Una foto, una storia

Nell’autobiografia di Luka Modric il ricordo delle partite da ragazzino in Val Seriana

Fra le pagine dell'autobiografia (appena uscita) del fuoriclasse croato, intitolata "A modo mio", la foto del 1997, quando fu premiato come miglior calciatore al Torneo Esordienti dell'Oratorio Immacolata di Alzano Lombardo

Nell’autobiografia di Luka Modric il ricordo delle partite da ragazzino in Val Seriana
Val Seriana, 04 Giugno 2020 ore 19:22

di Giambattista Gherardi

Il primo trofeo non si scorda mai, anche se sei una stella del calcio mondiale e conservi in bacheca il Pallone d’Oro che nel 2018 ha rotto il duopolio di Messi e Ronaldo. Lui è Luka Modric, centrocampista del Real Madrid e della Croazia e A modo mio è il suo libro autobiografico in vendita dal 3 giugno anche nella versione in lingua italiana (edizioni Sperling & Kupfer). Scritto a quattro mani con il giornalista croato (nativo di Pola) Robert Matteoni, «è l’autobiografia esclusiva di uno dei più grandi calciatori dei nostri tempi», come si legge nell’introduzione. Una storia raccontata con dovizia di particolari in ben 368 pagine, che nell’inserto fotografico riserva una sorpresa tutta bergamasca. Luka Modric ha infatti deciso di inserire nel suo libro la foto del 1997 che lo ritrae ad Alzano Lombardo, mentre riceve un premio all’Oratorio Immacolata. La didascalia non ammette repliche: «Il mio primo trofeo! Premio di miglior giocatore nel torneo internazionale di Alzano, in provincia di Bergamo». Strade, quella di Modric e di Alzano, che avrebbero addirittura potuto incontrarsi di nuovo: Luka negli ultimi anni è stato in predicato di venire all’Inter, dove avrebbe magari incrociato Mindo Madonna, allenatore della Primavera e alzanese doc.

Luka Modric premiato nel 1997 ad Alzano

La foto era emersa dagli archivi nell’autunno 2018, pubblicata sull’edizione cartacea di BergamoPost (oggi PrimaBergamo) e successivamente sul nostro sito. Copia del giornale e della fotografia fu anche recapitata nella sede del Real Madrid e ora fa parte del libro dei ricordi che il calciatore ha deciso di condividere con gli sportivi di tutto il mondo. Ad aprire lo scrigno dei ricordi, due anni fa, erano stati Antonio, Stefano e Fabrizia Bucci, figli di Natale, indimenticato vicepresidente dell’Oratorio Immacolata Alzano, presieduto allora da Marco Marchesi. Grazie a Maurizio Mangili (altra anima storica dell’Immacolata) e alla complicità dei social, trovammo il modo di raccontare un’incredibile storia di calcio.

«Natale Bucci – ricordava Marco Marchesi al nostro giornale – era originario di Zara, in Croazia. In occasione dei nostri tornei estivi era il tramite ideale per ospitare ad Alzano formazioni giovanili della ex Jugoslavia. I piccoli atleti e i loro accompagnatori erano ospitati dai Padri Dehoniani ad Albino e per alcuni giorni potevano vivere in un clima sereno, lontano dagli orrori della guerra. Arrivavano con pochi effetti personali e facevamo in modo di regalare loro indumenti di gioco ed equipaggiamento. Erano esperienze che coinvolgevano i nostri ragazzi e le loro famiglie al di là del fatto agonistico. Uno spirito di cui restiamo profondamente orgogliosi e più che mai d’attualità».

Luka Modric nel 1997 ad Alzano con la borsa dell’Oratorio Immacolata

Il torneo estivo Esordienti dell’Immacolata Alzano vedeva al via formazioni di alto profilo: l’Atalanta del maestro Raffaello Bonifaccio, gli svizzeri dello Zurigo, formazioni del Milanese e della Val d’Aosta. Dalla Croazia arrivò lo Zadar di Zara, nelle cui file giocava Luka. Un bambino esile e biondo, destinato a stupire il mondo, pronto a ricevere il trofeo di miglior giocatore proprio da Natale Bucci (in maglia rossa nella prima foto) e Marco Marchesi (alla sua sinistra). Lo Zadar vinse il torneo, e in quella squadra giocava anche il portiere Danijel Subasic, vicecampione del mondo in Russia insieme a Modric nel 2018. Ora quella fotografia, quei ricordi e quello spirito rivivono in un libro che racconta la storia del calcio in questo scorcio di nuovo millennio, con prefazioni di Alex Ferguson e Zvonimir Boban. «Luka Modic – si legge ancora nell’introduzione – ha compiuto nel 2018 un’impresa senza precedenti, aggiudicandosi nello stesso anno i quattro trofei più importanti per un giocatore e guidando la sua nazionale alla vittoria della medaglia d’argento ai mondiali di Russia. Visionario regista e maestro di centrocampo, in questo libro racconta per la prima volta il suo incredibile percorso da un’infanzia dolorosa nella Iugoslavia devastata dalla guerra fino a diventare un vincitore seriale della Champions League con la maglia del Real Madrid. La sua vita è fatta di determinazione, impegno, umiltà, altruismo e la sua capacità di resistere e di lottare è di ispirazione per milioni di giovani. In queste pagine svela i suoi pensieri, le sue battaglie, le sue paure, l’amore per i suoi cari ma anche il rapporto con figure straordinarie del calcio come Zidane, Ancelotti, Mourinho, Cristiano Ronaldo e tanti altri. La storia emozionante e coinvolgente di un genio umile che ha saputo conquistare le vette del calcio con il potere della mente e del cuore». E tutto, aggiungiamo noi, cominciò ad Alzano sul campo dell’Immacolata.

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