Non si tratta solo di numeri o del modulo che viene adottato, ma anche e soprattutto dell’interpretazione che viene chiesta dal mister e poi data da chi scende in campo. Non tutti i tecnici, infatti, chiedono le stesse cose.
Pensando alla Dea, sarà interessante vedere quali saranno i movimenti che la squadra, in fase difensiva ma anche di costruzione dal basso, dovrà fare con il nuovo allenatore Sarri. In quest’ottica, tuttavia, non possiamo non tenere conto di quello che ci sta dicendo il Mondiale in corso di svolgimento e le indicazioni dei nerazzurri impegnati.
Bosnia e Costa d’Avorio, al netto dei risultati che hanno ottenuto, sono scese in campo con due nerazzurri tra i titolari. Sead Kolasinac ha giocato la seconda partita della sua competizione nel ruolo di terzino sinistro, mentre Odilon Kossounou, dopo l’esordio di pochi minuti nella prima giornata con la Costa d’Avorio, ha ottenuto una maglia da titolare come centrale di destra nella seconda partita.
Richieste e posizionamenti dei mister probabilmente sono diversi da quelli che chiederà Sarri, ma parliamo di due elementi che nella più importante competizione del pianeta sono scesi in campo dall’inizio con posizioni diverse da quelle che conoscevamo alla Dea.
Il lavoro in ritiro sarà fondamentale. Oggi l’Atalanta in difesa ha Scalvini, Djimsiti, Hien, Kossounou, Kolasinac e Ahanor, con Bernasconi, Zappacosta, Bakker e Bellanova (Palestra lo diamo ormai per ceduto) che possono fungere da terzini. Una buona varietà e anche duttilità. Ecco perché l’attesa e la voglia del nuovo allenatore di vedere i suoi all’opera sono qualcosa di comprensibile pensando alla Dea che verrà. E anche al mercato che effettuerà la società.