L'abbiamo vista così

Cinque cose sulla presentazione di Giuntoli: nessun annuncio, ma tante piccole certezze

Tanti spunti, poche frasi forti e un atteggiamento che dimostra la voglia di fare qualcosa di importante anche a Bergamo

Cinque cose sulla presentazione di Giuntoli: nessun annuncio, ma tante piccole certezze

Foto di Atalanta.it

Nei 28 minuti di conferenza stampa di ieri (martedì 14 luglio), Cristiano Giuntoli non ha regalato titoloni, ma tante piccole certezze. Sfumature, per chi pensava a qualche annuncio. Comunque importanti e preziose per chi comprende quanto la prima uscita pubblica del nuovo direttore sportivo nerazzurro non poteva in alcun modo essere diversa da quella che è stata.

Le parole su Antonio e Luca Percassi

Durante la conferenza stampa, soprattutto in apertura, era lecito attendersi ringraziamenti per chi lo ha portato a Bergamo. Giuntoli, però, ha fatto di più: ha ripetuto in più di una circostanza quanto consideri Luca Percassi un dirigente di altissimo livello («Se non il migliore uno dei migliori, da lui imparo ogni giorno»), ha ripercorso la storia di Antonio Percassi giocatore e poi presidente. Parlando del settore giovanile e del futuro. Non era scontato e nemmeno dovuto, tutte cose che sapevamo già, ma sentirle dire da Giuntoli ha fatto comunque effetto.

La rosa, il mercato e la necessità di non esporsi

Chi si aspettava dichiarazioni roboanti su presunte carenze della rosa, esuberi, spese pazze è rimasto spiazzato. Non da Giuntoli però, bensì dalle sue aspettative. Il gruppo dell’Atalanta è forte? Certo, non poteva dire il contrario. È a posto così? Certo che no, ma non poteva dirlo. La pista Alajbegovic è calda? «Semplici richieste di informazioni», ovviamente. E poi tutti i big restano, chiaramente: se fai dichiarazioni diverse, prendi le pallonate sul mercato. E belle forti.

Gli indizi sulla strategia

Ci sono almeno un paio di passaggi che rischiano di passare sotto traccia. Primo: al Mondiale ci sono giocatori importanti, ma l’Atalanta deve arrivare a elementi di quel livello quando giocano in campionati un po’ meno famosi o importanti. Tipo quello austriaco, aggiungiamo noi. Giovani e forti, magari da far passare in Under 23 per avere meno paura di lanciarli e raccogliere di più da una “cantera” che nelle scorse settimane ha messo dentro due ragazzi dell’Empoli per 5 milioni. Chi le fa queste operazioni in Italia?

Giuntoli e Sarri, due conferenze in una

Chi si aspetta qualcosa di diverso dalla presentazione di Sarri, in programma domani a Zingonia alle 14.30, probabilmente ignora quanto Giuntoli e Sarri siano legati. Uno ha portato l’altro all’Atalanta, il mister conosce perfettamente il modo di lavorare del ds e Giuntoli sa bene cosa serve al tecnico per il suo calcio. Non lo deve dire in conferenza, basta che si muova di conseguenza sul mercato. Infatti la pista Jashari è sempre calda, mentre in difesa, per ora, c’è meno urgenza. Domani al Centro Bortolotti meglio concentrarsi sul lavoro di campo.

La sensazione di aver davanti uno di quelli veri

Arrivato con un paio di minuti di ritardo, Giuntoli ha risposto a tutte le domande, alternando sorrisi e prese di posizione con la naturalezza di chi sa stare davanti ai microfoni e non cade nei tranelli. Obiettivi? Non si dichiarano, si lavora. Mercato? Siamo a posto così. Atalanta? Arrivare qui è un sogno. Tanto miele, poche confessioni e una serie di strette di mano appena finito di parlare con la sciarpa della Dea al collo. Dopo aver fatto capire a tutti che a Zingonia, da quando è arrivato, sono cambiate parecchie cose. La sensazione è netta: Giuntoli è uno di quelli “veri”.