Atalanta
Dentro o fuori

Da qui alla fine le scelte saranno decisive: per sognare bisogna sbagliare poco o nulla

In questa fase, con i punti che valgono doppio, è fondamentale sbagliare il meno possibile, in campo e in panchina

Da qui alla fine le scelte saranno decisive: per sognare bisogna sbagliare poco o nulla
Atalanta 28 Aprile 2022 ore 09:45

di Fabio Gennari

I recuperi sono andati, ora mancano solo quattro partite e c'è solo una certezza: per chi ha obiettivi da perseguire, il tempo degli esperimenti e delle prove è finito. Così come quello in cui si aspetta la miglior forma di un giocatore o si cerca la giusta collocazione a un altro. L'Atalanta di Gasperini, a parte Maehle e Pezzella, ha tante certezze nel suo gruppo e a quelle bisogna aggrapparsi per provare a staccarsi dall'ottavo posto provando a salire un po', verso l'Europa.

Prima di tutto, i gol. Per vincere serve segnare. Logica vorrebbe che tutti i migliori giocatori dal punto di vista realizzativo scendano in campo e i numeri dicono che, tra Venezia e Torino, Muriel (3), Pasalic (2) e Zapata (1) sono stati una sentenza. Bene, da qui alla fine (se il numero 91 colombiano non ha bisogno di rifiatare un po') perché non insistere con loro a completare il 3-4-1-2? Poi, a gara in corso, possono diventare importanti anche Boga e Malinovskyi, ma ormai si va verso una partita a settimana, quindi dentro sempre i migliori.

Altro dettaglio, la difesa. Con il Torino ci sono stati errori individuali importanti, Demiral per la seconda sfida di fila è andato in panchina e diventa difficile capire il perché. Gritti, allenatore in seconda di Gasperini che ancora una volta non ha parlato, ha detto che «avendone tanti, se non gioca Demiral è perché c'è Palomino». Tutto molto chiaro, ma perché allora non insistere con Scalvini, Demiral e Palomino? Alla bisogna c'è anche Toloi (affidabilissimo) mentre Djimsiti in questo momento non è al top.

In ultima analisi, la condizione fisica. La sensazione, guardando la Dea dal vivo, è che il gruppo non sia più impetuoso come un tempo. Non c'è quella ferocia che si è vista a sprazzi nel finale con il Torino, ma che una volta caratterizzava tutte le partite dei nerazzurri. Sempre un dettaglio, ma con il Torino, come contro la Fiorentina in Coppa Italia, un episodio sul 2-1 a favore ha favorito il 2-2 quando magari la squadra sta cercando di gestire. Dettagli, scelte e certezze da trovare nei giocatori di maggiore personalità per provarci ancora.

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