La Curva torna in trasferta Col Chievo match insidioso

La Curva torna in trasferta Col Chievo match insidioso
Atalanta 16 Settembre 2017 ore 10:34

Adesso sarà fondamentale tornare con i piedi per terra. Tutti, non solo i giocatori che scenderanno in campo: le grandi emozioni europee devono diventare il volano per affrontare al massimo il campionato e pare ci siano tutte le condizioni per andare a Verona e strappare i tre punti. Dopo la magica notte europea, sarà subito campionato per l’Atalanta di Gasperini. Il calendario prevede la sfida esterna con il Chievo di Maran e ci sono tanti spunti interessanti che permettono di analizzare questa partita.

 

 

La testa è tra le stelle: stimoli unici. Non è facile affrontare tanti impegni così ravvicinati, ma l’Atalanta ha la grandissima fortuna di arrivare alla gara del Bentegodi con addosso l’esaltazione di una notte che resterà per sempre negli occhi e nel cuore di tifosi e giocatori. Il 3-0 con cui Gomez e compagni hanno ribaltato l’Everton non vale solo i tre punti conquistati nel Gruppo E di Europa League, ma regala una sicurezza mentale e una carica emotiva che possono sicuramente risultare determinanti anche al cospetto di una squadra che ha avuto tutta la settimana per preparare al meglio la gara. In questi momenti, la stanchezza fisica si può far sentire, ma ci sono talmente tante sollecitazioni positive che non si può non pensare a Chievo-Atalanta come ad una gara dove i nerazzurri sono ampiamente favoriti: la voglia e la carica dei tifosi saranno determinanti (la Curva torna in trasferta, saranno in migliaia) e il fatto di giocare molto vicino a Bergamo è importante anche per non sprecare energie nei trasferimenti con ore di viaggio: i dettagli, a certi livelli, diventano decisivi.

 

 

Condizione fisica ottima ma qualche problema c’è. Sotto il profilo atletico, la gara di Verona nasconde più di un’insidia. Giovedì sera l’Atalanta ha speso tantissime energie, ma le alternative rispetto all’anno scorso sono numerose e anche se il livello non è ancora lo stesso per tutti è chiaro che a Gasperini le opzioni non mancano. In difesa Caldara giocherà certamente dal primo minuto insieme a Palomino, la rotazione dovrebbe riguardare uno tra Toloi e Masiello con l’altro che potrebbe invece stare fuori mercoledì sera a Bergamo contro il Crotone. La coperta è un po’ corta a centrocampo: sulle fasce Hateboer e Castagne (molto positivi in Europa League) non hanno in questo momento due alternative a disposizione visto che sia Gosens che Spinazzola sono alle prese con alcuni acciacchi che non sembrano superati. In mezzo, sia con il 3-5-2 che con il 3-4-1-2, saranno almeno due i centrocampisti centrali in campo, con lo svizzero Haas che scalpita e Kurtic che potrebbe dare un po’ di respiro a Cristante (sempre impiegato) o de Roon. Freuler, a riposo con il Sassuolo, a Verona invece giocherà di certo. Davanti, infine, la situazione è altrettanto complicata: Ilicic non è al massimo per un problema muscolare all’anca e solo oggi se ne saprà di più mentre, il Papu ha sempre giocato sia in campionato che in Europa League e andrebbe gestito. Nel ruolo di centravanti, Petagna ha speso molto e Cornelius potrebbe tornare dall’inizio (anche se non è al meglio), ma Gasperini potrebbe anche sorprendere e affidarsi ai giovani: Vido e Orsolini, entrambi protagonisti al mondiale Under 20 in estate, non hanno ancora giocato gare ufficiali e la loro freschezza contro la difesa del Chievo potrebbe essere un’arma interessante.

 

 

Il Chievo non cambia mai: solito 4-4-2. L’avversario di domani, il Chievo di Maran, è sostanzialmente sempre la stessa squadra degli ultimi anni. Il 4-4-2 dei gialloblù è il marchio di fabbrica dei clivensi; in difesa, davanti all’eterno Sorrentino (38 anni e mezzo), giocheranno Cacciatore, Gamberini, Dainelli e Gobbi per una difesa che è tra le più “anziane” della massima serie. A centrocampo ci saranno invece Castro, Radovanovic ed Hetemaj, con Birsa in posizione più avanzata a supporto di Inglese e Pucciarelli. In classifica le due squadre sono appaiate a quota tre punti (una vittoria a testa) ma i valori sono molto diversi e le possibilità che la Dea torni dal Bentegodi con un altro risultato positivo sono alte.