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La storia

Dopo la partita con la Dea, la maglia di Modric arriva ad Alzano: qui vinse il primo trofeo

Nel 1997 il Pallone d'Oro croato gioco un torneo giovanile in Val Seriana: fu il miglior giocatore. Maglia e libro autografi, ma anche maglia celebrativa per l'Oratorio Immacolata: regalo incredibile per il Centenario di fondazione.

Dopo la partita con la Dea, la maglia di Modric arriva ad Alzano: qui vinse il primo trofeo
Atalanta Val Seriana, 26 Febbraio 2021 ore 09:31

di Giambattista Gherardi

Certe storie, un po’ come i grandi amori, non finiscono mai: fanno dei giri immensi e poi ritornano. Parole che calzano a pennello a Luka Modric, il centrocampista croato del Real Madrid, Pallone d’Oro 2018 e vicecampione del mondo in carica. Con la trasferta a Bergamo, Luka ha vissuto un particolarissimo ritorno al passato.

Nel lontano 1997, il piccolo Luka arrivò infatti ad Alzano Lombardo, per disputare con lo Zadar di Zara, un torneo internazionale Esordienti organizzato dal locale Oratorio Immacolata. Fu premiato come miglior calciatore del torneo, con tanto di immagine finita nel suo libro autobiografico A modo mio, pubblicato nel 2020. «Il mio primo trofeo!», ha scritto Modric come didascalia quella foto.

Luka Modric nel 1997 con la sacca dell’Immacolata Alzano. Lo sponsor “E visibile era la ditta di Natale Bucci.

Quest’anno le infinite vie del calcio hanno riportato l’Atalanta in Champions, e il Real Madrid a Bergamo. Al momento del sorteggio di dicembre, ai dirigenti di ieri e di oggi dell’Oratorio Immacolata non è parso vero di poter rivedere in Bergamasca quel ragazzino divenuto campione planetario, che gli archivi mostrano addirittura in bicicletta con sulle spalle la sacca dell’Immacolata Alzano. E tutto nell’anno in cui l’Oratorio Immacolata festeggia il centenario di fondazione.

Ad aprire lo scrigno dei ricordi, due anni fa, erano stati Antonio, Stefano e Fabrizia Bucci, figli e moglie di Natale, indimenticato vicepresidente della società, presieduta allora da Marco Marchesi. Grazie a Maurizio Mangili (altra anima storica dell’Immacolata) la storia finì sulle pagine di Bergamo Post nel 2018 e da lì a Madrid. Natale Bucci era originario di Zara, e invitava squadre croate (ospitate dai Padri Dehoniani ad Albino) per i tornei estivi. I piccoli atleti arrivavano con pochi effetti personali.

«Ricordo – segnala Antonio Bucci – quando accompagnai Luka all’Iper di Seriate, insieme ai compagni dello Zadar per comprar loro scarpe da calcio da 10.000 Lire e una muta decente. Erano tempi di guerra per quei poveri ragazzi, capitanati da Luka, e quei giorni con noi li affrontarono con una umiltà ed un amore per il calcio incredibile che mi rimarrà per sempre dentro. La favola di questo splendido eroe silenzioso, un timido ragazzino sceso come pastore dalle catene montuose croate per la guerra e divenuto un campione, è una traccia indelebile di una favola reale che ci ha visti magicamente coinvolti».

La premiazione di Modric nel 1997 ad Alzano: in primo piano in maglia rossa Natale Bucci, alla sua sinistra Marco Marchesi, allora presidente dell’Immacolata. Sullo sfondo il sindaco di Alzano.

Modric nella sua biografia ha ricordato quei giorni.  «L’aneddoto più divertente – scrive – su quel periodo riguarda il piccolo dramma che vissi la sera prima della finale. All’improvviso mi venne un febbrone da cavallo. Mi sdraiai sul letto e mi coprii: tremavo come una foglia. Nessuno mi misurò la temperatura, e io non dissi ad anima viva che ero malato. Se qualcuno lo avesse riferito all’allenatore Domagoj Bašić, non mi avrebbe permesso di giocare la finale. Ero terrorizzato da quell’idea mentre giacevo a letto sfinito dalla febbre e dalla preoccupazione, ma anche dalla stanchezza delle partite giocate. Caddi in un sonno profondo e quando mi svegliai, la mattina seguente, non avevo più nulla. Niente brividi, niente più dolori. Quasi mi dimenticai di ciò che era successo la sera precedente, giocai la finale e segnai un gol. Di testa, tra l’altro».

Ricordi che vista la coincidenza di quest’anno non potevano restare nel cassetto. Ecco allora che l’attuale presidente Luca Buzzetti, di concerto con i dirigenti di un tempo, ha preparato una speciale maglia celebrativa per i 100 anni di fondazione dell’Oratorio Immacolata, al fine di donarla a Luka Modric.

Luka Modric con la maglia del Centenario ricevuta in dono dall’Immacolata Alzano

La pandemia e la “bolla” cui i calciatori sono sottoposti ha impedito l’incontro di persona, ma Modric ha accettato molto volentieri il dono, regalando ai suoi “tifosi” alzanesi un’immagine ricordo. Ha fatto anche di più: dopo aver siglato una dedica su una copia della sua autobiografia ha pure inviato ad Alzano la sua maglia numero 10 del Real Madrid con una dedica speciale «agli amici dell’Immacolata Alzano». Nella foto di apertura (da sinistra) ci sono Luca Buzzetti, Antonio Bucci, Marco Marchesi e Maurizio Mangili. Tutto è stato reso possibile dalla fattiva disponibilità dello staff Atalanta, pure legata alla storia dell’Oratorio Immacolata.

L’amministratore delegato Luca Percassi è stato infatti calciatore nelle giovanili alzanesi fra la fine degli anni ’80 e l’inizio degli anni ’90. Ad allenarlo c’era Marco Marchesi, figlio di Mario, storico barista dell’Oratorio che affermava «i figli Percassi sono nati in Oratorio». D’obbligo quindi una maglia gemella anche per Percassi: Luka e Luca, ovvero la soddisfazione per un Centenario che, al di là del Covid, sarà comunque da ricordare.

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