Foto di Atalanta.it
Qualcuno aspettava le sue parole per avere riscontri nella propria convinzione che il mercato dell’Atalanta lo trovasse insoddisfatto. Altri cercavano obiettivi e una traccia (di risultati) da seguire in vista della prossima stagione.
La prima, vera intervista di Maurizio Sarri da allenatore dell’Atalanta – al di fuori della presentazione ufficiale -, invece, è stata una dimostrazione di competenza, serietà e attaccamento alla professione che conferma tutte le buone impressioni sul tecnico di queste prime settimane da mister della Dea, sottolineate anche dal direttore sportivo Giuntoli alla vigilia.
Il tecnico nerazzurro ha definito il mercato «palloso» e un «insulto a chi fa questo lavoro» il parlare sempre e solo di questo, in estate. Perchè il lavoro di allenatore, come lo intende Sarri, non è gestire, ma costruire un progetto giorno dopo giorno. Il mister ha poi parlato del direttore sportivo Giuntoli come di uno «scaltro» che «se ci saranno occasioni saprà coglierle e qualcuno arriverà».
Non ha avanzato richieste, ha parlato di quello che può controllare (ovvero del lavoro di campo) e sottolineato come stia trovando da parte dei giocatori applicazione, senso del lavoro e spirito di adattamento. Dettagli solo per chi è attento ai “colpi”, la traccia da seguire con pazienza e lavoro quotidiano per chi crede nel progetto.
Sarri ha parlato di quanto il lavoro di un tecnico si misuri sul campionato, perché è una competizione lunga; di quanto sia impossibile oggi dire se a questa squadra serviranno 6 mesi o 2 anni per essere considerata “completa” e quindi puntare in alto e di come le buone indicazioni del Trofeo Bortolotti (ma non solo) siano da accogliere con favore senza dimenticare che arriveranno anche momenti difficili. Ha parlato di qualche singolo e del reparto difensivo, dicendo che chiede di più a Raspadori e che in difesa le cose vanno meglio del previsto.
Complessivamente, Sarri non vende fumo e nemmeno ci dedica troppe attenzioni. Preferisce il campo al mercato, rimarca la pazienza necessaria per costruire qualcosa e dimostra grande sincerità quando dice che Kristensen lo conosceva poco. Ultimi punti, ma non meno importanti, l’alchimia con Giuntoli e l’ambiente: da come ha parlato, Sarri si fida del lavoro del ds e lui pensa solo ad allenare, farlo in un contesto (tra tifoseria e gruppo) che dimostra grande attaccamento è per lui molto, molto importante.