Atalanta
Giù il sipario

Ha vinto l'Argentina e abbiamo visto una grande finale. Però basta Mondiali d'inverno

Si è chiusa l'edizione più strana e controversia della storia, non tanto per i contenuti calcistici ma per tutto quanto ci è girato attorno

Ha vinto l'Argentina e abbiamo visto una grande finale. Però basta Mondiali d'inverno
Atalanta 19 Dicembre 2022 ore 08:00

di Fabio Gennari

Per gli amanti del calcio, tra tempi regolamentari, supplementari e rigori è stata una finale emozionante. Piena di colpi di scena, tecnicamente molto bella (il 2-0 dell'Argentina è stato da manuale del calcio) e con protagonisti attesi (Messi e Mbappé) ma anche meno scontati (la parata di Martinez all'ultimo respiro che ha negato il 4-3 alla Francia è incredibile).

Il sipario sui Mondiali in Qatar è sceso ieri sera, un'edizione unica e assolutamente anomala che sarà ricordata per molte cose, ma non è probabilmente stata la più coinvolgente di tutte. Anzi, forse è vero il contrario.

Al netto di tutte le questioni che hanno fatto da corollario all'organizzazione di questo Mondiale, calcisticamente parlando abbiamo visto la consacrazione del genio di Messi (finalmente ha vinto un titolo tanto importante con l'Argentina), ma anche di uno che sarà il protagonista della scena mondiale insieme agli altri giovanotti terribili per i prossimi anni, ovvero Mbappé. Ma è stato anche il Mondiale delle sorprese: Arabia Saudita e Giappone, Spagna e Germania (in negativo) e soprattutto il Marocco.

Di sicuro - e non solo perché non c'è stata l'Italia - è però stato un Mondiale che abbiamo sentito più lontano. Meno coinvolti e molto meno colpiti dalla solennità della manifestazione, pur con tante belle storie da seguire. E soprattutto, voi potenti che decidete i tempi del calcio, fateci un bel regalo: basta Mondiali d'inverno. A noi appassionati non potete spaccare gli schemi in questo modo: la combinazione birra+grigliata+tramonto+partita in compagnia, all'aperto, è qualcosa che ha timbrato le estati per anni. Stavolta avete provato a cambiare ma è meglio tornare alla normalità. Perché il Mondiale è il Mondiale.

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