnato 17 gol in 13 partite e in tanti vorrebbero già vederlo con i grandi. Nessuno vuole bruciarlo (Capone e Latte Lath, dopo le partite in Coppa dell’anno scorso, sono spariti dai radar e stanno crescendo a Pescara), ma è chiaro che uno con quei numeri merita quantomeno di essere visto in mezzo ai grandi.

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